EDSA la strada lunga e tortuosa per la democrazia

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Il 25 febbraio 1986 il dittatore Ferdinando Marcos lasciò Manila diretto alle Haway dopo che imponenti folle di popolo impedirono ai suoi carri armati di soffocare nel sangue l’insubordinazione di varie unità dell’esercito alla guida delle quali c’erano Juan Ponce Enrile e Fidel Ramos.

Da poco Corazon Aquino aveva vinto le elezioni improvvisate indette da Marcos alla ricerca dell’investitura popolare, ma la sua nomina a presidente era stata bloccata. Con questo articolo di un blogger filippino Tonyo Cruz si prova a ripercorrere questa data importantissima della storia filippina, di quello che significò e dello spirito tradito dei Giorni della EDSA.

EDSA è la grande arteria di Manila su cui si trovano le due grandi caserme, Campo Aguinaldo, sede delle Forze Armate e Camp Crane, sede della Polizia. In quei giorni erano i luoghi in cui Ramos e Enrile si asserragliarono nella loro defezione dal governo di Marcos.

Rappler

EDSA il 25 di febbraio. La lunga e tortuosa strada verso la democrazia di Tonyo Cruz

Il giorno 25 febbraio segna l’anniversario dell’insurrezione popolare del People Power del 1986 che abbatté la dittatura di Ferdinando Marcos, un evento epocale che continua ad ispirare la gente in tutto il mondo per vincere e combattere tutti i tiranni e ai regimi corrotti. Alcuni giorni prima sono stati gli egiziani ad essere ispirati e lo spirito di un’azione popolare collettiva ora aleggia sulla vasta area del Medio Oriente e del Nord Africa.

Tristemente la fonte perenne di quello spirito, il popolo filippino stesso, non se ne cura più. Un senso di frustrazione e disappunto si trascina nelle celebrazioni del 25 febbraio.

Davvero, cosa hanno i regimi del dopo Marcos e la elité politica tradizionale da mostrare e da dire ai loro cittadini e al mondo in termini di massimizzazione di due sollevazioni vittoriose? La restaurazione di istituzioni democratiche formali? Elezioni periodiche? Buon Governo? L’incriminazione di Marcos ed Estrada? La giustizia per chi ha lottato per la libertà ed è stato ucciso, torturato, oppure rapito?

Il disappunto e la frustrazione sono profondi poiché due presidenti di seguito non riuscirono a fare del People Power una realtà permanente del governo. I leader filippini hanno avuto poca fiducia nella propria gente e si sono poggiati fortemente sui governi e sugli investitori esteri, latifondisti dispotici, sui grandi uomini d’affari avidi e i loro generali e i loro portavoce per tutto quello che abbiamo sopportato come piani fortemente costosi, zeppi di corruzione e soprattutto falliti di costruire una democrazia filippina più di sostanza così per conseguire la pace, il progresso e la prosperità della nazione.

L’unico beneficio che noi cittadini filippini ordinari abbiamo conseguito è stata la rimozione di due capi odiati e non voluti, nulla di più. La elité tradizionale politica ha ottenuto molto di più ed è stata veloce nel dichiarare impotente, irrilevante e arcaico il People Power perché le istituzioni formali democratiche, la loro arena di gioco e fonte di bottini, era stata reintrodotta per il loro utilizzo. Null’altro interessa questi politici tradizionali.

Vero, non ci interessa più solo quando questi stessi leader, che ogni giorno voltano le spalle alle aspirazioni del People Power, ci chiedono di ricordare il People Power. Ma per noi stessi, le nostre famiglie e la nostra comunità vicina, non esiteremo e non esitiamo come ci siamo noi stessi sorpresi nei giorni dopo il tifone Ondoy.

La corruzione e la legge marziale di Marcos e l’arsenale di regole antietiche di Estrada sono il cambio del gioco nella politica e democrazia filippina. Mostrarono che i politici tradizionali non possono più dominare il gioco come facevano prima del 1972. Il popolo filippino stesso dovette intervenire due volte quando le istituzioni politiche e i politici tradizionali che guidavano queste istituzioni non riuscirono a risolvere i problemi quali Marcos e Estrada. Davvero, Il merito va ad ogni singolo filippino che si sollevò, lottò e sacrificò per liberare la nazione da questi due mostri che occuparono la presidenza.

