I bambini rubati della Cambogia: La frode e la corruzione nel sistema delle adozioni

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LICADHO, Lega Cambogiana per la difesa e la promozione dei diritti umani, nel suo ultimo rapporto I bambini rubati della Cambogia denuncia i casi di tre donne cambogiane che, dopo aver mandato i propri figli in orfanotrofi per la loro estrema povertà, hanno visto i propri figli dati in adozione internazionale senza il loro consenso esplicito ed informato. Alcuni dei loro bambini si troverebbero in Italia.

Segue ora il comunicato del LICADHO sul rapporto.

I bambini rubati della Cambogia: La frode e la corruzione nel sistema delle adozioni tra paesi

A partire dagli anni 80 fino al 2009 migliaia di bambini cambogiani furono adottati all’estero.

In quel periodo emerse che tanti dei bambini adottati non erano orfani ma avevano genitori che li avevano mandati in un orfanotrofio a causa dell’estrema povertà. I loro genitori avevano compreso che sarebbero stati restituiti loro in un momento seguente. Non diedero il loro consenso all’adozione dei figli. Invece i direttori degli orfanotrofi con l’aiuto di autorità locali, crearono documenti in cui si affermava falsamente che i bambini erano orfani oppure erano stati abbandonati.

Quando si ebbero prove di tutto ciò molti paesi sospesero l’adozione di bambini dalla Cambogia e nel 2009 la stessa Cambogia fermò le adozioni. I genitori dei bambini adottati all’estero erano spesso analfabeti e non avevano alcuna coscienza dei propri diritti o dove rivolgersi per chiedere aiuto e non riuscirono a scoprire ciò che era accaduto ai loro figli.

In un nuovo rapporto “I bambini rubati della Cambogia: frode e corruzione nel sistema di adozione tra paesi” rilasciato oggi, LICADHO descrive i casi di varie madri che di recente hanno avvicinato l’organizzazione cercando aiuto per trovare i loro figli che erano stati dati in adozione all’estero negli anni 2000.

Le donne erano tutte estremamente povere ed avevano lasciato i loro figli, di età compresa tra i tre ed i nove anni, alla cura degli orfanotrofi. In due casi lo fecero perché i propri figli potessero andare a scuola. In un altro, il figlio era molto malato e aveva bisogno do cure che la madre non poteva dare, perché lavorava in una fabbrica di confezioni. In tutti i casi le donne continuavano a vedere regolarmente i loro figli finché restavano negli orfanotrofi. Nessuno di loro diede mai il loro consenso affinché i loro figli fossero adottati.

Secondo le cifre stesse del governo sono 3696 i bambini inviati all’estero prima della sospensione del 2009. Se si considera la storia cambogiana delle adozioni tra paesi, è probabile che i casi descritti nel rapporto non sono insoliti e che molte altre famiglia abbiano esperienze simili.

“Sono casi tragici” dice il direttore di LICADHO Naly Pilorge. “Le famiglie biologiche sono state ingannate, i genitori adottivi sono stati imbrogliati ed i bambini derubati della loro vera identità. Meritano tutti di sapere la verità di ciò che è successo, ed i responsabili di questi odiosi crimini devono essere portati in tribunale”

Sin dalla sospensione del 2009 sulle adozioni internazionali, LICADHO non ha trovato traccia di incriminazioni per reati documentati e poche prove di una indagine seria da parte delle autorità cambogiane.

Le famiglie biologiche non hanno ricevuto alcun risarcimento e non c’è stato riconoscimento della loro perdita o della sofferenza. Eppure il governo cambogiano ha più volte indicato che pensa di togliere il divieto.

Le madri che hanno contattato LICADHO sanno che i loro figli non torneranno. Il loro desiderio più forte è sapere ciò che è accaduto loro e sentire come stanno. Vorrebbero incontrarli di nuovo se lo vogliono i figli.

LICADHO ha tentato di contattare autorità importanti dentro e fuori la Cambogia in relazione ai casi dei bambini. I passi in avanti sono stati difficili e ostacolati dalla mancanza di procedure ufficiali che affrontassero le cause storiche di adozioni fraudolente sia dentro la Cambogia che a livello internazionale.

“I governi dei paesi che ricevettero bambini da adottare provenienti dalla Cambogia hanno così grande responsabilità quanto il governo cambogiano per riparare agli errori del passato” ha detto Pilorge. “Sappiamo che ci sono tanti casi di questo tipo e tutti i governi coinvolti devono dare una strada chiara perché tutte le parti trovino una riparazione”

Il rapporto chiede al governo Cambogiano ed ai paesi riceventi di fare le scuse a chiunque sia stato colpito da queste storiche adozioni fraudolente. Devono anche creare un sistema di indagine e di riparazione per le famiglie cambogiane dei bambini adottati in modo fraudolento e stabilire meccanismi perché i figli adottati ricerchino il loro passato e stabiliscano un contatto con le loro famiglie di nascita se lo desiderano.

Il rapporto infine invita i governi ad assicurare che non si abbia alcuna adozione tra paesi finché il sistema citato sopra non sia funzionante e non si implementino le misure di salvaguardia per prevenire il ripetersi degli abusi del passato.

LICADHO

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