Industria dell’imbroglio: da vittime del traffico a immigrati clandestini

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Pensavano che il loro peggior incubo fosse alla fine quando videro giungere la polizia cambogiana nel loro edificio dell’industria dell’imbroglio, dove erano costretti a lavorare ormai da alcuni mesi, e chiedere loro di prendersi le proprie cose ed uscire.

Molti si sentirono sollevati uscendo da quell’edificio circondato da filo spinato e telecamere dove lavoravano per tantissime ore nelle truffe online. Ma il sollievo sembra sia durato poco

kaibo sihanoukville industria dell'imbroglio

E’ il racconto apparso su VICE World News di Rachel Cheung sulle traversie di molte persone salvate dal traffico di schiavi a Sihanoukville ed in altre parti della Cambogia poi finite bloccate nei centri di detenzione cambogiani.

“Sid era stato drogato e tenuto per mesi contro la sua volontà dai gruppi di truffatori con la minaccia della violenza. Ma piuttosto che trattarlo da vittima lo hanno messo in una cella sovraffollata mentre provavano ad estorcere loro del denaro. Durante la custodia l’uomo riesce a parlare a VICE World News usando un telefonino di scorta… Ora sento di non essere stato salvato. Siamo stati arrestati e messi qui come dei criminali”.

La polizia confiscò i loro telefonini chiedendo 400 dollari per riaverli, poi chiese loro 300 dollari per un letto e 100 per un ventilatore. Chi non poteva pagare dormiva sul pavimento nel caldo afoso della cella sporca senza sapere quando sarebbero stati liberati.

E’ la storia di tantissimi giovani dai tanti paesi asiatici attratti da paghe inverosimili e costretti a lavorare per imbrogliare le persone online spingendole a fare investimenti in criptovalute che si dimostravano poi essere veri imbrogli e truffe vere e proprie.

Chi non riusciva a rispettare i difficili piani di lavoro doveva pagare somme ingenti per liberarsi.

“Centinaia di vittime del traffico di schiavi sono tornate a casa negli ultimi mesi con l’aiuto di volontari e di governi stranieri, mentre l’industria è giunta sotto un occhio attento a livello mondiale. Ma ora tanti lavoratori si ritrovano in un altro incubo: intrappolati, ricattati e sottoposti a condizioni infime nelle mani di chi pretende di averli salvati.

VICE World News ha parlato con cinque persone detenute attualmente in centri di detenzione cambogiani e con altri gruppi che li assistono, ed ha sentito di molti a cui è stato detto di pagare delle spese nebulose fino a qualche migliaio di dollari per comprare da mangiare, da dormire, per riprendersi il telefonino e assicurarsi del proprio rilascio.

Secondo Sammy Chen, consigliere di GASO, Organizzazione contro le truffe globali, gruppo che coordina le operazioni di salvataggio delle vittime del traffico umano e di lavoratori, questo sembra essere un caso di corruzione che ostacola gli sforzi di salvataggio dei lavoratori schiavizzati.

“Gli uffici governativi dovrebbero aiutare nel mantenere legge ed ordine ed aiutare le vittime, ed invece trovano tutte le scuse per fare mazzette ad ogni passo … I detenuti devono pagare 5 dollari per pasto, 500 dollari per il loro telefono e 2500 dollari per andarsene” a cui bisogna aggiungere le tasse per aver superato il permesso di soggiorno, 5 dollari al giorno.

Questo genere di traffici umani non sono presenti solo in Cambogia ma pare avvengano in tutte le zone economiche del Laos e del Myanmar, e sarebbero migliaia sia le persone trafficate che quelle imbrogliate.

“GASO da sola rappresenta 2000 persone di 46 paesi che sono finite vittime di questo tipo di frode online che perdono fino 169mila dollari ognuno. Ma il numero totale di vittime nel mondo è di gran lunga superiore e sono tanti che non denunciano per non essere stigmatizzati. Una vittima americana a cui VICE World News ha parlato è un paziente di cancro che ha perso 2,5 milioni in due mesi…”

Sarebbero invece almeno 100mila il numero di lavoratori stranieri reclutati in inferno vivente di questa industria dell’imbroglio secondo Sok Phal del ministero degli interni cambogiano.

Arrivano in Cambogia in molti mezzi come gli aerei ma anche via mare. A fine settembre una barca con decine di cinesi è affondata vicino uno dei centri dell’industria dell’imbroglio, Sihanoukville, uccidendo 11 di loro.

Le notizie degli abusi commessi in questi edifici dell’industria dell’imbroglio hanno dato alla Cambogia la cattiva reputazione di culla della criminalità senza freni. E le autorità cambogiane hanno deciso di fare qualcosa solo dopo che gli USA a luglio hanno posto la Cambogia al livello più basso dei paesi nel loro indice TIP, traffico di persone, con cui si decidono le tariffe agevolate.

