FILIPPINE: Dei Guerrieri e dei Costruttori di Pace

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Si aggiravano nel recinto del palazzo presidenziale di Manila chi con la sicurezza di veterani induriti e privi di paura dopo tante battaglie, chi con l’incertezza di guerrieri che improvvisamente si trovano di fronte ai colori violenti della pompa e dell’esibizione.

Varie centinaia di rappresentanti del Fronte Islamico di Liberazione Moro, MILF, si sono uniti ai diplomatici e ai dignitari, ai rappresentanti del governo, membri della società civile, e persino i loro vecchi nemici delle Forze Armate Filippine al piano della Kalaayan Hall al palazzo del Malacanang per essere testimoni della firma del Accordo Comprensivo su Bangsamoro, un accordo di pace che mira a porre fine a quattro decenni di conflitto nelle Filippine Meridionali.

C’erano i guerrieri dei campi di battaglia che avevano fatto una transizione tranquilla dalla lotta ai colloqui, il presidente del MILF Al Haj Mirad Ebhrahim, seduti sicuri al tavolo presidenziale con il presidente Aquino e il primo ministro malese Najib Razak. Murad, anche chiamato Kagi Murad da chi ha seguito le sue gesta da un periodo precedente più violento, era vestito in un elegante costume nero col Kopiya, il copricapo Malay che traccia le sue origini alle songkok indonesiano.

Poco più di una decina di anni fa, Murad era visto più familiarmente vestito con la sua uniforme Kaki nella sua vecchia residenza di Sarmiento, nel vecchio campo principale del MILF di Abubakar Addidique sulle montagne di Maguindanao. Murad era naturalmente il capo militare del MILF di cui dirigeva le truppe durante i tanti scontri a fuoco con il governo filippino.

Murad, un veterano combattente brizzolato, aveva trasformato il MILF in una forza combattente competente e formidabile che contava su formazioni dalla forza di battaglioni, ed aveva la propria accademica militare.

Pochi lo sanno, ma Murad, come alcuni membri del comitato centrale del MILF, aveva studiato nelle università cattoliche prima di unirsi alla lotta per uno stato islamico indipendente agli inizi degli anni 70. Si diceva che Murad e il vice presidente per gli affari politici Ghadzali Jaafar erano ex studenti dell’Università Notre Dame di Cotabato City.

Ma il Murad che è venuto a firmare l’accordo Comprensivo su Bangsamoro era il Murad diplomatico, che si trova a suo agio in Inglese come lo è nella lingua di Maguindanao, aggiustato nel suo costume scuro e Kopiya come lo era nei suoi abiti militari dieci anni fa.

Dopo la firma dell’Accordo Murad è rimasto sul palco per qualche altro minuto, posando coraggiosamente con ammiratori e ed amici e per qualche foto col telefonino.

Si può immaginare che la transizione da guerriero a pacificatore non sia stata facile, benché pochi abbiano voglia di avventurarsi a parlarne. La decisione di cercare la pace con onore, di parlare di pace e firmare un accordo è forse la cosa più difficile per qualunque guerriero. Guerra significa incertezza, ma permette a chi la firma di avere una possibilità con la storia per il modo che loro sanno. Pace d’altro canto significa aver a che fare con un’altra serie di questioni e attori. Come tanti combattenti direbbero, è più meglio lottare testa a testa che essere pugnalati alle spalle.

MNLF cessate il fuoco

Per il Fronte di Liberazione Nazionale Moro, MNLF, il gruppo ribelle iniziale che firmò il primo accordo di pace con il governo nel 1996, accettare un accordo di pace volle dire perdere molti uomini e comandanti. Uno stretto aiutante di Misuari ricordava come, il giorno prima di siglare l’accordo di pace del 1996, Misuari piangeva durante l’incontro con i suoi comandanti e chiedeva a gran voce se stesse facendo la cosa giusta. Lo stesso è stato così per il MILF, dopo che il comandante Ameril Umbra Kato del MILF se ne uscì dal gruppo del MILF in protesta per i colloqui di pace.

