Giorni di terrore a Byai Phyu nel Rakhine birmano

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Emergono notizie raggelanti dal villaggio Rakhine di Byai Phyu vicino a Sitthwe di inimmaginabile brutalità commesse dai militari birmani nella guerra civile in corso nel Myanmar.

Sono almeno 50 persone di età compresa da 15 a 70 anni ad essere state torturate violentemente e poi uccise in due giorni e mezzo di terrore.

Byai Phyu

Mentre il NUG, governo ombra dell’opposizione birmana, pone la cifra a 50 individui, l’Arakan Army stima che le perdite di vita umana sarebbero almeno 70, cifre che la giunta militare birmana nega.

Il massacro di Byai Phyu è sostenuto dalle testimonianze raccolte da molti giornalisti cllandestini del Myanmar e dalle testimonianze dolorose dei sopravvissuti che raccontano delle violenze troppo vivide per essere ignorate: una delle atrocità più brutali di tutta la guerra civile birmana.

La BBC ha denunciato che durante i due giorni e mezzo di terrore a Byai Phyu i soldati birmani hanno bendato le persone, le hanno picchiate ed hanno versato benzina calda sulla pelle ed hanno costretto alcuni anche a bere l’urina quando chiedevano acqua da bere dopo essere stati tenuti al sole per moltissime ore.

“Chiedevano agli uomini se ci fosse l’Arakan Army nel villaggio, ma qualunque fosse la risposta, che ci fossero come non ci fossero, i soldati li picchiavano” racconta una donna alla BBC che ha raccolto le testimonianze dai giornalisti birmani sul campo, la cui identità è stata nascosta.

“Avevano così tanta sete per essere sotto il sole tutto il giorno e invocavano per avere un po’ di acqua. Ma i soldati urinavano nelle bottiglie di acqua che poi davano loro”

Il racconto più scioccante è quello dei soldati che individuavano le persone che avevano il tatuaggio di sostegno dell’Arakan Army a cui riservavano il trattamento più brutale.

Alcuni testimoniano di aver visto i soldati prima tagliare loro la pelle del tatuaggio e poi di aver ricoperto di benzina a cui davano poi fuoco, uno “sfoggio di crudeltà che supera tutti i confini della decenza umana”.

Altri testimoni oculari hanno detto di aver visto sparire i propri figli e familiari sparire e sentire colpi di arma da fuoco, sentendo dei militari birmani ubriachi intimare ai condannati di scavarsi la propria fossa.

L’Arakan Army ruppe il cessate il fuoco informale che si era instaurato con la giunta birmana unendosi alla guerra civile birmana che agita tutto il Myanmar dopo che i militari birmani a febbraio 2021 presero il potere al governo eletto democraticamente.

In pochi mesi ha posto l’esercito birmano, noto come Tat Ma Daw, in ritirata arrivando al confine con il Bangladesh.

Il villaggio di Byai Phuyu ha appena un migliaio di famiglie ed è stato assaltato la settimana scorsa da un centinaio di soldati. Il villaggio si trova appena fuori della capitale dello stato Rakhine di Sittwe, porto e aeroporto importanti, che ha 200 mila abitanti.

Un altro abitante ha raccontato che l’ufficiale diceva agli abitanti di essere tornato dai combattimenti nello stato settentrionale Shan dove i militari birmani hanno subito perdite notevoli e di cercare vendetta per le perdite subite.

“La perdita dello stato Rakhine sul confine con il Bangladesh sarebbe una delle maggiori umiliazioni mai sostenute dalle forze del Tatmadaw che domina la vita del Myanmar dall’indipendenza conquistata nel 1948.” scrive Jonathan Head della BBC.

“Il venerdì a coloro che erano rimasti in piedi nel mercato, in maggioranza donne, bambini e vecchi fu ordinato di riprendersi quel poco che avevano ed andarsene. Dicono che i soldati avevano già saccheggiato tutto ciò che aveva un minimo di valore come oro, gioielli o pannelli solari sulle case. La maggioranza dei cittadini erano al riparo nei monasteri buddisti a Sittwe.”

Nel villaggio, nelle macerie rimaste, non è permesso a nessuno di tornare.

“Il NUG ha promesso di portare chi ha commesso questi crimini di guerra a Byai Phyu davanti ai tribunali, mentre Arakan Army ha accusato il consiglio militare fascista di crudeltà viziosa e di aver stuprato in massa alcune donne a Byai Phyu.”

“L’isolamento dello stato Rakhine e l’intensità del conflitto rende impossibile ogni indagine indipendente su ciò che è accaduto a Byai Phyu per il prossimo futuro.

Il racconto dato dai sopravvissuti, però, sono un nefasto avviso di cosa potrebbe stare accadendo nel resto del Myanmar dal momento che i militari birmani continuano a perdere terreno rispetto ad un movimento di opposizione armato e fiducioso.”

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