Qualche settimana fa è lo stesso Hun Sen a promettere di fare qualcosa:

“Non permettete che la Cambogia diventi il paradiso del crimine, un luogo dove si possa riciclare il denaro sporco, un luogo del traffico di schiavi”.

La polizia cambogiana ha perquisito un complesso edilizio a Sihanoukville a settembre e dopo aver trovato che era sede di traffico umano, prostituzione e gioco d’azzardo ha arrestato 469 stranieri che erano senza permesso di lavoro e che hanno ricevuto multe per 28mila dollari.

Il portavoce del dipartimento di immigrazione della Cambogia Keo Vanntham il 3 ottobre ha mandato una email a VICE World News in cui afferma che sono state arrestate 920 persone di 19 paesi differenti durante la repressione contro l’industria dell’imbroglio, e che queste persone non erano vittime di traffico umano quanto immigrati clandestini che hanno violato le leggi dell’immigrazione in Cambogia.

Dopo il danno la beffa.

“Hanno passato la frontiera illegalmente, senza documenti di viaggio, sono stati illegalmente e hanno fatto cattivo uso del visto cambogiano, violando la legge dell’immigrazione” ha detto Vannthan nella sua email ricordando che solo pochi detenuti avevano documenti di lavoro e di viaggio e che per giunta hanno dichiarato il falso sulla detenzione o la tortura.

“Vannthan ha detto che la loro detenzione durerà fin quando lasceranno la Cambogia sia attraverso le loro ambasciate o pagandosi il viaggio di ritorno, mentre i biglietti aerei o altri spostamenti devono essere fatti dagli stessi detenuti, dalle famiglie o dalle ambasciate”.

Quando la repressione dell’industria dell’imbroglio si intensifica, molte attività illecite si spostano da Sihanoukville verso altre località più lontane oppure verso il Myanmar o il Laos.

Ah Nan, un lavoratore vietnamita salvato dal traffico, racconta che in uno di questi trasferimenti di attività, il veicolo dove si trovava fu intercettato dalla polizia grazie all’intervento di GASO.

“Alla stazione di polizia disse che era stato invitato a non dire che era una vittima del traffico o che era stato maltrattato dalla compagnia dove lavorava nella sua dichiarazione da vittima. Gli fu invece detto che doveva dire di voler lasciare la compagnia e ringraziava la polizia cambogiana per l’aiuto dato, se voleva davvero ritornare a casa” scrive VICE World News che però non conferma direttamente queste affermazioni.

Anche Ah Nan, nel suo centro di detenzione, ha saputo che ci vogliono due mesi per tornare a casa e che deve ripagarsi il telefonino e pagarsi il pasto e le sigarette, per i quali ha già dato via la gran parte di ciò che si era messo da parte.

Persino quello che la sua ambasciata gli ha dato è stato sequestrato dalla polizia. Gli resta il desiderio disperato di tornare a casa.

Scrive VICE World News che Mina Chiang della Humanity Research Consultancy di Londra dice come molti detenuti hanno passaporti e visti validi e sono tenuti senza una spiegazione. Il suo gruppo ha ricevuto richieste di aiuto da almeno una trentina di vittime di Taiwan che sono trattenuti dalle autorità cambogiane in circostanze poco chiare.

“Oggi abbiamo tante vittime che si ritrovano impossibilitati a lasciare il paese. Sono detenuti contro la loro volontà in condizioni terribili. La polizia chiede apertamente la mazzetta per farli uscire” dice Mina Chiang.

C’è collusione tra i sindacati del crimine che gestiscono queste operazioni illegali e le potenti elite del paese, secondo Pisey Pech di Transparency International Cambodia:

“E’ comune che poliziotti o impiegati chiedere le mazzette. L’indice di percezione della corruzione pone la Cambogia negli ultimi posti nel Sud Est Asiatico grazie alla polizia, magistratura e settore pubblico, come istituzioni tra le più corrotte. La corruzione è usata dalle bande criminali come un metodo efficace per facilitare accordi di affare ed evadere la giustizia”

Le accuse di mazzette e corruttele sono generalizzate ma Keo Vannthan del dipartimento di immigrazione dice che le autorità indagheranno se saranno presentate le prove opportune. L’ufficiale dice che è giusto il sequestro dei telefonini durante la loro detenzione, ma che i detenuti devono ricevere da dormire e da mangiare “senza alcun costo da sostenere”.

“In un certo senso non c’è alcuna differenza dagli edifici dell’industria dell’imbroglio se non per il fatto che i detenuti non finiranno poi morti” dice Chen di GASO ricordando come chi non ha soldi per farsi riportare a casa può solo restare in attesa.

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