Esercitazioni navali cinesi spingono Filippine verso gli USA

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All’inizio di aprile la Cina ha condotto grandi esercitazioni navali più grande di sempre nel Mare Cinese Meridionale, facendo sorgere nuove preoccupazioni sul futuro della libertà di navigazione e sorvolo nella regione di mare in questione.

Le esercitazioni hanno riposto sotto la luce dei riflettori le Filippine insieme agli USA ed ai suoi alleati della sicurezza nella regione che offrono di accrescere la cooperazione strategica con Manila.

L’azione del presidente filippino Duterte di rafforzamento delle relazioni con la Cina, attraverso la discussione in corso sugli accordi di condivisione di energia e di risorse naturali nelle aree contese, ha sollevato le preoccupazioni militari americane sulla crescente influenza cinese nei confronti dei vicini più piccoli.

Mentre Duterte guardava alla Cina, il suo apparato della sicurezza ed altri filippini importanti sono rimasti più riservati. Nei mesi recenti sono state molto chiare quelle visioni divergenti attestati da un fermento di scambi strategici con gli USA ed i partner regionali.

Nonostante le aperture di Pechino, tra le quali le ricche promesse di assistenza economica e di investimenti, le Filippine hanno una ragione per essere preoccupate.

Lo stesso presidente cinese Xi Jinping, negli abiti simbolici della mimetica, ha parlato al personale militare che ha partecipato alle recenti grandi esercitazioni navali cinesi.

Hanno preso parte oltre 10 mila marinai, 48 navi da guerra e 76 aerei a quello che i media di stato cinesi hanno descritto come “la più grande parata navale militare dalla fondazione della nuova Cina e una eroica dimostrazione della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione nell’era nuova”

La Cina ha usato le esercitazioni straordinarie per installare l’equipaggiamento capace di bloccare i sistemi di comunicazione e di Radar degli stati rivali sulle particolarità di terra sotto il suo controllo nelle isole Spratly tra cui quelle reclamate dalle Filippine di Mischief Reef.

Diventa sempre più chiaro che la Cina vuole scoraggiare e impedire ogni sfida alle sue mire espansive nel Mare Cinese Meridionale come delineate nella sua contestata mappa delle nove linee. Le recenti azioni mirano a restringere la capacità degli altri paesi reclamanti e delle potenze esterne ad operare le proprie forze militari nell’area.

Per gli USA e le altre potenze regionali, la continuata cooperazione ed impegno di sicurezza con le altre nazione del Sudestasiatico è fondamentale per prevenire il dominio completo cinese dei mari attraverso cui passano 5 trilioni di dollari di commercio globale all’anno.

L’istallazione cinese della tecnologia di blocco sulle Mischief Reef ha provocato un contraccolpo politico a Manila tanto che il ministro degli esteri Peter Cayetano ha promesso di fare i passi diplomatici necessari per protestare contro l’ultima provocazione cinese nelle acque vicine.

Il ministro della difesa Lorenzana, che ha espresso costantemente riserve sulle intenzioni cinesi nei mari vicini, ha promesso di verificare ed esaminare se i sistemi di arma e di comunicazione nazionale possano essere in pericolo. L’indagine è in corso.

Appena qualche giorno dopo le esercitazioni cinesi, USA, Giappone ed Australia hanno portato le navi da guerra nelle basi di Manila e Subic Bay nella loro manifestazione di forza.

Gli USA hanno portato la USS Theodore Roosevelt a Manila, la sua seconda portaerei in un mese che fa visita alle Filippine.

A Febbraio fece una visita di alto profilo la USS Carl Vinson prima delle operazioni di libertà di navigazione nel mare cinese meridionale, l’ultima di una serie di atti di resistenza contro la Cina nell’area di mare.

All’inizio di quest’anno il Pentagono fece una azione senza precedenti di sfidare il controllo di fatto cinese del Scarborough Shoal reclamato da Manila mandandovi una nave da guerra dentro le 12 miglia nautiche della caratteristica di terra contestata.

Gli altri alleati USA vi prendono parte. Sono arrivate nelle Filippine 11 aprile la fregata di missili guidati della Marina Reale Australiana e dell’ausiliaria HMAS Success per una visita di cinque giorni.

Due giorni dopo ha fatto una visita separata di tre giorni un cacciatorpediniere della classe Akizuki delle Forze di Autodifesa Navale Giapponese.

“Credo che ci sono le volte che dobbiamo parlare forte e chiaro” ha dichiarato l’ambasciatore USA a Manila Sung Kim dalla portaerei Roosvelt ancorata nella Baia di Manila. “La nostra amicizia non è mai stata così forte e siamo stati e restiamo una nazione dell’Indo-Pacifico. Il nostro impegno verso questa regione e il suo benessere continuano”

Sottolineando i legami storici delle due parti, il diplomatico americano ha indicato la presenza di 400 soldati di origine filippina sulla portaerei, parte del gran numero della prima e seconda generazione di Filippini Americani che si sono uniti alle forze armate USA negli ultimi decenni.

Il comandante del Gruppo di Battaglia 9 Contrammiraglio Stephen Koelher ha accolto sulla portaerei quasi 300 filippini importanti della comunità degli affari, del governo e delle università insieme all’ambasciatore americano.

Il comandante ha sottolineato l’importanza di assicurare che le acque internazionali siano “un posto legittimo per tutti”, un colpo neanche troppo sottile contro la minaccia percepita della Cina alla libertà di navigazione e sorvolo dell’area.

“E’ una vetrina delle capacità delle forze armate USA, non solo sul mare ma anche nei cieli” ha detto il generale di divisione dell’esercito filippino Rolando Bautista nella sua visita a bordo della Roosvelt. “Gli americani sono nostri amici. In un modo o nell’altro ci possono aiutare a dissuadere tutte le minacce”

Mentre Duterte ha espresso il suo impegno a favore di relazioni più calde con la Cina, spesso a spese dei legami strategici con gli USA, molti importanti filippini con molti rivali conosciuti di Duterte continuano ad apprezzare l’alleanza storica con l’America.

Tra chi ha partecipato alla cerimonia sulla portaerei c’erano il Presidente ad interim della Corte Suprema Antonio Carpio, il senatore di opposizione Antonio Trillanes, l’ex portavoce delle forze armate generale Restituto Padilla e il magnate laureato ad Harvard Jaime Augusto Zobel de Ayala.

Richard J Heidarian, Asiatimes.com

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