Allarme nelle Filippine per lo sviluppo della pedofilia virtuale in streaming

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Victor Lorenzo ha speso gran parte della sua vita a inseguire criminali ed ad aiutare le vittime. Quello che fa da poliziotto con anni di esperienza è quasi una routine.

Eppure c’è un reato che il veterano poliziotto della divisione del crimine informatico di Manila non riesce a comprendere.

pedofilia virtuale
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“Ogni caso ti scuote” dice Lorenzo nel suo ufficio alla Taft Avenue, dove sulla sua scrivania luccica un’altra figurina di Batman. Un altro giorno duro, un altro sospettato, altri reati.

“Per quanto provi a mettere da parte le emozioni non ce la fai proprio. Fa sempre molto male alla nostra umanità vedere bambini fare spettacoli dal vivo di fronte ad un videocamera”.

Lorenzo si riferisce al numero crescente di casi di pedofilia virtuale, dove pedofili che vivono molto distante pagano trafficanti del posto per molestare bambini e mostralo in streaming.

Nonostante le tante repressioni, la sofisticatezza e i soldi che vengono dall’industria del sesso online continuano a permettere la sua proliferazione nelle Filippine.

Secondo International Justice Mission (IJM), il numero di operazioni di salvataggio e arresto in questo crimine nelle Filippine è salito da 17 del 2015 ai 51 dei primi nove mesi del 2018. L’età delle vittime allo stesso tempo scende. La maggioranza hanno meno di 12 anni ed una su dieci è un ragazzo.

“Ragazzi e ragazzi sono costretti a fare atti sessuali dal vivo su se stessi o su altri, o sono molestati da adulti o abusati in altri modi degradanti” dice Sam Inocencio, direttore nazionale filippino del IJM.

Lo IJM sin dal 2016 combatte il traffico legato alla pedofilia virtuale permettendo alla polizia di arrestare oltre 100 sospettati e salvare 370 vittime.

“La vittima più giovane che abbiamo salvato fu un bambino di tre mesi” dice Sam Inocentio.

Turismo del pedofilia virtuale

Il traffico della pedofilia virtuale è una forma di sfruttamento sessuale online dei fanciulli, un reato relativamente nuovo dell’era digitale.

Con la penetrazione di internet nel mondo i predatori sessuali possono avere più facile accesso a più bambini. Non devono viaggiare più fisicamente per incontrare un bambino perché avvenga lo sfruttamento sessuale.

Le tecnologie avanzate permettono loro di reclutare trafficanti locali, scegliersi i bambini, vederli e dirigere in tempo reale la scena degli abusi da una parte qualunque del mondo, mentre restano invisibili sotto il manto dell’anonimato informatica.

Questo tipo di crimine fu denunciato la prima volta da una ONG americana, National Center for Missing and Exploited Children nel 1998, ma nelle Filippine fu scoperta solo nel 2010 dopo una informativa dall’estero.

Oggi le Filippine sono l’epicentro del commercio di abusi sessuali in live stream e “la fonte globale principale di pornografia infantile” secondo l’UNICEF. Ogni mese il Ministero della Giustizia riceve oltre 3000 rapporti dall’estero di possibili casi di traffico di sesso virtuale.

“I principali colpevoli sono membri di famiglia. Molti di loro usano la scusa che non esiste contatto fisico dicendo che i colpevoli non toccano i loro figli e quindi va bene” dice Lotta Sylwander del UNICEF Filippine.

Abuso da parte dei genitori

Questi spettacoli di pedofilia online nelle Filippine sono fatti su varie piattaforme, dai media sociali ai siti di incontri alle chatroom. IJM stima che nel 70% dei casi l’abuso è compiuto da trafficanti conosciuti dalle vittime e nella metà dei casi sono i genitori degli stessi bambini.

I criminali della pedofilia virtuale poiché le vittime sono giovani sfruttano persone di fiducia dei bambini come genitori, fratelli o sorelle maggiori, parenti e vicini per facilitare lo sfruttamento.

