FILIPPINE: La Processione del Nazareno Nero

Siamo a Manila, nella sua parte popolare di Quiapo, della chiesa di San Giovanni Battista. Qui è custodita sin dal 1787 la statua del Cristo chino sotto il peso della croce, chiamato Nazareno Nero.

nazareno nero
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Ha una particolarità, è nero. Il racconto dice che nell’anno 1607 fu portata dal Messico, dove fu costruita, dai primi frati spagnoli di Sant’Agostino su una nave che aveva preso fuoco.

Il fuoco aveva lambito la statua che si era così annerita e la popolazione di Manila volle comunque mantenere adorare questa statua che è sopravvissuta agli incendi della chiesa nel 1791 e 1929, ai terremoti del 1645 e 1863 oltre al bombardamento di Manila del 1945 che distrusse tutta la parte antica fortificata.

Ogni 9 di gennaio si celebra la traslazione della statua del Nazareno Nero dal luogo dove sorgeva la chiesa di Bagumbayan, ora Luneta al Quirino Grandstand, alla chiesa di Quiapo.

Nella processione si trasla una copia della testa connessa al corpo originale, custodito in una teca di acciaio, dal luogo ove sorse la prima chiesa creata dagli spagnoli nel 1607, verso la chiesa di Quiapo dove è custodita la testa originaria connessa ad una copia del corpo.

«Oggi si sono radunate centinia di migliaia di fedeli di fronte a Quirino Grandstand al Rizal Park a Manila per la traslazione dell’immagine del pellegrino del Nazareno Nero, patrono del quartiere cittadino di Quiapo.

E’ considerata una delle feste religiose e culturali più grandi nelle Filippine. Secondo il credo popolare una processione veloce indica un anno favorevole per il distretto degli affari di Quiapo, mentre un tragitto lungo, segnato da ritardi inspiegati per riportare alla sua casa la statua, potrebbe segnare un anno entrante cattivo.

Le autorità hanno ridiretto il traffico in molte zone di Manila per fare strada a questa processione a predominanza maschile.

L’immagine del Nazareno Nero, che è considerata miracolosa dai devoti, venne dal Messico nella era coloniale spagnola.

E’ una processione molto carica emotivamente e presenta una moltitudine di maschi e un piccolo numero di donne coraggiose che provano ad afferrare e tenersi ad una corda di canapa di Manila che tira il carro che porta l’immagine del Nazareno Nero. La partecipazione è parte di una promessa annuale al Nazareno Nero in cambio di preghiere risposte o non ancora risposte.

La traslazione commemora il trasferimento dell’immagine nella sua chiesa attuale che fu designata dal vaticano come una basilica minore a Nostro Padre Gesù Nazareno, il nome formale spagnolo dell’immagine in legno scuro del Cristo che porta una grande croce nera.

I devoti sono di solito vestiti in magliette bianche o marroni, col profilo del Nazareno Nero stampato e camminano a piedi nudi al Quirino Grandstand in segno di umiltà e devozione e in forma di sacrificio in onore del loro patrono.

La maggior parte dei devoti assiepati ai lati salutano e gettano dei fazzolettini bianchi verso gli uomini che fanno guardia alla statua che si muove per tutta la processione. La credenza è che se il fazzolettino tocca l’immagine saranno benedetti.» Tonio Cruz

Ogni 9 di gennaio, il giorno designato per la festa, si celebra il Nazareno Nero, e non necessariamente anche con manifestazione di gioia.  E’ tempo di penitenza, di preghiere particolarmente ferventi in cerca del perdono o di suppliche disperate di intercessione divina.

In questo giorno orde di uomini (e solo di uomini) giungono vestiti nei colori del Nazareno e si uniscono alla processione in espiazione per crimini non scoperti o peccati grandi e piccoli.

Tutto il traffico è deviato da Quiapo mentre una massa gigantesca di uomini larga quattro corsie e lunga almeno tre isolati competono per tirare il carro del Nazareno che sembra fluttuare, per arrivare nei pressi e passare il fazzoletto sull’effigia del Cristo sofferente.

Altri che non riescono ad arrivarci si risolvono a buttare i loro fazzoletti ad un accolita sul carro chiedendo di passarlo sulla statua e rimandarlo indietro cosi che in qualche modo possano ricevere il miracolo che cercano. Nel credo più profondo che il perdono e la benedizione giungerà magicamente loro solo mentre l’immagine è nella processione.

Chiaramente le donne non potrebbero sopravvivere al contrasto dei corpi maschili. Né una sana filippina si lascerebbe prendere in un’orda di ladri, imbroglioni, seuqestratori, omicidi e strani figli prodighi che non hanno mai obbedito ai loro genitori finché non sono morti…

Sono gli uomini a riservare per sé la parte più fisica dei rituali religiosi popolari filippini come la flagellazione e la crocifissione della settimana santa, sulla base che loro peccano di più di quanto facciano le loro donne…» Travel Guide
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