FILIPPINE: Il processo di Maguindanao va avanti tra le sorprese

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Il 23 novembre 2009 rimarrà per sempre nella mente dei democratici filippini per la strage più efferata che ha insanguinato la vita politica filippina. Il processo è ancora in corso e può essere visto persino in televisione. Ha portato alla sbarra la più potente famiglia della provincia di Maguindanao e sta portando nelle aule giudiziarie quello che sui giornali e nella società si è sempre saputo: la stretta connessione con la Gloria Macapagal Arroyo, precedente presidente della Repubblica Filippina , le cui connessioni e alleanze si stanno svelando poco alla volta. Da un articolo di Edwin Espejo su Asiacorrispondent traduciamo alcune sue considerazioni in merito a quanto sta succedendo nel processo.

“In un’improvvisa svolta degli eventi, uno dei principali sospetti nel peggiorsingolo atto di violenza nella politica filippina ha indicato suo padre e suo fratello come gli ideatori ditro a crudele massacro di 57 persone, tra i quali 32 giornalisti e lavoratori dei media.

Lunedì i giornali hanno scritto che il già governatore della Regione Autonoma nella Mindanao Musulmana, Zaldy Ampatuan, vuole ora testimoniare, davanti alla corte, anche se la sua testimonianza punterà a suo padre Andal Il vecchio e a suo fratello Andal il Giovane come responsabili del crimine. L’intervista è stata tenuta segreta per due settimane e poi messa in onda lunedì.

Zalsdy ha detto che suo padre e suo fratello erano presenti almeno due incontri dove furono premeditati gli assassini prima del 23 novembre 2009. Zaldy ha ripetutamente negato la propria partecipazione agli omicidi citando la sua presenza nel palazzo presidenziale in un incontro con la Arroyo ed altri governatori, quando le vittime furono sterminate. Molte delle vittime furono sepolte in tutta fretta con tutti i loro veicoli in pieno giorno…

Andal il Vecchio e Andal il Giovane sono stati già posti sotto accusa ed entrambi si sono dichiarati innocenti, mentre Zaldy e un altro accusato devono ancora subire l’atto di accusa.

Il ministro della giustizia, De Lima, ha comunque detto che è necessari essere cauti e circospetti, attenti a non bersi tutto quello che Zaldy Ampatuan dice, ricordando come le testimonianza fin qui avute sono contrarie alla presunta innocenza di Zaldy, come quella di un cameriere che ha indicato in Zaldy uno di quelli che ha pianificato la strage.

Comunque Zaldy ha riconfermato per iscritto le accuse fatte davanti alla televisione contro suo fratello e suo padre.”

Nell’intervista Zaldy avrebbe detto, citando persone di contatto: “è cosa pubblica che gli Ampatuans sono stati un alleato favorito della allora presidente Arroyo per i favori che poteva ricevere durante le elezioni. Attraverso le sue elargizioni e sostegno finanziario, i risultati elettorali furono manipolati per dare a lei o ai suoi alleati risultati favorevoli”.

Altre volte la manipolazione dei risultati è avvenuto per danneggiare alcuni senatori, tra i quali lo stesso Noynoy Aquino, Lacson e Maria Pia Cayetano, e far sì che in quelle province non avesse voti. Sarebbe stato il marito stesso della Arroyo a dargli in un hotel a Manila 3 milioni di peso. I voti destinati a questi tre senatori furono dirottati verso un senatore della provincia di Bukidnon che risultò avere il 95% delle preferenze, molto più che nella sua provincia di origine.

 

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