Quando gli è stato chiesto come sia la transizione, Murad ha dato una risposta guardinga: “Personalmente è molto incoraggiante per noi. Speriamo che continueremo a conseguire e realizzare quello per cui abbiamo lottato” ha detto Murad nei corridoi durante la firma dell’Accordo. “Dobbiamo ricordare che la lotta continuerà, dobbiamo andare avanti per realizzare quelli che abbiamo bisogno di raggiungere”.

Ma ci sono stati quelli che sono stati più generosi nel riconoscere la difficoltà di questa transizione. “Veramente è un guerriero per tutte le stagioni” ha detto di Murad il Consigliere presidenziale per il processo di pace Teresita Deles. “Ti rendiamo onore per aver condotto il MILF durante la guerra ed ora nella pace”.

E’ stato il presidente malese Najiib Razak a riassumere tutto perfettamente. “Questo è un atto importantissimo di coraggio. Cambierà la storia della nazione per sempre.”

C’erano altri guerrieri che vennero, alcuni che si erano diretti verso altri percorsi, eppure per tornare di nuovo sulla stessa strada.

Abul Khyar Alonto, ora presidente del MNLF dopo aver spodestato il fondatore del gruppo Nur Misuari qualche settimana fa, dice che il MNLF sostiene pienamente l’accordo di pace del MILF. Misuari aveva fatto conoscere la propria opposizione all’accordo di pace del MILF dicendo che era un tradimento dell’accordo del 1996 che aveva firmato col governo.

Alonto afferma di essere il vero fondatore del MNLF, colui che “reclutò” Misuari portandolo nel gruppo ribelle. “Misuari deve scendere con i piedi per terra, deve scendere dal cielo”.

Lo stesso Alonto ha un bel carattere. E’ accreditato da molti come uno dei fondatori del MNLF, se non proprio l’originale fondatore. Nel libro di Abdullah Madale, “Maranaws: gli abitanti del lago”, si descrive Alonto come vice presidente del Comitato centrale del MNLF che si arrese al presidente Marcos prima di essere nominato da Marcos come Portavoce del Lupong Tagapagpaganap, il corpo che era il precursore della Regione Autonoma nella Mindanao Musulmana.

Alonto dice anche di essere stato il responsabile della creazione del MNLF: “Fui io a crearlo, fui io a reclutare Nur Misuari.”

Ad ergersi alle sue spalle c’era quello che Alonto definisce il Maresciallo di Campo del MNLF, un Tausug di nome Al Caluang che, secondo Alonto, è rispettato non solo nel MNLF ma temuto dalle forze armate stesse. Caluang nonostante la sua età fa ancora paura. Si dice che sia uno dei membri del Gruppo dei 90 volontari addestrati nelle giungle malesi e che formava il cuore del comando del MNLF. Oggi sorride attento, stretto ad Alonto mentre gli bisbiglia qualcosa all’orecchio.

Dopo la pompa e l’esibizione, dopo che le persone importantissime avevano svuotato il palco, due giovani uomini si stavano facendo le foto al telefonino mentre posavano dietro al podio con l’effige del Palazzo del Malacanag.

Erano i figli dei comandanti anziani del MILF che erano stati invitati al palazzo questa volta per fare la pace. Per i loro figli fu un’occasione importantissima di godersi l’euforia dell’accordo di pace.

“Speriamo che questo sia la pace per Mindanao. E’ un evento storico e ringraziamo di esserne parte” ha detto Russel Pajiji. Suo padre è il presidente del MILF per l’arcipelago di Sulu. E’ confinato ad una sedie a rotelle nella periferia dell’accordo di pace mentre osserva tutto con il sorriso sul volto.

Lo zio di Pajiji è il presidente del MILF per Tawi Tawi e parlava per il gruppo. Quando gli hanno chiesto come si sentiva da guerriero a fare la pace, Haji Nasilim Hajim Pajiji è andato diritto al punto: “Perché lottano? Perché volevano la pace.” Poi aggiunge: “Questa è la vera ragione del perché lottiamo, del perché volevamo essere riconosciuti. Semplicemente perché possiamo introdurre la soluzione di pace a Mindanao”

Dei Guerrrieri e dei Costruttori di Pace, PCIJ

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