Filippine: Le elezioni…. tutto ok? Davvero?

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La Commissione Elettorale Filippina sembra molto contenta dei risultati fin qui raggiunti nella prima elezione automatizzata delle Filippine come di tutta l’Asia.

Ma se è certo che a vincere è il senatore Noynoy Aquino con più di 13 milioni di voti, figlio di Corazon Aquino, per la grande marea di voti ottenuta rispetto al secondo Joseph Estrada, già presidente estromesso dal movimento popolare di EDSA 2,  che ottiene 8milioni e mezzo, non è ancora certo chi è il vice presidente dove la differenza di voti è nel margine dell’errore statistico.

In molte zone delle Visaya come di Mindanao, il conteggio dei voti è fatto a mano a causa del blocco delle macchine e la trasmissione dei voti avviene con lentezza.

Ma a turbare gravemente queste elezioni, come tutte le precedenti, è la situazione del mercanteggio dei voti, delle aperte violazioni in molte zone di Mindanao, la campagna elettorale fatta dai militari contro alcuni parlamentari della sinistra: tutto in una conferenza stampa degli osservatori stranieri delle elezioni filippine.

L’avvocato americano per i diritti civili Radhika Asinath è stata osservatrice delleelzioni in una cittadina della provincia di Davao del Sur a Mindanao, Santa Cruz:

“Mi aspettavo di certo delle irregolarità ma sono rimasta completamente stupita del livello di queste irregolarità. I militari andavano in giro casa per casa consigliando alla gente chi votare e chi non votare. In questo modo si scoraggiano i cittadini.”, cosa che lei ha osservato solo in zone come il Messico o il Pakistan. “I militari devono essere a debita distanza.

Nel comunicato stampa si legge: “Abbiamo testimoniato un’aperta mancanza di considerazione del protocollo a carico dei militari, del personale addetto alle elezioni e dei rappresentanti di lista. “
Oltre a denunciare come lo stesso personale del seggio spesso suggeriva come votare, hanno osservato altro:

“Siamo stati testimoni dei tanti problemi che piagano da sempre le elezioni nelle  Filippine. Per esempio, un folto numero di persone hanno denunciato che i candidati continuavano nella compravendita dei voti offrendo da 30 a 400 peso per un voto oltre ad un chilo di riso. GLi stessi militari facevano campagna elettorale contro le liste minori e contro quei senatori critici dell’attuale amministrazione.

La  gente denunciava che i militari facevano vista nelle varie comunità fino a poco prima dell’inizio delle elezioni distribuendo volantini che invitavano a non votare per i candidati critici del governo. Abbiamo notato soldati armati nella zona dove si votava.”

Un altro osservatore ha anche mostrato un volantino distribuito dai militari su cui si indicava di non votare per i due candidati della sinistra, Ocampo e Maza, come per altri candidati progressisti presenti.

Di fronte  a questo, la cosa più bella è come la gente in tutte le FIlippine ha risposto, andando a votare compatta, col desiderio di produrre un cambiamento, facendo fila per ore sotto il sole cocente, con i bambini al seguito, con la speranza che la voce di questi osservatori sia ascoltata a Washington affinché gli aiuti militari alle FIlippine siano sospesi finché questa situazione non sia presa in considerazione ed affrontata.

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