FILIPPINE: Il presidente Aquino prevede ancora crescita

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I bond emessi dal governo filippino sono richiesti tra gli investitori dei mercati emergenti, ed il presidente Noynoy Aquino si dice ottimista sul fatto che una forte campagna contro la corruzione e una più forte esazione delle tasse aiuteranno l’espansione economica nonostante il profilo mondiale incerto per il 2012, e di sicuro aiuteranno ulteriori miglioramenti dalle agenzie di credito internazionale. Secondo alcuni analisti invece la scommessa del presidente di scuotere la nazione potrebbe rivelarsi distruttiva a breve allarmando i potenziali investitori. Il presidente, dopo essere stato eletto nel 2010, si è mosso ad aggredir la corruzione che piaga la nazione da decenni e che imbarazzò sua madre quando fu presidente.

Di recente le autorità filippine hanno inquisito il predecessore di Aquino, Gloria Macapagal Arroyo, di corruzione e frode elettorale, mentre il capo della Corte Costituzionale Renato Corona è stato posto sotto accusa sotto processo da parte del Senato.

Sial a Arroyo che Corona negando le accuse rivolte loro descrivono i processi come politicamente motivati, facendo temere, da parte di alcuni analisti, che la crisi che bolle tra i rami del governo e della magistratura possa danneggiare la presidenza attuale.

Tuttavia gli investitori sembrano rispondere positivamente ed il paese ha venduto il mese scorso 1,5 miliardi di bond in dollari a percentuali paragnabili a quelle di stati europei come Spagna ed Italia, suggerendo che i mercati finanziari internazionali stanno già modificando il posto delle Filippine nell’ordine globale gerarchico mentre crescono le preoccupazioni sulla salute finanziaria europea.

In un’intervista della scorsa settimana, sosteneva il presidente che il nuovo dramma politico sotto gli occhi poteva forse aiutare a spingere la nazione nella direzione giusta. Oltre che indicare alcuni nomi della passata amministrazione, il suo governo è al lavoro sull’eliminazione di sprechi nella spesa e nel migliorare la trasparenza, come pure a liberare più fondi da spendere nell’istruzione e nei progetti infrastrutturali che potrebbero aiutare l’economia a muoversi in avanti dopo la crescita dell’appena 3,7% scorsa, ben al di sotto della prevista tra 4,5 e 5,5%. Per l’anno in corso le previsioni sono tra il 5 e il 6%.

“Il principio generale è che tutti i dipartimenti abbiano la loro somma allocata all’inizio di luglio” permettendo anche un anticipo rispetto a quella data. Comunque i problemi rimangono. Le esportazioni erano deboli lo scorso anno con una discesa del 6.7% dal 2010 in parte per la rottura della catena di distribuzione in Giappone e Thailandia per i disastri naturali e una domanda fiacca in Occidente.

La povertà è endemica e la nazione a prevalenza cattolica si trova di fronte a due insorgenze, musulmana e comunista che pesano sull’economia agricola. In aggiunta gli analisti dicono che per le Filippine è difficile attrarre investimenti diretti esteri a livelli paragonabili con quelli idei vicini vietnamiti o indonesiani nonostante gli sforzi di tagliare la burocrazia e la corruzione.

Quest’ultima è un problema. L’indice annuale della percezione della corruzione secondo Trasparency International le Filippine si trovano allo stesso livello dell’Honduras e della Siria. Di recente Aquino ha ripulito l’ufficio delle dogane a causa delle basse entrate che procurava e per la corruzione e anche incompetenza.

Vista in prospettiva, il presidente spera che la sua presa di posizione sulla corruzione rafforzerà la posizione fiscale del paese. Il suo obiettivo immediato è assicurare miglioramenti nelle valutazioni delle agenzie di rating come già avvenuto in queste settimane.

Il ministro alle finanze Purissima ha detto che si aspetta che il peso filippino continui a rafforzarsi contro il dollaro con un atteggiamento verso l’arcipelago che continua a migliorare. Il peso ha chiusi nel 2011 a 43,48 peso per dollaro quasi allo stesso livello del 2010, ma si era apprezzato a 42,59 il giorno dopo il discorso di Purissima che nei prossimi gironi si recherà in Europa per prospettare agli investitori europei la situazione filippina.

“Credo che siamo premiati per il fatto che non siamo più un cestino di rifiuti. Siamo governati per bene e ci sono le basi per un nuovo miglioramento del credito internazionale.” dice Aquino secondo cui il paese potrebbe diventare autosufficiente nella produzione del riso alla fine dell’anno e che la nazione riceve ancora entrate per la crescita degli emigranti e dell’industria del Call center che ora vale 11 miliardi di dollari l’anno.

I lavoratori all’estero filippini inviano a casa 20 miliardi l’anno di dollari nel 2011 con una crescita del 7,2% rispetto al 2010, il 9% del PIL nazionale. Questo aiuta a lanciare verso l’alto la domanda e tampona la situazione precaria globale internazionale.

Ça prova più grande per il presidente potrebbe essere di istituzionalizzare le riforme e renderle durature oltre il suo singolo periodo alla presidenza che finisce nel 2016, e lui capisce quanto grande sia questa sfida. Sin dalla caduta del dittatore Marcos nel 1986, altri leader hanno provato a creare qualcosa di nuovo che andava solo per il periodo in cui loro erano al potere. Alcuni sono persino finiti inquisiti come il caso di Estrada ed Arroyo che si sono ritrovati accusati di corruzione.

“Quando arrivammo, sapevamo di avere 6 anni per un cambio profondo che abbia un tale momento che sia difficile da invertire allo status quo precedente. Abbiamo quattro anni e qualche mese per portarlo a termine” dice Aquino.

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