Si stima che 750 mila adulti cercano di abusare di bambini nelle oltre 40 mila chat room pubbliche nel mondo ad un dato istante, dice Terre des Hommes citando dati del FBI americano.

Il grado dell’abuso varia dalla semplice posa davanti alla camera al contatto sessuale con un altro piccolo o un adulto. La gravità dell’abuso cresce con la proliferazione del crimine.

“Si assiste ad una tendenza in cui i bambini sono sempre più giovani e cresce sempre più la tortura su di loro” dice Lotta Sylwander.

Nelle Filippine il crimine della pedofilia virtuale opera essenzialmente su base familiare, ma ci sono stati casi che mostrano che può trasformarsi in un crimine organizzato.

Nel 2015 fu arrestato a Malaybalay l’australiano Peter Scully per traffico e per aver attaccato bambini filippini, il più giovane dei quali era una bambina di 18 mesi. Con l’aiuto di due donne filippine complici, Scully filmò l’abuso per il suo commercio in una rete pedofila internazionale. E’ stato poi condannato all’ergastolo.

Quando e autorità colpiscono i criminali questo traffico cambia paese. La polizia notò per prima la sua concentrazioni nelle isole Visayas centrali prima che si diffondesse a Mindanao. Di recente sono cominciati a comparire casi nel nord delle Filippine.

Insieme a questa proliferazione c’è un uso maggiore delle applicazioni degli smartphone da persona a persona tra chi diffonde contenuti pornografici con pedofili all’estero. Questa condivisione permette agli utenti di condividere risorse digitali senza andare da un server centrale. Si crea così una connessione diretta tra il trafficante del posto e il predatore all’estero rendendo l’abuso più nascosto e più difficile la sua scoperta.

“Si possono direttamente trasmettere tutti questi spettacoli con lo streaming dal vivo” dice Lorenzo. “Molte applicazioni peer to peer sono ottenibili anche senza pagare nulla”

I brutti segreti del Dark Web

Lo scorso anno UNICEF disse che la condivisione da persona a persona di file trasformava ed espandeva la distribuzione della pedopornografia su Internet. La circolazione non si limita al Surface Web, dove operano Google, Youtube e Facebook, ma anche nel cosiddetto Deep Web, un territorio esteso online non indicizzato dai motori di ricerca.

All’interno del Deep Web c’è il Dark Web, dove proliferano attività criminali, pedopornografia ed altre azioni illegali online. E’ un territorio invisibile alla maggioranza degli utenti compreso le agenzie della sicurezza, poiché l’accesso richiede un permesso speciale o un software speciale.

“Ci vuole qualche abilità ad arrivarci e sfortunatamente i pedofili che vogliono accedere ad immagini di bambini hanno bisogno di inviare un nuovo video o una foto essi stessi per mostrare che sono reali” dice Sylwander. “Interpol o la polizia non potrebbero mai farlo”

Una delle pubblicità più comuni sul dark web è per l’abuso sessuale in streaming dal vivo secondo Financial Coalition Against Child Pornography e the International Centre for Missing & Exploited Children.

Nel 2017 il rapporto ‘Cryptocurrency and the BlockChain’ mostrava che chi abusava faceva un programma e vendeva li spettacoli dal vivo prima. Gli utenti dovevano pagare per avere un collegamento o un codice di accesso per guardare l’abuso.

Si vende anche ad uno degli utenti registrati il ruolo del regista ad un prezzo importante, secondo il rapporto.

Ad alimentare la proliferazione di questi tipi di abusi è l’uso crescente di sistemi di pagamento criptati, come le criptovalute. Bitcoin è un metodi di pagamento accettato nella sfera senza regole del Dark Web. A marzo 2017 il rapporto diceva che costava 10 bitcoin, cioè 10 mila dollari, dirigere un abuso dal vivo ed 1 bitcoin per vederlo.

