I primi colloqui ufficiali di pace in Thailandia possono ripartire a maggio

Per metà maggio si spera possano riprendere i primi colloqui ufficiali di pace nel Meridione Thailandese, nell’area denominata Patani che raccoglie le province thai di Narathiwat, Pattani e Yala, dove vive un’insorgenza separatista di origini etno-nazionaliste che dal 2004 è emersa allo scoperto.

I primi colloqui ufficiali di pace tra governo Thailandese e i ribelli del BRN del Meridione thai potrebbero riprendere a metà maggio.

Secondo fonti di entrambe le parti, non è previsto alcun cessate il fuoco per il Ramadan per la regione a maggioranza musulmana.

Dopo alcuni colloqui di livello tecnico a febbraio tra il Pannello del Dialogo di Pace di Bangkok ed i rappresentanti del BRN, i negoziatori thai hanno indicato che entrambe le parti osservino un cessate il fuoco durante il mese del digiuno che inizia questa settimana.

I delegati del BRN però hanno detto ai negoziatori che è preferibile parlare di tregua quando le due delegazioni complete si incontrano faccia a faccia, ha detto una fonte del governo.

I negoziatori del BRN e del governo thai lanciarono pubblicamente questi colloqui nel gennaio 2020 a Kuala Lumpur e si incontrarono una sola altra volta a marzo di quell’anno prima che l’epidemia di Coronavirus bloccasse i negoziati.

Le due parti pensarono di riprendere i colloqui nello stato malese di Kedah a novembre ma dovettero cancellare l’incontro per una recrudescenza dell’epidemia nel Kedah.

Vari differenti governi thai hanno passato anni a provare a convincere i capi del BRN, il gruppo separatista armato dietro la violenza nella regione di frontiera del Meridione Thailandese affinché tornassero al tavolo del negoziato.

Otto anni fa per un breve momento ci fu dell’ottimismo completo quando il governo dell’allora premier Yingluck Shinawatra lanciò un processo formale di pace. Il BRN mandò una coppia di rappresentanti ma le loro intenzioni furono di deragliare il processo e ci riuscirono.

Nel gennaio 2020, i negoziatori thai ottennero quello che cercavano da tempo, confrontarsi faccia a faccia con i reali rappresentanti del BRN che portarono con loro un mandato del consiglio esecutivo segreto del gruppo degli anziani, il loro corpo decisionale più alto.

Apparentemente sembrò che il governo thai avesse fatto un passo enorme in avanti. Ma nel profondo meridione thai nulla è come appare.

Differenze all’interno del BRN

Persino oggi, il mandato dei negoziatori thai ricevuto dal consiglio esecutivo si poggia su basi fragili, dal momento che l’ala militare deve ancora escludere di uscire dall’organizzazione.

Essa ha continuato a mettere in dubbio la logica ed il merito di sedersi al tavolo del negoziato, dopo aver appreso in ritardo che erano cominciati dei colloqui di pace preliminari alla fine del 2019.

Questi colloqui iniziarono come una serie di incontri segreti in Indonesia e Germania tra le due parti da settembre a novembre 2019 di cui il facilitatore malese e l’ala militare del BRN furono tenuti all’oscuro., facilitati da una ONG europea.

BenarNews fece conoscere la storia dell’Iniziativa di Berlino a metà novembre 2019 che fece arrabbiare sia la Malesia che l’ala militare del BRN, quest’ultima minacciando di abbandonare il movimento.

Per aggiustare le cose con la Malesia, il Pannello del Dialogo di Pace Thai e i negoziatori del BRN andarono insieme a Kuala Lumpur il 20 gennaio 2020 per lanciare l’attuale iniziativa di pace che fu salutata come un nuovo inizio.

Ma i combattenti in campo si agitarono molto quando la cosiddetta ala politica disse loro che una serie di incontri segreti con i thai faceva parte della diplomazia del BRN.

Per gli scorsi 18 anni l’attuale generazione di combattenti ha appreso che la liberazione di Patani era un obbligo morale.

Oltre 7000 persone, in maggioranza Malay Musulmani, sono morte nelle violenze sin dal 2004. Alcuni sono morti negli scontri a fuoco con le forze di sicurezza, altri per mano di insorgenti che li sospettavano di essere spie delle agenzie di sicurezza thai.

Persone innocenti che si trovavano lì per caso sono stati intrappolati nella violenza. Altri sono stati presi di mira deliberatamente quando una parte provava a sconvolgere i cuori della gente dell’altra parte. Attivisti di base, come quelli di The Patani e PerMAS, hanno provato a portare un po’ do civiltà nel conflitto promuovendo le normi internazionali e le regole di ingaggio.

Tra gli attivisti, parlare di divisione del BRN è un guaio per la paura che un gruppo diviso possa diventare ancora più violento, con la possibilità di maggiori pericoli e conseguenze sulla popolazione civile.

Mezzi non militari

Nel gennaio 2020, il BRN sottoscrisse un Atto di Impegno alla Protezione dei Bambini dagli effetti del Conflitto Armato con la ONG Geneva Call che lavora con attori non statali armati per promuovere le regole della guerra.

Tre mesi dopo, il BRN applicò un cessate il fuoco unilaterale per permettere al personale medico e ai rappresentanti del governo di lavorare liberamente nel contenere l’epidemia nel Lontano Meridione.

Molte lodi delle varie parti e membri della Comunità Internazionale per queste azioni portò l’ala militare a ripensare il suo approccio verso la lotta armata ed ad esprimere interesse nel novembre 2020 ad imparare di più sui mezzi non militari per portare avanti la loro lotta.

Non è chiaro come lo stato thai risponderà a questa iniziativa e molte agenzie dello stato, come l’alta gerarchia dei militari, non amano l’idea che il BRN ottenga una qualche legittimazione e riconoscimento sia a livello internazionale che locale.

Riguardo il processo di pace, la via che si trova davanti non è affatto chiara.

La Thailandia teme che il BRN non sia serio ed usi la piattaforma dei colloqui di pace per guadagnare tempo ed ottenere riconoscimento internazionale.

I militanti del BRN potrebbero usare la stessa teoria: i negoziatori thai hanno un mandato per i colloqui ma non fanno alcuna concessione. Le discussioni con qualunque governo non si sono mai spostate oltre la fase della costruzione della fiducia.

La sfida per i negoziatori thai è come mantenere attivi i colloqui e andare oltre la mera discussione libera senza sconvolgere i capi politici e militari a cui in primo luogo l’idea di parlare con i nemici non è mai piaciuta.

Per quanto riguarda gli anziani del BRN e la piccola banda di negoziatori, è sempre più difficile ogni giorno di più giustificare un ritorno al tavolo del negoziato, vale a dire di convincere l’ala militare che ci sarà un ritorno alla fine.

Ma finché l’ala militare è interessata ad esplorare “i metodi non militari” per portare avanti la loro causa allora c’è speranza che il processo di pace possa durare sotto questa nuova forma.

Don Pathan, BenarNews

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