Incontro preparatorio dei colloqui di pace del meridione thailandese naufragato

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Con le esecuzioni dei monaci buddisti a Sungai Padai, l’insorgenza ha segnato la propria presenza forte sul terreno accrescendo complessivamente le azioni in tutto il periodo di gennaio 2019.

Nel solo mese di gennaio 2019 ci sono stati 14 attacchi che hanno comportato 10 morti e 32 feriti tra i quali alcuni attacchi sfrontati, come quello che ha portato alla morte dei due monaci e come quello che ha ucciso 4 volontari della difesa civile.

Ci sono poi tanti attentati minori che vogliono dire allo stato thailandese che non si tratta di criminalità comune e che bisogna trattare secondo modalità giuste per entrambe le parti e serietà da entrambe le parti.

Lo stato thailandese, vale a dire la giunta militare di Prayuth Chanocha, non sembra aver avuto alcuna serietà di intenti nel passato rispetto ai colloqui di pace. Non promette ancora bene dopo la nomina del nuovo capo negoziatore Udomchai Thammasarorat che era parso in un primo tempo voler ascoltare il parere di diplomatici stranieri sui colloqui di pace del profondo meridione.

Il nuovo facilitatore malese Abdul Rahim Noor aveva preparato un incontro introduttivo tra le due parti, tra la delegazione thailandese ed il gruppo MARA Patani, organizzazione che raggruppa gruppi insorgenti storici del meridione thailandese ed elementi che hanno fatto parte del gruppo BRN che conduce l’insorgenza ora sul terreno.

Su questo incontro preparatorio naufragato a Kuala Lumpur è stato tradotto l’articolo apparso su Benarnews di Zam Yusa e Mariyam Ahmad, dove sono evidenti le posizioni di tutte le parti.
E’ anche evidente come i Thailandesi continuino a snobbare i colloqui di pace mostrando poca serietà di intenti.
Nel frattempo, come scrive l’analista Zachary Abuza su Twitter, continua a gocciolare il rubinetto del sangue nel profondo meridione thailandese.

Gli sforzi per far rivivere i colloqui di pace del Meridione Thailandese finiscono nei guai

I colloqui di pace del conflitto separatista nel profondo meridione thailandese facilitati dalla Malesia si sono bloccati di nuovo quando il nuovo capo negoziatore thailandese Udomchai Thammasarorat non si è presentato all’incontro introduttivo con MARA Patani preparato dal facilitatore malese Abdul Rahim Noor a Kuala Lumpur.

Il capo negoziatore thailandese Udomchai non si è presentato perché si trattava a suo dire di un incontro a livello tecnico soltanto.

Il facilitatore malese Abdul Rahim Noor, da parte sua, ha detto di essere stato scioccato da questo strano comportamento, perché i delegati di entrambe le parti erano già giunte in Malesia per un incontro introduttivo tra il gruppo Thailandese, guidato appunto da Udomchai, e MARA Patani, un ombrello di organizzazioni separatiste storiche, guidato da Sukree Haree.

Questo incontro introduttivo doveva far ripartire i colloqui di pace visto che sia il capo negoziatore dello stato Thai che il facilitatore malese erano stati cambiati dopo le elezioni malesi e dopo che i nuovi colloqui di pace, iniziati nel 2015, si erano arenati in un nulla di fatto.

«Sabato notte, Udomchai ha detto ai rappresentanti malesi che avrebbe solo incontrato il capo del gruppo dei separatisti, Sukree, nonostante che tutti fossero lì per i colloqui» ha detto a Benarnews Abdul Rahim. Udomchai è poi tornato in Thailandia senza partecipare ai colloqui.
«Udomchai ha detto alla Malesia che le persone del proprio gruppo avrebbero potuto incontrarsi col gruppo dei separatisti. La richiesta è stata ritenuta strana dai separatisti e da me, uno strano comportamento da parte di Udomchai. Sono rimasto scioccato» ha detto Abdul Rahim.

Udomchai, da Bangkok, ha difeso la propria azione dicendo che la propria parte era pronta ai colloqui ma l’incontro era previsto solo con il facilitatore malese e non un gruppo specifico.
«Riguardo MARA Patani entrambe le parti si sarebbero dovuti incontrare ad un livello tecnico. Il nostro gruppo era guidato dal generale Kriangkrai Srisak, segretario generale.» ha detto Udomchai a Benarnews. «Ma il gruppo del facilitatore ci ha informato che MARA Patani voleva incontrarci come delegazione completa ed erano lì, mentre non era previsto un incontro dei gruppi al completo»
Udomchai ha detto di voler tenere un incontro più piccolo.
«Per mantenere la relazione, si permetteva al capo negoziatore di MARA Patani Sukree Haree un incontro con me per prima, a quattro occhi, ma MARA Patani non ha accettato e ha emesso una dichiarazione» ha detto Udomchai. «I colloqui formali devono attraversare il livello tecnico, fissare gli argomenti per non perdere tempo e si potrà accordarsi su qualcosa che possiamo iniziare immediatamente» .

MARA Patani per bocca di Abu Hafez Al-Hakim ha detto che quelle «sono solo le sue scuse… ed inaccettabili»
Dopo la cancellazione dell’incontro di Kuala Lumpur, Sukree Haree ha emesso una dichiarazione video annunciando che MARA Patani sospendeva i colloqui di pace fino alle elezioni del prossimo 24 marzo e che Udomchai voleva incontrare solo il capo di MARA Patani.

«MARA Patani vede l’attitudine di rifiutare di confrontarsi col gruppo del dialogo come inaccettabile e sospettiamo una agenda nascosta dal momento che voleva incontrare solo me» ha detto Sukree, il quale ha aggiunto che il gruppo avrebbe proposto al governo thailandese di sostituire Udomchai con qualcuno con più credibilità».

Il facilitatore malese ha fatto notare che dipendeva dalle due parti decidere quando incontrarsi e quale era il ruolo del facilitatore e che lo strano comportamento di Udomchai era attribuibile a qualcuno più in alto nel governo.

«Udomchai ha detto al gruppo malese che quella posizione gliela aveva chiesta proprio il premier Prayuth Chanocha» ha detto Abdul Rahim. «Se Udomchai doveva incontrare solo me, allora perché portare la delegazione per solo una notte a Kuala Lumpur?»
Un analista del ISIS di Kuala Lumpur Shahriman Lockman ha definito calcolata la mossa per ritardare i negoziati.

«Era solo possibile con le istruzioni dei suoi capi politici. Qualunque ragione ci potrebbe essere dietro, elezioni politiche prossime comprese. La Malesia comunque dovrebbe mandare un segnale chiaro alla Thailandia di essere disponibili a facilitare i colloqui solo se la parte Thai è davvero seria e non vorrà solo farci perdere tempo nel futuro»…

Il profondo meridione thailandese confina con la Malesia e comprende le province di Pattani, Narathiwat e Yala e 4 distretti di Songkla.

Quasi 7000 persone sono state uccise nella violenza da quando scoppiò l’insorgenza a gennaio 2004 dopo un periodo dormiente.

Zam Yusa e Mariyam Ahmad, BENARNEWS

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