Iniziativa umanitaria thai nel Myanmar di entità non statali

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L’iniziativa umanitaria Thai di un corridoio di aiuto umanitario verso il Myanmar nella guerra civile, sostenuto dai paesi ASEAN, è vista con scetticismo degli esperti per il suo scopo limitato e la mancanza di contatto con le forze delle minoranze etniche.

Questa iniziativa umanitaria thai vuole creare una zona sicura per portare alimenti e medicine attraverso il passaggio Mae Sot Myawaddy a 2,7 milioni di abitanti dislocati dalla guerra civile scoppiata dopo il golpe di febbraio 2021, dei quali lungo gli stati Kayin e Kayah al confine thailandese ci sono oltre 300mila persone.

iniziativa umanitaria thai nel Myanmar

Gli intermediari scelti sono la Croce Rossa del Myanmar e quella Thai sotto il monitoraggio del AHA Centre e Bangkok spera di poter così gettare le fondamenta di un dialogo tra giunta militare e forze della resistenza. Proprio la Croce Rossa del Myanmar è oggetto di molti dubbi perché opera in territorio controllati dai militari che rischiano di essere i reali recettori degli aiuti.

Se la Thailandia vuole davvero aiutare i birmani deve parlare a tutte le parti come le forze che combattono contro la giunta e il governo ombra del NUG, concordano molti esperti.

“Riconosciamo gli sforzi della Thailandia di assistenza alla popolazione birmana, ma è imperativa la collaborazione con le forze di resistenza etniche tra cui il NUG per assistere chi fugge dal conflitto” ha detto l’ufficio stampa del NUG a BenarNews dato che NUG e forze etniche ora controllano il 60% del territorio del Myanmar.

Il confine con il Myanmar nelle province di Tak e Mae Hong Son è sede sin dagli anni 80 di arrivi di migranti ed esuli birmani a cui viene dato un rifugio temporaneo e con cui lavorano varie organizzazioni di aiuto.

Mentre il governo precedente di Prayuth è stato molto vicino alla giunta militare birmana ed ha fatto molti respingimenti di profughi e rifugiati anche durante i bombardamenti, oltre a rompere l’unità dell’ASEAN trattando direttamente con i militari, il governo di Srettha Thavisin sembra avere una visione più strategica dei rapporti con il Myanmar.

La paura che si ha tra i paesi ASEAN è l’estrema frammentazione del paese che rischierebbe di diventare un’arena di competizione USA Cina. L’assistenza umanitaria, secondo Parnpree Bahiddha-Nukara ministro degli esteri thai, può aiutare a giungere ad una pausa umanitaria e al dialogo umanitario.

Il problema comunque di questa iniziativa umanitaria thai è sempre la consultazione di tutte le parti per pianificare e gestire l’aiuto che deve arrivare anche dove la giunta birmana non controlla nulla e che deve includere una cessazione delle ostilità.

“La ragione del fatto che la gente scappa dalle case sono gli attacchi dei militari del Myanmar specie quelli con artiglieria pesante e aviazione” dice una operatrice di aiuti.

Myanmar come uno stato ad interim di entità non statali

Myanmar, un tempo conosciuto come Birmania, è divenuto di fatto uno stato dominato da entità non statali, ma contrariamente a quanto si può affermare, non è uno stato fallito come in alcune parti dell’Africa e del Medio Oriente.

Il paese di 55 milioni di persone così diverse per etnia funziona ancora nonostante la diffusa violenza nella guerra civile in corso. A meno che e fino a quando il Myanmar non sarà compreso e riconcettualizzato come uno Stato provvisorio che comprende entità non statali, sarà difficile andare avanti per rifare e ricostituire un nuovo Paese dopo la guerra civile e la scomparsa della giunta militare che ha preso il potere il 1° febbraio 2021, guidata dal generale maggiore Min Aung Hlaing.

A tre anni dal golpe nella guerra civile che ne è conseguita, è chiaro che la giunta del Consiglio di Amministrazione dello Stato sta perdendo la presa sul potere. Inizialmente erano pochi gli analisti capaci di immaginare che l’esercito stagionato e foggiatosi nelle battaglie potesse perdere una guerra contro una coalizione poco convenzionale di giovani armati, Forza di difesa Popolare, e di organizzazioni armate etniche, EAO.

