In 48 ore impiccate quattro persone nel carcere di Singapore

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Nel volgere di sole 48 ore sono state impiccate quattro persone nel carcere a Singapore di Changi.

Il pomeriggio del 24 ottobre 218 sono stati impiccati Selamat Bin Paki e Ali Bin Mohamad Bahashwan, mentre la mattina del 26 ottobre 2018 Irwan Bin Ali and Prabu N Pathmanathan.

 quattro persone sono state impiccate

In tutto il mese di ottobre sono stati impiccati 7 persone, portando il conto totale delle esecuzioni nel 2018 ad 8 persone.

Nel 2017 le esecuzioni a Singapore furono 8, mentre nel 2016 sono state quattro.

Sono tutte condanne per traffico di droga e Singapore è insieme a Cina, Arabia Saudita ed Iran, uno dei pochi paesi a condannare a morte chi traffica in droga.

Sebbene si tratti di quantitativi non di uso personale, tutti questi, come lo è Yong Vui Kong condannato a morte con convertita, nascono in famiglie di povera gente.

Alle famiglie dei condannati vengono di solito date due settimane per chiedere la clemenza al presidente della Repubblica di Singapore una volta fissata la data dell’esecuzione capitale.

In questi casi invece alle famiglie dei condannati è stata data una sola settimana. Alla famiglia di Prabu N Pathmanathan la lettera di notifica è giunta il 20 ottobre 2018, ed immediatamente qualche giorno dopo il 26 è stata già eseguita la pena capitale.

Il ministro della giustizia malese Liew Vui Keong, durante la giornata dell’ONU per celebrare i 73 anni delle Nazioni Unite di fronte a diplomatici, politici e militanti dei diritti, ha invitato il governo di Singapore a sospendere la pena capitale nei confronti di Irwan Bin Ali e Prabu N Pathmanathan. Il giorno 24 ottobre 2018 il ministro malese scrive una lettera al governo di Singapore chiedendo la sospensione della esecuzione capitale.

Gli altri due erano stati già uccisi.

Il governo malese della coalizione di Pakatan Harapan per altro si è espresso già per l’abolizione della condanna a morte e si sta muovendo per salvare la vita ai propri concittadini nelle carceri straniere optando per una sentenza a vita in carcere.

Per Prabu N Pathmanathan ci sono state il giorno 25 ottobre 2018 due petizioni di clemenza inviati all’Ufficio del Presidente della Repubblica di Singapore, una inviata dalla famiglia del condannato e l’altra da 49 persone e da quattro ONG dei diritti umani.

Alle 11 della sera del 25 ottobre la famiglia del condannato annuncia che il presidente di Singapore “non ha potuto accettare la vostra richiesta” perché “il procedimento della clemenza si è concluso”.

In sostanza il presidente di Singapore non l’avrebbe neanche presa in considerazione.

La segretezza che circonda le condanne a morte a Singapore mostra che il governo è ben conscio che l’uso attuale della condanna a morte danneggia fortemente l’immagine del paese. Singapore deve fermare immediatamente tutte le esecuzioni e rimettere la sua moratoria sull’uso della pena di morte” ha dichiarato Adilur Rahman Khan di Federazione Internazionale dei diritti umani FIDH.

“E’ tempo che Singapore ripristini la moratoria sulla pena di morte e segua l’esempio del governo della Malesia” ha detto tra l’altro Amnesty International.

Una forte condanna per Singapore è giunta anche dall’Ufficio per il Sudestasiatico del UNHRO:

“Siamo profondamente costernati del netto incremento di esecuzioni a Singapore negli ultimi anni con otto persone condannate nel 2017, tutti per reati legati alla droga. Sappiamo che c’è stato un certo numero di esecuzioni nel 2018 comprese le quattro di questa settimana soltanto” ha scritto Cynthia Veliko.

“Continuiamo ad essere preoccupati per la mancanza di dati e di informazioni ottenibili pubblicamente sulle esecuzioni previste. Le sole cifre disponibili sulle esecuzioni sono rilasciate una volta l’anno dal Singapore Prison Service nel suo rapporto annuale…. Ripetiamo la nostra richiesta al Governo di Singapore di stabilire immediatamente una moratoria sull’uso della pena di morte come parte di un processo verso la sua completa abolizione.”

(fonte https://www.theonlinecitizen.com/)

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