FILIPPINE: La Capitale del Tonno

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Nessuno mai discuterà che General Santos City, a Mindanao, è la capitale del tonno delle Filippine. Non è solo una battuta, ma c’è molta storia in essa. E’ il luogo dove è cominciata l’industria del tonno, da dove le Filippine sono diventate uno dei maggiori produttori nella produzione globale e nel commercio internazionale.

Tonno Filippine

Ed è ancora il tonno ad essere la linea guida di questa città in perenne progresso, dopo più di trentanni da quella coperta accidentale, ad un tiro di schioppo, di una risorsa immensa che nuotava in abbondanza nelle vicinanze delle spiagge della Baia di Sarangani.

Da abitante e delicatezza di mare ignorata e talvolta evitata, il tonno delizioso, specie la varietà matura e grande del tonno a pinna gialla, è diventata un componente nella vita di ogni giorno dei residenti in questa zona. Chiunque viva qui dagli anni 70 deve avere qualche parente nelle ditte legate alla produzione del tonno. Sono in tanti a lavorare nell’industria direttamente.

Marfenio Tan, conosciuto più semplicemente come Marfin, che ha visto nascere, crescere e svilupparsi l’industria locale del tonno da un’impresa locale di sussistenza fino a diventare un’impresa multimilionaria, ricorda il prezzo iniziale di appena 0,25 peso al chilo del pescato di tonno dalla pinna gialla. Certo 25 centesimi al chilo, quando il prezzo del tonno da sashimi ora è attorno ai 360 peso al chilo. E nessuno pensava mai di comprare 60 chili di tonno, visto che pochissime famiglie avevano un frigorifero.

Ma avete mai provato a tenere in frigo un tonno sano? Probabilmente nessuno lo ha fatto mai. Probabilmente si preferisce comprare del tonno congelato sotto vuoto a tranci e delle bistecche di tonno dal più vicino supermercato.

Ma nei giorni gloriosi dell’abbondanza nel villaggio Dadiangas della città Buayan, prima che diventasse General Santos, non c’erano industrie del ghiaccio, figuriamoci le catene del freddo, per tenere il tonno veloce produttore di istamina. I commercianti finivano a venderlo in tranci e darlo nei mercati, per restare invenduti e finire sotto sale, qualcosa che aveva poco valore commerciale.

Oggi il pescato migliore del giorno viene spedito direttamente ai ristoranti lussuosi a Beverly Hills, o a Tokyo, dopo appena ventiquattro ora dall’arrivo nel porto di General Santos. Anche oggi solo in pochi possono dire in tutta onestà di aver mangiato la stessa qualità di tonno a pinna gialla della qualità adatta per il sashimi per il quale i più ricchi in Giappone e dovunque al mondo sono disposti a svuotare il loro portafoglio.

Tan mi dice che l’Industria della pesca non è diventata quell’industria matura che ora è fino agli inizi degli anni 80. Con orgoglio dice di essere parte di quella crescita e persino della scoperta. Mentre entrava in un negozio di ferramenta, in cerca di pezzi per il motore della sua barca, gli fu chiesto dal suo amico negoziante che pesci stesse pescando e se ci fosse del tonno. Agli inizi lui ed il suo amico non si capirono su che tipi di tonno stessero parlando, poiché i differenti tonni hanno a livello locale nomi differenti. La soluzione? Fa vedere di quello che parli. Marfin gli mostrò un tonno a pinna gialla congelato ed un pezzo da due chili. L’amico ne fu impressionato. Marfin fu presentato ad un importatore giapponese che subito inviò nella città una nave con congelamento da 300 tonnellate direttamente da Zamboanga. In tre settimane Marfin e i suoi amici pescatori poterono riempire la nave, impiegando molto meno dei pattuiti trenta giorni per caricare.

A metà degli anni 2000 le Filippine divennero il secondo esportatore di tonno in scatola al mondo.

Il verbo si diffuse subito con l’arrivo della nave in Giappone. Una settimana dopo Ricsan approdò con le sie navi refrigerate nelle acque di quella che è ora un impianto di depurazione del mercato di General Santos. In meno di un mese il gigante dell’enanas Del Monte seguì la stessa via inviando una propria nave. Un mese dopo la Dole filippina di stanza a General Santos cominciò a comprare tonno dai pescatori locali. Era agli inizi degli anni 70.

Agli inizi degli anni 80 due delle industrie del tonno nazionali, Purefood e RFM avevano già messo industrie di trasformazione.

Il resto fa parte della storia. Il complesso portuale della pesca di General Santos, il più moderno e simbolo dell’importanza economica dell’industria del tonno, fu costruito nel 1997 con un prestito dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo.

General Santos City comunque non è diventata laCapitale del Tonno se non col volgere del secolo quando ufficialmente le Filippine divennero ufficialmente il secondo produttore al mondo di tonno in scatola con l’aggiunta di altre quattro ditte inscatolartici. Come risultato della crescita fenomenale dell’industria del tonno le Filippine divennero anche la terza industria della pesca al mondo.

L’industria del tonno è cresciuta quasi esclusivamente con le proprie forze con pochissimo sostegno del governo, una crescita alimentata da quello che il mercato estero ed internazionale ordinava. La domanda cresceva e così la produzione. Le compagnie del tonno che sono cresciute dalle quattro o cinque degli anni 70 alee duecento di oggi, hanno pescato all’impazzata fino a quando i mari delle Celebes e di Sulu non riuscivano più a fornire il volume richiesto. I produttori di tonno cominciarono a guardare altrove in Indonesia, Nuova Guinea e Palau come nuovi luoghi di pesca.

Il pescato fresco del tonno è diventata una fonte del commercio internazionale, di preoccupazioneeconomica e diplomatica per il governo filippino che, spinto dai produttori, ha cominciato a tenere colloqui bilaterali e ad assicurarsi accordi bilaterali con Indonesia e Nuova Guinea. Nel 2002, il governo filippino fu costretto a fare di tutto per provare ad ottenere accordi di commercio favorevoli per i prodotti di tonno do origine locale che culminarono nel quasi collasso dell’incontro di Doha del World Trade Organization quando l’allora ministro del Commercio Mar Roxas III minacciò di abbandonare se i prodotti di tonno filippini non ricevevano riduzioni di tariffe e di tasse e un trattamento preferenziale.

Allo stesso tempo il governo della città cominciò a reclamare per General Santos il titolo di Capitale del Tonno. Nessuno protestò e il detto è diventato la frase più famosa dell’industria. Non si tratta solo di una frase pubblicitaria. E’ storia.

Erwin Espejo, Asian Corrispondent

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