I politici tradizionali sanno che il People Power è uno dei più potenti strumenti nell’arsenale popolare insieme agli scioperi, al boicottaggio, alle dimostrazione ed altre azioni di massa. Quella è la ragione per cui ci dicono che il People Power è vecchio, arcaico, datato. Gloria Pacapagal Arroyo aveva tutte le ragioni per rimproverare il People Power, sapendo bene di esserne l’obiettivo legittimo in considerazione del livello di odio che il suo cattivo governo inspirava nella gente.

Raccontare di nuovo la storia

L’elite tradizionale con i loro mass-media non riescono neanche a decidere su come raccontare la storia di EDSA e della lunga lotta contro Marcos. L’attenzione si sposta sulle icone e sui tabernacoli, sui nomi e sulle facce delle personalità costruite dai media, come se l’insurrezione avrebbe potuto aver successo con la loro recitazione solitaria. La lista ufficiali degli eroi dell’EDSA canonizzati dai media è relativamente breve ed è un continuo insulto alla gente che componeva People Power dal 1972 al 1986 e 1998 al 2001.

Si fa credere ai giovani che la nazione sia salvata da gente come Corazon Aquino, Cardinale Sin, Butz Aquino, Enrile, Ramos e Honasan. Certo anche Enrile, Ramos e Honasan a cui l’eroica gente filippina diede protezione dai carri armati di Marcos, e le truppe ora sono chiamate eroi e sono felici di essere chiamati così. Ma il movimento accadde poiché le masse della nostra gente risposero al richiamo del Cardinal Sin e Butz Aquino, ed ebbero fede in Corazon Aquino. Scesero per strada in massa, lungo l’EDSA e tutte le altre pubbliche piazze per la nazione, preparati dalle azioni di massa che avevano scosso e sfidato la dittatura nei suoi primi anni.

Il racconto predominante della dittatura di Marcos era dire che tutti eravamo vittime. Naturalmente è vero, ma solo per metà.

I veri eroi

Perché contro la dittatura si sollevò un’intera generazione di filippini, molti divennero clandestini e andarono sulle montagne per lanciare una rivoluzione armata. Lottarono Marcos con le pallottole, puntando le loro armi sui militari che Marcos usava per terrorizzare i cittadini e convincerli che la legge marziale andava loro bene. Ricchi e poveri, ma maggiormente i poveri e la classe media, gravitavano attorno al movimento clandestino dove a loro era dato rifugio, dove insegnavano il valore di offrire le proprie abilità e talenti alla gente delle province privando Marcos della ricchezza intellettuale che la loro generazione aveva.

Un buon numero organizzava la gente nelle città e nei centri urbani divenendo i tenenti di grandi masse e di scioperi, ordinando la gente che si univa ai funerali dei martiri e degli eroi, compreso Ninoy Aquino, e con queste manifestazioni di massa, mostrando al mondo delle anteprime di quello che sarebbe successo nei giorni di febbraio del 1986.

La lista di questi tanti eroi e martiri, tanti morti altri ancora viventi è lunga. Ma essi non hanno faccia e nome poiché l’elite tradizionale che domina il sistema educativo e i media non farebbe nulla per ricordare il loro sacrificio e i loro ruolo nel rendere possibile, nel 1986, EDSA e il suo successo nel giro di quattro giorni.

Non è un modo differente dal racconto dell’invasione giapponese del 1940. Ci fu detto che la liberazione venne in un istante quando il soldato americano Joe tornò in trionfo, ma la realtà fu che i filippini stessi presero le armi in una guerriglia che lottò contro l’aggressore giapponese. Quando arrivarono le truppe americane i Filippini avevano già compito fortemente con colpi letali le forze imperiali giapponesi rendendo il lavoro della forza militare americana molto più facile.

Giustizia

L’elitè politica tradizionale, dopo i giorni di EDSA, immediatamente gridò alla riconciliazione, un modo gentile per dire che non avrebbero incriminato Marcos. In altre nazioni dove il People Power vinse, l’incriminazione e il racconto della verità fu veloce. I nostri governi non hanno imparato la lezione di quelle edizioni dell’EDSA.

