FILIPPINE: Crescita del PIL, delle rimesse dei lavoratori e della disoccupazione: luci o ombre?

Listen to this article

Proviamo ad accostare tre cose apparse nei giornali filippini di questi giorni: la crescita delle rimesse dei lavoratori filippini all’estero (OFW), la crescita del PIL e la crescita della disoccupazione.

Le rimesse degli emigrati filippini sono ancora cresciute a settembre fino a 1,8 miliardi di dollari, con una crescita del 5,5% rispetto ad un anno prima. Pare che la crisi europea non impedisce ai filippini di inviare soldi a casa. Per il vice governatore della Banca Centrale Filippina “le rimesse sono restate forti in seguito alla domanda sostenuta di lavoratori filippini qualificati e ai servizi rinnovati delle banche e di istituzioni finanziarie a sostenere le necessità dei lavoratori filippini e dei beneficiari delle loro rimesse.”

Se si considerano le rimesse personali, che includono denaro ed altri beni, l’incremento rispetto all’anno prima è del 5,7% fino a oltre 17 miliardi di dollari. I principali paesi di provenienza sono USA, Canada, Arabia Saudita, Regno Unito e Singapore.

La Banca Centrale fa notare che quest’anno da gennaio a ottobre sono 262444 i filippini inviati all’estero che fanno ben sperare in un flusso costante di entrate nel breve periodo. I paesi principali sono Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait Qatar e Taiwan. In totale ci sono dieci milioni di filippini nel mondo.

Secondo Social Weather Stations (SWS) il numero dei filippini senza lavoro è cresciuto dal 26,6 % a maggio al 29,4 di agosto pari a 11,7 milioni di filippini, mentre le cifre ufficiali del governo parlano di 2,8 disoccupati pari al 7% a luglio. La cifra di SWS è comunque migliore di quella di marzo del 34,4% e sembra che c’è più ottimismo tra gli intervistati in questa ricerca rispetto alla possibilità di trovare lavoro. Questa discrepanza di dati tra SWS e quelli dell’Ufficio Nazionale di Statistica non è stata commentata dal governo ma è ovvio che crea qualche preoccupazione.

Secondo SWS, la disoccupazione è dominata ancora da chi si è dimesso con 12% e da chi ha perso il lavoro col 13%, mentre il 5% erano quelli in cerca di prima occupazione.

Tra chi ha perso il lavoro il 10% hanno detto che non hanno rivisto il contratto rinnovato (a maggio erano il 7%), 1% erano stati licenziati (a maggio 2%) ed il 2% dicevano che il loro datore di lavoro aveva chiuso l’impresa.

La disoccupazione cresce tra le donne dal 36,4 al 42,5 e praticamente costante tra gli uomini. E’ cresciuta del 6% nella fascia di età 35-44 anni, di 5% tra il 18-24 anni, mentre è scesa dal 21,3 al 19,2 per la fascia da 45 in poi e de 1% nella fascia 25-34.

Nelle prospettive di trovare lavoro è cresciuta la speranza di poter trovare un lavoro anche rispetto a tre mesi prima.

Le cifre del SWS si basano sulla tradizionale definizione di disoccupato come di esser senza lavoro e anche di cercare un lavoro escludendo quindi chi non cerca un lavoro come i pensionati o le donne di famiglia. Inoltre si riferiscono agli adulti facenti parte della forza lavoro cioè di età superiore ai 18 anni, mentre per l’Ufficio nazionale di statistica (UNS) il livello inferiore è di 15 anni. Secondo SWS se si adottano gli stessi criteri della UNS per definire i disoccupati il tasso di disoccupazione sarebbe 22,9 con 8,4 milioni di filippini.
Il commento del ministro del lavoro Rosalinda Baldoz è stato che forse molti lavoratori non hanno le qualità richieste dal mercato per cui “la soluzione immediata è la formazione presso l’Autorità di sviluppo dell’educazione e delle abilità tecniche (un ente governativo)”.
Il professor Ofreneo della Università filippina “La crescita della disoccupazione sembra logica poiché non ci sono grandi creazioni di posti di lavoro a livello locale nel programma PPP (Partnership pubblica privata)” e l’ottimismo registrato è forse rispetto alla stagione natalizia che si avvicina.

Christine Legarde del Fondo Monetario Internazionale è a Manila e ha esaltato molto l’andamento dell’economia filippina. “So che la crescita per il 2012 sarà ben più del 5% e ci aspettiamo che di certo nel 2013 sarà anche nel campo del 5% a causa di una combinazione di una politica fiscale solida e di una politica monetaria corretta”. Si ricorda che la crescita del primo semestre del 2012 è stato 6,1% ben oltre l’atteso ed il governo pesna che si raggiungerà una cifra tra 5 e 6%, contro previsioni meno rosee per IMF.

Anche la Legarde ha sottolineato che questi guadagni devono essere resi più inclusivi per rendere partecipi il 42% della popolazione che sopravvive con 2 dollari al giorno.

“Guardando in avanti condividiamo la posizione del governo perché la crescita sia condivisa da una sezione maggiore della popolazione .. crescita inclusiva è anche più sostenibile, ed è davvero a credito di questo governo che le ineguaglianze possono essere ridotte”.

In considerazione delle vicissitudini europee, l’Asia e le Filippine hanno un ruolo importante per la crescita e potrebbero diventare il motore della crescita che stabilizzerà gli altri paesi. L’Asia potrebbe essere di esempio di come tirarsi fuori da una profonda crisi finanziaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole