Chi pagherà le folli spese militari indonesiane per la difesa del paese?

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Le recenti folli spese militari indonesiane sottolineano la pressione che subisce il paese per modernizzare la sua difesa aerea vecchia nel mezzo della rivalità crescente USA-Cima nell’Indo-Pacifico, ma a detta di vari analisti le sfide fiscali e la borsa limitata renderanno complicato completare il compito.

folli spese militari indonesiane
F-15EX fighter jet. Photo: Handout

Il 10 febbraio scorso Giacarta ha concluso un accordo da oltre 8 miliardi di dollari per comprare 42 jet da combattimento francesi Dassault Rafale ed ha già firmato il primo contratto di acquisto di sei jet che saranno consegnati in 56 mesi. L’Indonesia voleva anche acquistare due sottomarini francesi Scorpene secondo il ministro della difesa francese.

Qualche ora dopo il dipartimento di stato USA approvava la vendita del valore di quasi 14 miliardi di dollari all’Indonesia di 36 aerei F-15EX. Potrebbe essere incluso il sistema sofisticato EPAWSS, Eagle Passive Active Warning Survivability System, che aiuta il pilota ad individuare tutti i tipi di minaccia agli aeri. L’accordo deve passare dall’approvazione del Congresso USA.

Gli accordi rafforzeranno la capacità della difesa aerea visto che il paese attualmente opera solo gli F16 americani e due jet russi Sukhoi.

Con la Francia, la quale mira a rafforzare i legami nell’Indo-Pacifico dopo il crollo di un patto con l’Australia di acquisto di sottomarini, secondo la ministra degli esteri Retno Marsudi, l’Indonesia intende sviluppare la propria industria della difesa oltre all’acquisto dell’equipaggiamento.

“I nostri legami di difesa non si fermeranno all’acquisto dell’equipaggiamento di difesa ma anche sulla capacità e sviluppo di ricerca, come anche produzione ed investimento, per rafforzare la nostra industria strategica nazionale” ha detto la ministra.

L’Indonesia lavora anche con la Corea del Sud per sviluppare l’aereo KAI KF-21 Boramae il cui primo volo è previsto per questo anno. Dal 2010 l’Indonesia ha accettato di acquistare una quota del 20% nel programma sperando di acquisire un trasferimento di valore di tecnologia dalla Corea. I due paesi mirano a produrre almeno 40 aerei per il 2028, ma il programma si è fermato per i problemi di Giacarta nel pagare la quota da 6,6 miliardi di dollari per costruire l’aereo.

A settembre 2020 si disse che l’Indonesia aveva pagato solo 10 milioni di dollari sulla fase di ricerca del progetto nel 2016.

Insieme alle coreane Daewoo Shipbuilding e Marine Engineering, l’Indonesia aveva pianificato di comprare tre sottomarini diesel-elettrici di attacco Nagapasa del valore di 900 milioni di dollari, sebbene anche la consegna di questi tre sottomarini sia rimasta nel limbo per tre anni per la mancanza di pagamento da parte di Giacarta.

Il ministro della difesa Prabowo Subianto ha una lunga lista della spesa che, stando ad un documento della difesa dello scorso anno, costerà per i prossimi 22 anni fino a 125 miliardi di dollari, dei quali 79 serviranno per comprare armamenti.

L’ex generale ha già fatto alcuni accordi lo scorso anno tra cui ha firmato un contratto di acquisto di sei nuove fregate FREMM e due fregate usate italiane della classe Maestrale ed ha fatto un ordine per un paio di aerei di trasporto Airbus A400M.

Secondo l’americana IPTN North America in un recente webinar dell’indonesiano Centre for Air Power Studies, l’Indonesia pianifica di acquistare un elicottero Chinook, un sistema di sorveglianza e controllo della Boeing AEW&C su 737-800, l’aereo Boing KC-46 Pegasus di rifornimento aereo e trasporto strategico, i jet Viper F-16V Block 72, un aereo da trasporto Lockheed Martin C130J Super Hercules ed un elicottero Bell 412-Epi.

Sfide fiscali

Questa ambizione troverà la resistenza pubblica interna vista la somma esorbitante necessaria per l’acquisto dei mezzi in un momento in cui l’economia indonesiana fatica a tornare ai livelli di crescita prepandemici.

L’economia indonesiana è cresciuta lo scorso anno del 3,69% dopo la contrazione del 2% del 2020 ma ancora inferiore al 5% del 2019.

