FILIPPINE: Conviene prestare un miliardo di dollari all’Europa?

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La decisione del governo filippino di estendere un prestito di 1 miliardo di dollari al Fondo Monetario Internazionale per integrare il finanziamento del fondo di 456 miliardi di dollari per contenere la crisi economica in Europa è stata giustificata come assistenza alle nazioni in estremo bisogno di aiuto finanziario. Non servirà a questo. I fondi del IMF forse sono segnati per la Grecia, la Spagna o l’Irlanda, ma di fatto fluiranno nelle grandi banche che hanno fatto i prestiti a queste nazioni.

Come negli USA, la crisi finanziaria in Europa è una crisi dell’offerta, poiché le grandi banche europee cercavano alti profitti, facili sostituti come speculazione nei derivati finanziari per investimenti industriali ed agricoli. Le banche private tedesche e francesi detenevano quasi il 70% del debito greco di 400 miliardi di dollari. Le banche tedesche erano i più grandi compratori dei titoli tossici dalle istituzioni finanziarie USA, ed hanno applicato la stessa mancanza di discriminazione nel comprare titoli del governo greco. Per la loro parte anche mentre si srotolava la crisi finanziaria, le banche francesi, secondo Bank of International Settlements, aumentò il prestito alla Grecia del 23%, alla Spagna del 11% e al Portogallo del 26%.

Nella loro corsa ad incrementare sempre di più i profitti attraverso il prestito ai governi, alle banche locali e alle banche di sviluppo immobiliare, le banche europee hanno immesso 2,5 trilioni didollari in Irlanda, Spagna, Grecia e Portogallo. Si dice che queste nazioni membro dell’euro hanno ingannato le banche e far credere loro che questi prestiti erano sicuri dal momento che erano sostenute implicitamente con la potenza economica delle economie potenti della eurozona, Francia e Germania. Non solo questa era una povera scusa per non guardare nella salute finanziaria di un debitore, a cui ogni banca è obbligata. Più probabilmente un’appartenenza all’euro forniva la tanto attesa giustificazione per lasciare i tremendi fondi du surplus che le banche possedevano che non creavano profitti se restavano meramente nelle casseforti delle banche.

Salvare le banche

Il cosiddetto fondo di salvataggio sono essenzialmente come il programma di salvataggio delle risorse TARP da 700 miliardi di dollari che ha iniettato denaro nelle istituzioni finanziarie principali americane per tenerle lontane dalla bancarotta nel 2008. Come il TARP il fondo europeo di salvataggio sono soldi pubblici usati per salvare banche private che hanno fatto scommesse nel casino mondiale. TARP comunque era un chiaro salvataggio delle banche dove i fondi di salvataggio europei scambiano fondi di salvataggio delle banche come salvataggio dei paesi.

Il programma europeo è in questo senso molto simile ai fondi assemblati dall’IMF durante la crisi asiatica del 1997. Praticamente tutti questi fondi andarono a pagare i creditori esteri e quasi nulla ad alleviare le sofferenze della persone le cui economie crollarono quando gli investitori se ne andarono. Molti creditori riottennero una gran parte del loro denaro, ma nulla fu allocato per assistere i venti milioni di indonesiani ed il milione di thailandesi che caddero sotto la soglia della povertà come risultato di duri programmi di stabilizzazione che IMF chiese in cambio dei fondi di salvataggio.

I fondi di salvataggio europei sono anche simili a prestiti di aggiustamento strutturale estesi alle Filippine negli anni 90 durante le profondità della crisi del debito estero del paese. Andarono a salvare Citibank ed altri creditori esteri mentre i filippini furono lasciati non solo con il compito di ripagare la Banca Mondiale e IMF ma anche ad intraprendere le misure dolorose dei tagli al bilancio, la liberalizzazione del commercio, la deregulation e la privatizzazione che distrusse l’economia del paese in modo irreversibile.

Una delle condizioni dell’IMF per i prestiti di salvataggio per le banche private internazionali fu La legge di appropriazione automatica che obbligava che il soddisfacimento del credito ai debitori aveva la priorità sulle spese del budget. Negli ultimi anni, abbiamo allocato il 25% del bilancio nazionale a pagare il debito.

Fuggite dalle banche, dice la gente

Mentre le grandi banche potranno riavere una parte significativa dei loro irresponsabili investimenti, come risultato della generosità di paesi come le Filippine, saranno le popolazioni di Spagna, Grecia, Irlanda ed altri paesi europei in bancarotta ad essere lasciate con la borsa vuota, proprio come i Filippini e gli asiatici lo furono per ripulire i guai che i creditori esteri e le elite finanziarie locali si lasciarono dietro dopo la crisi finanziaria asiatica.

Dalla nostra amara esperienza, possiamo capire la frustrazione dell’economista spagnolo che nel sentire dell’accordo di salvataggio da 125 miliardi che avrebbe messo un fardello enorme sui cittadini spagnoli nei duri anni a venire, disse al New York Times: “Alla fine quelli che fecero i prestiti al nostro sistema finanziario erano banche e compagnie di assicurazione del Nord Europa che dovrebbero portare le conseguenze di queste decisioni”. Grande principio ma non sarà affatto seguito.

Per ripagare il prestito di salvataggio EU IMF, il governo greco accettò un programma draconiano che aumentò l’IVA del 23%, innalzò l’età pensionistica a 65 anni per uomini e donne, tagliò profondamente pensioni e salari nel pubblico impiego ed eliminò le pratiche che promuovevano la sicurezza del lavoro. Anni di dolori e stagnazione sono il solo futuro a cui i greci possono guardare. Per l’Irlanda, a fronte di un prestito da 85 miliardi di euro per ripagare le banche europee, ha accettato quello che il New York Times ha definito il programma di austerità più duro in Europa con “la perdita di posti nella pubblica amministrazione di 25 mila persone, equivalente al 10% della forza lavoro governativa, come pure per quattro anni, un programma da 20 miliardi di dollari in aumento di tasse e tagli di bilancio come dura riduzione nelle pensioni di stato e nel salario minimo.” Il programma che essenzialmente come in Grecia e Spagna, è uno sforzo draconiano di rubare le risorse per ripagare le banche finirà per soffocare la crescita per anni a venire, con l’IMF stesso ad avvisare che il programma rischierebbe di innestare un ciclo pernicioso di salita della disoccupazione, maggiore morosità e perdite di prestiti.”

Azzardo morale

C’è un termine per le conseguenze dei programmi di salvataggio bancari: “rischio morale”. Generando aspettative per cui saranno salvate ogni volta che i debitori entrano nei guai pagando i debiti, i programmi di salvataggio incoraggiano il prestito irresponsabile. Le operazioni dei governi dell’eurozona e del salvataggio dell’IMF possono solo incoraggiare prestiti irresponsabili per il futuro. Ci sono tante altre ragioni citate da altri perché il credito di un miliardo di dollari dell’IMF è una cattiva idea. Potrebbe essere usato meglio se fosse prestato al governo nazionale per pagare il nostri 63 miliardi di debito estero o entrare nelle cadure del bilancio nell’istruzione, nella salute e nelle infrastrutture. Dovrebbe essere dato solo se IMF accettasse di cambiare nella sua struttura di governo per dare ai paesi come le Filippine maggiori quote e più grande potere di voto ed una voce maggiore nella politica. Ma la ragione principale è semplicemente e dal senso comune: il nostro governo non dovrebbe entrare nel problema di salvare banche europee irresponsabili.

Walden Bello, parlamentare Akbayan

 

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