Quando un certo numero di vittime di Marcos, di fatto i nostri eroi che lottarono contro il dittatore, decisero di portare Marcos di fronte al tribunale americano, il governo della Corazon Aquino non offrì un sostegno o un incoraggiamento. I governi del dopo Marcos volevano recuperare quanto rubato per se stessi. Non importa la giustizia. Tutto quello che i governi volevano erano i soldi. Ma questa azione di massa epocale ebbe successo nelle corti americane e una giuria delle Hawaii nel 1992 stabilì che Marcos era reo di violazioni dei diritti umani e di varie atrocità indicibili che sopportarono gli accusatori. Quel processo fu etichettato come Hilao contro Marcos. Chi fosse Hilao i media e i governi si sono sempre rifiutati di riconoscere, rendere giustizia e ricompensare. Ugual cosa per gli altri 9535 rappresentati nella class action.

Hilao era il nome della famiglia di Liliosa Hilao, una studentessa della Pamantasan ng Lungsod ng Maynila ed editrice di un giornale studentesco del PLM. Fu arrestata dai gorilla di Marcos, scaraventata in galera, assaltata lì e divenne il primo detenuto politico di Marcos a morire in carcere. Sua sorella è ancora un’attivista nel settore dei diritti umani, un tributo alla sorella Liliosa e all’eroismo di altri giovani.

Il significato di EDSA

Letteralmente EDSA è la strada intitolata a Epifanio delos Santos, Epifania dei santi. Il centro comune delle sollevazioni popolari del 1986 e 2001 nelle Filippine. Fu il luogo in cui i filippini mostrarono di essere la forza reale con cui fare i conti nel causare cambiamenti politici drastici. Furono i militari a dover essere protetti, non il contrario. I politici poterono solo tentare di afferrare le luci dei media.

EDSA è più della cacciata di una dittatura. Simbolizza le nostre aspirazioni ad un certo tipo di governo e società che desideriamo avere: una democrazia mossa dal popolo, con il popolo che ha il ruolo centrale. La gente che non è il problema ma il risolutore del problema, perché di fatto Marcos e Estrada erano i problemi e i filippini posero fine al problema cacciandoli.

Pochi soltanto si sono preoccupati di chiederlo ma i filippini conoscono queste lezioni e aspirazioni, e noi con chiarezza le affermiamo nella corsa delle celebrazioni. Lo dicemmo così chiaramente mentre gli egiziani cacciavano Mubarak dal palazzo presidenziale: la cacciata di un presidente non basta. E’ facile ma ottenere giustizia e progresso richiede molti sforzi in più.

Celebrare EDSA

Si, abbiamo bisogno di celebrare EDSA ma forse in un modo differente e più profondo. E quale miglior modo di ricordarci della nostra EDSA e delle aspirazioni del People Power se non ricordare i nostri eroi e martiri che morirono per queste stesse aspirazioni, e guardare ancora meglio al perché abbiamo costruito monumenti e tabernacoli alle icone proclamate della lotta per la democrazia: per farci sempre ricordare i nostri ideali e tante magnifiche volte che ci sollevammo e sentendoci prodi di aver portato la nazione in avanti. Di questa grandezza del Popolo Filippino, e del nostro viaggio lungo la lunga e tortuosa strada che porta alla libertà genuina e alla democrazia.

25 anni dopo, noi filippini sappiamo che molti mancarono le opportunità del 1986 e 2001. Abbiamo bisogno di una vera guida secondo il People Power che si fidi della gente e di cui la gente abbia fiducia. Abbiamo bisogno di usare il capitale politico per introdurre riforme forti e liberare la creatività e produttività della nostra gente. Inspirare e sostenere movimenti per industrializzare e modernizzare l’economia e riformare la proprietà della terra. Guardare alle cause radicali dei movimenti armati comunisti e dei Bangsamoro i cui programmi di cambiamento di questa nazione ancora convincono molti. Creare tra l’attuale e la prossima generazione un nuovo raggruppamento di leader che propongano nuove politiche e politiche di cambiamento. Abbiamo bisogno di rendere giustizia alle vittime di Marcos e di tutti i regimi del dopo Marcos.

Una vigile, costante applicazione del People Power renderanno più possibile che si conseguano questi passi verso un cambiamento nazionale e democratico, e renderanno le future celebrazioni dell’EDSA più rilevanti e più significative a tanti. Qualunque cosa in meno sarà ancora quello che fatto questi 25 anni dal 1986.

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