FILIPPINE: Incendio rade al suolo un hotel a Tuguegarao-City

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La notte del 19 dicembre un incendio rade al suolo un hotel economico a Tuguegarao, nella provincia di Nord Luzon di Cagayan.

16 persone muoiono, mentre decine sono i feriti. Tra i morti di questo hotel molto economico, che si scopre non ha una licenza, ci sono dieci studenti dell’Università di La Salette, del corso di infermieristica,

Avrebbero dovuto il lunedì successivo fare gli esami finali per conseguire la laurea, dopo quattro anni di studi costosi, che avrebbe potuto aprire loro la strada di un buon lavoro all’estero.

Sono centinaia di migliaia gli operatori sanitari filippini che lavorano in ogni parte del mondo; sono milioni quelli che in ogni provincia studiano, con grandissimi sforzi economici delle famiglie, per potersi aprire una strada diversa. E per garantire ai loro famigliari una vita più decente, una casa, un piccolo lavoro, le medicine ai propri vecchi, quanto necessario ai piccoli che nascono.

Nel frattempo con le loro rimesse è l’intera economia filippina ad andare avanti, a non sprofondare divorata da una corruzione incredibile di una classe politica, con molte dovute eccezioni, che è capace sempre di comprarsi l’immunità e l’impunità.

Ed in quest’ultimo incendio c’è tanto delle Filippine. Condizioni molto precarie degli edifici, licenze e permessi comprati, verifiche fatte sulla carta, vigili del fuoco senza gli equipaggiamenti necessari, permessi di operare rilasciati illegalmente o comprati. In questi tragici frangenti ci si accorge sempre delle cose che non vanno, per poi dimenticarsene di nuovo dopo i funerali e i grandi discorsi che li accompagnano.

Questo discorso, di certo, non vale solo per le Filippine. Non è vero forse anche per le nostre tragedie italiane?

Nelle Filippine il fuoco è un elemento quasi quotidiano. Ogni giorno nei grandi agglomerati urbani scoppiano incendi che bruciano intere comunità di gente precaria, liberando anche lo spazio per nuovi condomini e grattacieli e allargando i confini indistinti delle grandi città come Manila.

Nei cuori di tutti, c’è la speranza di trovare la forza e la dirigenza per fermare la corruzione che in modo pervasivo, entra nella vita di ogni giorno condizionando tutta la vita politica. Questa speranza ora ha il nome di Noynoy Aquino che, tra le tante cose incredibili da fare, prova a sconfiggere la corruzione della pubblica amministrazione. Di qualche ora prima, in previsione delle feste di Natale, il palazzo presidenziale aveva ordinato una revisione di tutti i permessi anti incendio. Non è tanto un’ironia, quanto il segno che la normalità è sempre una cosa difficile da ottenere. E non solo nelle Filippine.

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