Filippine a rischio epidemia HIV, secondo Human Rights Watch

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Billy Santo ha passato due notti insonni per stare al fianco di un amico che aveva appena scoperto di avere gli anticorpi del virus HIV e che avrebbe dovuto confermare con altre analisi se è sieropositivo.

Santo stesso è sieropositivo. Consulente alla pari di chi ha contratto il virus, è uno dei 35000 casi di una epidemia HIV crescente che iniziò nel 1984 ma che non mostra segni di voler rallentare. Sebbene le Filippine abbiano uno dei tassi più bassi dell’infezione, è anche un paese che ha la crescita peggiore al mondo.

Tragicamente, benché il presidente Duterte abbia reagito positivamente a questa minaccia, il paese vive punti di blocco perché legislatori e chiesa cattolica bloccano la distribuzione di profilattici e a causa della decisione del governo di concentrare i propri sforzi per la prevenzione e il trattamento sulle prostitute e non sui maschi che fanno sesso con i maschi, MSM, che rappresentano 81% della popolazione con AIDS.

Un rapporto di HRW sostiene che il governo filippino “non ha adattato le politiche di prevenzione per affrontare i bisogni delle popolazioni più a rischio di infezione da HIV, cosa che ha facilitato la trasmissione del virus tra la popolazione MSM”.

Santo conosce la difficoltà di soffrire da solo senza amici o famiglia ad accudire ai propri bisogni. Scoprì di aver contratto il virus nel 2015.

Ho cercato tanta gente ma tanti non comprendono la mia situazione” dice Santo. All’inizio provò a tenerlo nascosto alla famiglia, ma giorni desolati vissuti in ospedale lo portarono a raccontare la verità. “Non sono riusciti ad accettarmi. Dovetti quindi cercare altri che lo vogliono, altri che vivono con il virus.”

Il rapporto di HRW del 2017 “alimentare l’epidemia di HIV delle Filippine: le barriere governative all’uso dei profilattici per uomini che fanno sesso con altri uomini” sostiene che il presidente Duterte deve migliorare le misure contro la trasmissione del virus tra la popolazione MSM.

Il numero di persone che vivono con HIV è cresciuto molto tra il 2009 e il 2010, raddoppiando fino a 1591 casi nella comunità MSM. Dal 2010, deve ancora stilare una risposta per la popolazione MSM infettatasi con HIV come anche in altri gruppi che trovano ancora il difficile accesso ai profilattici e all’educazione sessuale.”

Le azioni del governo contro l’infezione da HIV sono state fatte per le lavoratrici del sesso, ha detto OMS nel 2013. “Gran parte delle attività contro l’infezione da HIV restavano focalizzate sulle lavoratrici del sesso, per lo più attraverso la rete vasta e intensa delle cliniche sociali di igiene, mentre HIV continua a diffondersi senza sosta tra altre fette di popolazione che non hanno quasi alcun accesso a servii adatti ai loro bisogni”.

Ad indicare l’ostracismo culturale nell’affrontare la situazione, nel 2015 il senato filippino tagliò 21 milioni di dollari dal bilancio del Ministro della Salute che all’inizio erano stati individuati per applicare la legge della salute riproduttiva. Di conseguenza i dottori dissero che le cliniche governative avrebbero potuto avere un rifornimento inadeguato di profilattici.

Ad essere ancora uno dei maggiori ostacoli alle misure di prevenzione del HIV è lo stigma sociale che viene con l’uso dei profilattici, derivato dalla posizione conservatrice della chiesa cattolica.

Queste restrizioni riflettono l’influenza delle forze conservatrici nel governo a livello locale e nazionale, condotte dalla autorità della chiesa cattolica. Circa 80% dei filippini sono cattolici, e la Conferenza Episcopale Cattolica Filippina che, nel 2015, affermò che i Filippini che contraggono il virus HIV sono prodotti di famiglie rotte, disfunzionali, ha avuto un’influenza duratura di ostruzione sulle politiche della salute e dell’istruzione” scrive HRW.

L’amministrazione Duterte si trova a combattere la stessa ostruzione. Il presidente ha espresso il sostegno per l’applicazione della legge della salute riproduttiva. Il ministro Paulyn Ubial ha annunciato che il governo inizierà a distribuire preservativi nelle scuole. Nonostante le dichiarazioni presidenziali il senatore Vicente Sotto ha già bloccato l’iniziativa perché equivaleva a promuovere il sesso tra minorenni.

Questo stesso punto di vista è stato sostenuto da varie amministrazioni locali, che si erano già pronunciate contro l’applicazione della legge RH, giungendo in alcuni casi a proibire gli ospedali governativi a procurarsi e distribuire profilattici e contraccettivi.

Da persona che vive con il virus HIV Santo dice che queste azioni sanno proprio di ipocrisia. “L’attitudine conservatrice non funziona. Dobbiamo svegliarsi. C’è già un’epidemia”

Il ministero della salute non ha comunque fatto marcia indietro rispetto alla sua decisione dicendo che sta valutando l’idea di distribuire kit di analisi individuale. HRW ha lodato le iniziative ma ha precisato che devono essere fatte con misure che non stigmatizzino i bambini.

Questo stigma impedisce a giovani di comprare preservativi o accedere liberamente ai centri di igiene sociale.

Molti filippini non andranno nei centri perché si portano dietro uno stigma sociale legate alle attività a favore delle lavoratrici del sesso.”

HRW ha detto che quando il ministero della sanità deve spingere a favore di un’educazione sessuale comprensiva nelle scuole filippine, dove sia nel privato che nel pubblico, non si discute di sesso sicuro nelle classi.

L’educazione generale sulla sessualità deve anche essere inclusiva e deve essere fatta attraversi metodi differenti. Deve affrontare il marketing dei preservativi che ora riguardano solo le coppie eterosessuali e non hanno come obiettivo la popolazione LGBT.

HRW spera che questi cambiamenti li possa affrontare l’amministrazione Duterte che nela sua campagna elettorale promise di fare di più per la popolazione LGBT.

Il governo Duterte ha l’opportunità immensa di rimediare agli errori legali e di politica delle precedenti amministrazioni applicando interventi a bnasso costo e tecnologia che possano aiutare a fermare l’epidemia di HIV tra uomini che hanno sesso con altri uomini” sostiene Carlos Condè. “Il non riuscire a farlo farà solo crescere i numeri già allarmanti di nuove infezioni nella comunità di uomini che hanno sesso con uomini”.

Purple Romero, Asiasentinel

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