“I problemi ai piani di acquisto sarebbero di tipo fiscale visto che il paese ha accumulato una pila notevole di debiti e ha tante priorità di finanziamento, non ultima la risposta pandemica, la sanità e la sicurezza sociale nonché lo sviluppo della nuova capitale Nusantara” dice Collin Koh, ricercatore presso Institute of Defence and Strategic Studies di Singapore, il quale aggiunge che sarebbe controversa la prospettiva di usare prestiti per l’acquisto e per prevenire un peso eccessivo sulle casse statali.

“Sia che i prestiti siano fatti sul mercato del debito indonesiano che straniero, il fatto è che il paese dovrà avere la prospettiva di un debito intergenerazionale che potrebbe far nascere preoccupazioni e domande pubbliche”.

Come sostiene Kevin O’Rourke della newsletter Reformasi, il governo è obbligato legalmente a tenere il debito fiscale entro il 3% del PIL del prossimo anno e quindi “sembrano incongrui massicci esborsi per equipaggiamento della difesa”.

Mentre i problemi di bilancio per l’equipaggiamento della difesa sono una sfida alla modernizzazione, il ricercatore Andrew Mantong del CSIS Indonesia dice che c’è un bisogno speciale ora di migliorare l’arsenale indonesiano per “bilanciare la crescente influenza della Cina”.

“Abbiamo una grande lacuna da colmare ma è una eredità del periodo dell’Ordine Nuovo di Suharto, non è un problema nuovo e non si risolverà all’istante” dice Mantong. “Ma c’è un bisogno immenso ora di modernizzare la nostra difesa visto anche che la situazione nell’Indo-Pacifico diventa sempre più incerta e stabile. Abbiamo il grande compito di bilanciare la potenza della Cina accrescendo la nostra deterrenza o la capacità di interdizione”.

L’Indonesia non vanta rivendicazioni nel Mare Cinese Meridionale, ma parte della sua Zona Economica Esclusiva nel Mare di Natuna cade nella cosiddetta mappa delle Nove linee della Cina ed ha visto varie incursioni di pescherecci e navi guardia costa cinesi e pescatori vietnamiti.

Koh dice che l’acquisto dei jet Rafale farebbe del paese il primo operatore di aerei da guerra all’avanguardia nel Sud Est Asiatico, una cosa prestigiosa per l’amministrazione di Joko Widodo che però non rafforza necessariamente il peso del paese nella regione.

“Questo acquisto potrebbe essere visto alquanto in ritardo, atteso da tempo e mirato a rinnovare l’arsenale invecchiato del TNI” dice Koh.

“Mentre potrebbe dare alla Cina le ragioni per una pausa se mai pensasse ad un’aggressione contro l’Indonesia sulle isole Natuna, questi aerei non possono essere visti necessariamente come una rivoluzione nel cambiare l’asimmetria nel bilancio che favorisce Pechino”

Secondo Koh il TNI, forze armate indonesiane, vedono “tantissime sfide della sicurezza molto diverse, alcune delle quali non sono facilmente risolvibili in termini brevi” tra cui c’è il bisogno di riempire le lacune della difesa aerea in tutto il vasto arcipelago acquistando altri aerei.

Sanzioni americane

A dicembre il capo di stato maggiore dell’aeronautica Fadjar Prasetyo ha detto che l’Indonesia abbandonerà i piani di acquistare gli aerei russi Sukhoi-35 per limiti finanziari.

Comunque l’ambasciatrice russa Lyudmila Vorobyova ha detto all’agenzia Antara la scorsa settimana che “non c’è stata ancora una cancellazione ufficiale” affermando che l’Indonesia si era ritirata dall’accordo a causa delle sanzioni USA sulla Russia.

Mantong di CSIS Indonesia ha detto che Giacarta era forse annoiata di perseguire un altro accordo dei Sukhoi con la Russia a causa della politica americana di contrasto agli avversari attraverso sanzioni, che “colpirà i legami indonesiani con gli USA”. Gli USA sono il maggior partner della difesa degli USA come sottolineato dal finanziamento di Washington del nuovo centro di addestramento in mare da 3,5 milioni di dollari vicino al Mare Cinese Meridionale.

Comunque quanto Giacarta fa per migliorare i propri legami di difesa con Francia e Corea del Sud non implicano di stare al fianco degli USA contro la Cina, ma solo sottolineava le intenzioni di diversificare la sua lista di partner della difesa, secondo Mantong.

“Giacarta vuole assicurarsi di avere diversi fornitori e non affidarsi ad una sola grande potenza. L’Indonesia vuole accrescere le proprie capacità di deterrenza così che, nel caso di scoppio di un conflitto nelle vicinanze, non si diffonda in Indonesia e che l’Indonesia non sarà usata come campo di battaglia per altri paesi in accordo con i propri principi di politica estera libera e attiva”.

Resty Woro Yuniar, SCMP

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