“L’abuso sessuale online dei bambini è un affare immenso” dice Sylwander. “Almeno la metà di tutti i reati sul Dark Web girano intorno alla pedo-pornografia e all’abuso sessuale”

Abuso facile, denaro facile

Chi viene preso per traffico umano nelle Filippine rischia pene severe. Se sono genitori, fratelli e sorelle o custodi delle persone trafficate la condanna è il carcere a vita ed una multa superiore a 30 mila euro. Eppure tanti trafficanti locali di comunità povere sono attratti da questa industria ricca.

“Non esiste il prezzo fisso. Dipende dall’età delle vittime e varia da 90 euro fino a 250 euro, della durata da 3 a 4 ore” dice Lorenzo.

I pagamenti sono spesso fatti attraverso compagnie di rimesse che abbondano nelle Filippine. I trafficanti possono ritirare i soldi da vari punti rendendo difficile alle autorità tracciare il percorso dei soldi.

Tra il 2015 e settembre 2018 il paese ha visto 136 operazioni di salvataggi ed arresti legati allo sfruttamento sessuale online dei bambini.

Globalmente il database di Interpol ha identificato oltre 14200 bambini vittime di pedopornografia.

Il numero non include dati legati alle “numerose vittime non identificate” i cui casi devono eere ancora indagati.

Ti presento Sweetie

Si crede che il numero registrato di criminali di pedofilia virtuale e di vittime sia solo una piccola parte del quadro reale. Per UNICEF pochissimi criminali sono condannati e più abusi non sono denunciati.

“La costruzione della prova può essere difficile specialmente nel caso di pedofilia virtuale, perché l’atto non è spesso registrato. La sola cosa che rimane è la storia che il bambino potrà raccontare” dice Sylwater.

Per capire la grandezza del crimine, Terre des Hommes da Amsterdam sviluppò un avatar di Internet per identificare i criminali del sesso virtuale. Ingegneri informatici diedero all’avatar le sembianze di una ragazza filippina di dieci anni, Sweetie, che si muoveva e parlava come un essere umano.

Non appena Sweetie entrava nelle chatroom pubbliche entravano tantissimi pedofili. La maggioranza di loro veniva da paesi ricchi come Australia, Canada, Germania e Regno Unito. In soli due mesi Sweetie servì ad identificare 1000 criminali pedofili di 71 paesi. Nel corso di dieci settimane l’avevano approcciata 20172 pedofili in 19 stanze pubbliche.

“Sweetie ha davvero fatto suonare il campanello di allarme. E’ una questione grossissima ed il problema cresce molto in fretta” dice Eric van der Lee di Terre des Hommes Asia. “Chi l’ha contattata è solo la punta di un iceberg. Ci sono così tante persone che di fatto cercano un contatto con giovani bambini”.

Nelle sole Filippine secondo Terre des Hommes sono sfruttati decine di migliaia di bambini in abusi online dall’estero. A differenza della maggioranza dei paesi della regione, le Filippine hanno delle caratteristiche che spinge la crescita del traffico del sesso virtuale. La diffusa povertà, accessibilità di internet, la facilità di ricevere denaro dall’estero e la facilità dell’inglese rendono il paese un obiettivo accessibile per i pedofili

Poiché i criminali del sesso si fanno più furbi per evitare l’arresto, le polizie esplorano altri modi per fermare questo crimine. Si impiegano Chatbot per prendere i pedofili, e si sviluppano nuove tecnologie per identificare i criminali come anche le vittime con analisi di immagine sofisticati.

pedopornografia

Nelle Filippine, una delle armi più potente a disposizione degli investigatori filippini per intercettare i presunti criminali sono le cybertips, dritte informatiche. Lavorano insieme a banche, imprese finanziarie delle rimesse e fornitori di accesso ad internet nel rintracciare le fonti del materiale pedopornografico.

“La rete è così vasta ed è per questa ragione che la coscienza pubblica è un mezzo potentissimi per sopprimere la pedopornografia” dice Lorenzo che sa che il crimine crescerà anche di più. “Ogni caso è doloroso ma allo stesso tempo ci rafforza al punto che ci dà la determinazione di affrontare questa questione.”

Pichayada Promchertchoo, Channel NewsAsia

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