Guerra civile totale: quello che è a rischio nel Myanmar dei militari

Cresce nel Myanmar il rischio di uno scoppio di una guerra civile totale se non si riuscirà a fermare la repressione brutale delle forze armate birmane

Gli eserciti etnici birmani firmatari dell’accordo nazionale, NCA, hanno rigettato l’offerta dei militari birmani del Tatmadaw di un cessate il fuoco dopo un incontro virtuale tenutosi sabato scorso.

Il comandante Yawd Serk del RCSS, un esercito dello stato Shan nel Nordest del Myanmar, ha detto che il cessate il fuoco richiederebbe che il Tatmadaw fermasse tutte le azioni violente tra cui quelle contro i manifestanti.

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Papun. / Salween Peace Park / Facebook

“I capi del consiglio dei militari devono essere ritenuti responsabili” ha detto Yawd Serk ed ha aggiunto che i gruppi firmatari del NCA sono “fermamente dalla parte della gente” a domandare la fine della dittatura”.

I firmatari dell’accordo NCA hanno fatto un comunicato congiunto in cui chiedono la fine della violenza contro i manifestanti e sostengono il loro impegno per “la rivoluzione di primavera” e a favore del Movimento di Disobbedienza Civile. Essi accettano la decisione del CRPH, i parlamentari usciti dall’ultima elezione non riconosciuta dai militari, di abolire la costituzione del 2008 e di iniziare la transizione alla democrazia federale.

In precedenza la KNU, unione nazionale Karen, la più vecchia organizzazione armata Karen, ha condannato gli attacchi aerei birmani che hanno costretto 12mila civili Karen a scappare dalle case nei distretti a confine con la Thailandia, attacchi che avevano nel mirino le popolazioni civili.

Il KNU, nel denunciare l’attacco completo contro i civili e la totale violazione delle leggi internazionali, hanno denunciato il rischio di precipitare in una guerra civile totale e la distruzione della stabilità, unità e indipendenza del paese.

Sono morti 14 civili ed altri 12 sono feriti negli attacchi aerei a Papun e Nyaunglebin, avvenuti dopo che l’esercito Karen KNLA aveva conquistato una collina tenuta dalle forze birmane.

Il KNU ha anche invitato la comunità internazionale ad un embargo di armi verso il Tatmadaw:

“Chiediamo alla comunità internazionale di vietare la vendita di armi di distruzione di massa, di artiglieria, aerei e ogni tecnologia avanzata usata per la propagazione di armi ai militari che commettono atti di violenza contro civili disarmati”

Finora dalla comunità internazionale si sono avute sanzioni finanziarie da parte USA, UK e UE ma nessun embargo di armi e dichiarazioni più o meno addolcite dal Consiglio di Sicurezza ONU dove la Cina ha fatto escludere “sanzioni o altre misure punitive dure” contro il regime, nonostante gli oltre 550 morti per le strade.

Ma nel frattempo c’è il rischio che la situazione birmana precipiti nella guerra civile.

Sembra si stia aprendo un altro fronte nello stato Shan dopo la dichiarazione del generale Serk del RCSS dello stato Shan, dove si cominciano a costruire rifugi antiaerei in previsione di possibili attacchi aerei delle forze del Tatmadaw.

Scrive MyanmarNOW:

Quasi 6000 persone rifugiate interne, IDP, dei cinque campi dello stato Shan lungo la frontiera con la Thailandia sono a rischio grave di attacchi aerei militari. Lo scrive il comitato dei rifugiati dello stato Shan della Frontiera Thai, SSRC-TB.

Il Comitato militare di frontiera di Tachileik inviò una lettera alla controparte thai di Mae Sai mettendo in guardia di prossimi attacchi aerei nell’area, secondo il comitato.

Shan State Refugee Committee-Thai Border

I militari pianificavano attacchi alle basi controllate dal RCSS e SSA, esercito stato Shan lungo la frontiera thai, attacco “necessario” secondo la lettera dei militari birmani, per la posizione dei gruppi armati etnici contro il regime del golpe.

Il comitato militare di frontiera ha anche assicurato la Thailandia che nessuna munizione dei militari di Myanmar attraverserà la frontiera negli attacchi.

Le basi del RCSS/SSA sono dall’altra parte della frontiera delle province Thai di Chiang Mai, Chiang Rai e Mae Hong Son.

Nelle stesse aree ci sono cinque campi per profughi interni a Gawng Murng Murng, Loi Tai Leng, Loi Lam, Loi Sarm Sip e Loi Kaw Wan. Qui nel frattempo i profughi stanno scavando bunker improvvisati per ripararsi dagli attacchi possibili.

“La maggioranza dei profughi scapparono dalle case 20 anni fa a causa dei conflitti armati” dice Sai Leng, rappresentante del SSRC-TB al MN riferendosi ad una altra campagna da terra bruciata dei militari birmani alla fine degli anni 90 che cacciò dalle case 300 mila persone nel solo stato Shan.

“Non hanno un posto sicuro dove andare se i militari lanciano un attacco”

Negli ultimi giorni si sono visti voli di ricognizione di aerei del Tatmadaw che potrebbero servire al regime a “raccogliere informazioni per gli obiettivi”.

Il comitato SSRC-TB ha chiesto alle autorità thai di permettere ai rifugiati di entrare in Thailandia in caso di attacco contro le comunità.

“Vogliamo richiedere che nel caso di una emergenza i rifugiati possano venire e stare in Thailandia, almeno per un breve periodo se c’è un attacco militare”….

Ovviamente loro sanno bene quanto accaduto già alle popolazioni Karen negli ultimi attacchi aerei.

“Se pensiamo a quanto successo nello stato Karen siamo molto preoccupati dei loro attacchi. E’ molto grave” ha detto Sai Leng del SSRC-TB.

In quel caso ci furono 2000 rifugiati dei campi di Ei Htu Hta dello stato Karen che cercarono rifugio in Thailandia dopo gli attacchi aerei, ma furono respinti indietro dopo aver ricevuto qualche cura dalle autorità thai.

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