INDONESIA: Le Molucche da isole delle spezie a comunità segregate

Ambon, che per vari secoli è stata il centro di produzione delle spezie, è la capitale di una isola delle Molucche, nei mari dello stretto di Banda. Nei giorni scorsi sono apparse le notizie di scontri tra la popolazione cattolica e la popolazione musulmana che ha fatto almeno sette morti.

spezie

Gli scontri sembrano siano scaturiti dalla diffusione della notizia della morte di un tassista musulmano. Mentre le fonti ufficiali e l’autopsia della polizia hanno accertato che la morte era stata causata da un incidente stradale, si sono sparsi SMS e voci che il tassista fosse stato ucciso da un gruppo di cristiani.

Finora gli scontri hanno portato alla morte di sette persone alcune delle quali uccise con colpi accidentali di arma da fuoco della polizia. La situazione resta molto tesa e la preoccupazione maggiore sorge dalla paura che si possano ripetere gli scontri del 1999 in cui persero la vita almeno 6000 persone e almeno 700 mila furono costrette a rifugiarsi nelle isole vicine in un conflitto apparentemente religioso. Questi scontri scoppiarono a partire dalla lite di un autista di autobus e i suoi passeggeri nel 1999 e terminarono nel febbraio 2002 dopo il dispiegamento di ingenti forze militari sul campo e l’impiego aperto delle armi da fuoco da parte delle forze governative.

Questa volta, ricordando quello che successe nel 1999, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha emanato le sue direttive che prevedono da una parte l’impiego della polizia anti sommossa in quantità adeguata per mantenere l’ordine e separare le fazioni in lotta; dall’altra l’invito ai leader religiosi e i leader dei movimenti e delle associazioni di base a diffondere le notizie reali di quanto avvenuto per non generare sfiducia nella popolazione locale. Inoltre il presidente ha invitato le autorità locali a non sottovalutare i fenomeni ed ad essere tempestivi nel prevenire la nascita di un possibile conflitto.

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Al contempo vari gruppi di base hanno chiesto al governo, alla polizia ai militari e ai media a non esacerbare la situazione e a continuare ad usare le procedure appropriate e adeguate alla situazione.

“Speriamo che il governo non vorrà usare un uso eccessivo della forza nel risolvere il conflitto ad Ambon” ha dichiarato Haris Azhar della commissione per le persone scomparse e le vittime della violenza, Kontras.

Da parte sua il direttore del gruppo dei diritti umani Imparsial ha invitato la gente a non lasciarsi provocare con tanta facilità e a rifiutare la violenza nell’affrontare i conflitti poiché il processo di mantenimento della pace ad Ambon è ancora molto delicato.

Il ricordo di quanto successo in quei tre anni dal 1999 al 2002 deve essere molto vivo in tutta la società. In quegli anni l’Indonesia stava vivendo nella sua carte le conseguenze della crisi finanziaria asiatica, mentre il sistema democratico attuale era appena ai suoi inizi ed era vivo il malcontento tra i militari che non accettavano di buon grado il concetto di libertà di espressione. Allo stesso tempo si assisteva in Indonesia a varie spinte centrifughe di indipendenza come quella di Timor Est ed anche nelle isole delle Molucche.

Negli anni precedenti il regime di Suharto favorì l’esodo massiccio di popolazione, di religione musulmana, da Giava verso tutte le altre isole a causa della sovrappopolazione di Giava. Per le isole delle Molucche, e non solo per esse, questo fatto comportò l’affiancarsi ad una forte presenza di popolazione cristiana una popolazione di nuovo arrivo di religione musulmana. Ad Ambon il rapporto tra le due popolazioni era abbastanza bilanciato.

Ne 1999 le feste di Natale e del Idul Fitri della fine del Ramadan coincidettero e durante questo periodo scoppiò lo scontro tra l’autista cristiano e i giovani passeggeri musulmani. Atrocità furono commesse da entrambi i lati, tantissime case e quartieri furono dati alle fiamme. Nella percezione inziale che i musulmani stessero avendo la peggio, giunse ad Ambon la Laskar Jihad, una milizia islamica fondata da un indonesiano che era stato addestrato durante la guerra in Afganistan, che esacerbò ancor di più la situazione. Nei due anni successivi furono uccise 9000 persone centinaia di migliaia furono i rifugiati. La città di Ambon fu quasi tutta distrutta insieme a tanti villaggi nelle isole delle Molucche. Ci fu una segregazione in due distinti distretti musulmano e cristiano e la situazione cominciò a migliorare anche grazie allo smembramento della milizia musulmana che nel 2002 decise di lasciare Ambon.

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La provincia delle Molucche fu divisa in due parti, una a Nord, con capitale in Ternate a predominio musulmano ma dove sono presenti enclave cristiane, ed un’altra con capitale Ambon.

Il mantenimento dello status quo quindi è molto difficile e il governo vi pone molta attenzione, non solo con la presenza di forze militari e di polizia, ma anche con il coinvolgimento delle autorità religiose e organizzazioni della società civile che lavorano alla base per favorire la convivenza pacifica.

E’ ancora tutto da dibattere l’uso che i militari e lo stato hanno fatto nel passato, e fanno tuttora, di organizzazioni estremiste musulmane. In un precedente articolo ci fu la denuncia di un militare che aveva gestito il rapporto con il Fronte Nazionale Islamico e il loro uso nel generare e gestire i conflitti. Nessuna meraviglia quindi che l’uso di Laskar Jihad non sia stata sempre all’interno della logica del divide et impera per governare situazioni sociali estremamente difficili dove è la povertà sociale il vero carburante di questi scontri di massa.