Ma il bilancio sui campi di battaglia ha iniziato a cambiare contro il SAC un anno dopo il golpe, mentre le forze di difesa popolare ricevevano un addestramento migliore ed armi coordinati dalle armate etniche.

L’errore fatale del generale Min Aung Hlaing fu di iniziare una guerra su due fronti senza alcun sostegno pubblico, senza quello dei suoi tradizionali nemici nelle EAO ma anche dalla sua popolazione Bamar che rappresenta la maggioranza della popolazione.

La fiere forze della resistenza nel PDF e EAO, che ora chiamano la loro causa collettiva la ‘Rivoluzione’ per liberarsi della dittatura militare e ricostruire il paese, sono giunte sotto un governo parallelo di unità nazionale guidato da civili, NUG.

Anche prima dello scorso ottobre, quando la cosiddetta Alleanza delle tre Fratellanze, costituita da tre armate etniche, lanciò un attacco coordinato nello stato Shan settentrionale a confine con la Cina catturando città e tante postazioni militare, era già tutto scritto sui muri per la giunta. Più combatteva e più perdeva, mentre crollavano il morale e la forza numerica.

La giunta militare non è più la sola autorità efficace al potere. Si suppone che rappresenti lo stato del Myanmar ma la giunta controlla sempre meno territorio e non è affatto accettato dalla sua popolazione.

Dove riesce ad imporre il controllo come nelle grandi città del cuore Bamar, la giunta incontra una forte resistenza. Ci sono sempre più posti nel Myanmar dove la giunta deve combattere per controllare.

Mentre le PDF e le EAO si scontrano con le forze della giunta, nonostante la superiore potenza aerea e l’artiglieria di quest’ultima, il SAC è bloccato e costretto ad azioni di retroguardia per resistere nelle principali città, come la capitale Nay Pyi Taw, Yangon e Mandalay. L’amministrazione della giunta forse non crollerà con effetti drammatici come la caduta di Berlino nel 1945 o di Saigon nel 1975. Il crollo dell’esercito del Myanmar potrebbe essere più simile a uno svuotamento dall’interno fino all’atrofia, poiché le truppe si rifiutano di obbedire agli ordini e perdono la voglia di combattere.

L’ultima legge di coscrizione con cui la giunta vuole costringere e aggiungere giovani uomini e donne ai suoi ranghi è quindi un segno di disperazione per il basso livello delle truppe e del morale. Non sorprende che i potenziali arruolati siano scappati o abbiano corrotto la loro via d’uscita dalla nuova coscrizione.

Questi risultati indicano un guscio e un’ombra di uno Stato un tempo onnipresente. Ciò non significa che il Myanmar sia privo di leggi o di governo. Al contrario, l’autorità e il potere si sono diffusi nel processo di riallocazione e rinnovamento.

Nello Stato di Kayah, al confine con la Thailandia, ad esempio, sia il Karenni National Progressive Party che il Karenni National People’s Liberation Front hanno ottenuto vittorie fondamentali contro il SAC, e molte delle aree “liberate” dello Stato sono passate sotto l’amministrazione del Consiglio Esecutivo Karenni ad Interim.

Altre entità non statali si stanno radicando e dominano dovunque fino al punto di controllare e governare il Myanmar più della giunta militare.

Centrale per i vicini prossimi del Myanmar e le per l’ASEAN è imparare il modo di trattare con Myanmar che comprenderà autori non statali nel periodo ad interim mentre c’è ancora la guerra civile e dialoghi e negoziati prendono piede tra la coalizione della resistenza sul futuro del paese.

Poiché l’Asean è stato centrico, i suoi stati membri sono mal messi nel gestire relazioni con nuovo Myanmar incoerente. Da Da quando fu definito ad aprile 2021, il consenso in cinque punti dell’ASEAN langue perché era basato sul trattare con la giunta militare come stato membro.

E’ emblematica l’inclusione del AHA Centre, Asean Coordinating Centre for Humanitarian Assistance on Disaster Management, del fatto che l’approccio stato centrico dell’ASEAN è pensato male. AHA Centre fu pensato per la gestione regionale dei disastri regionali nei periodi pacifici, non come intermediario umanitario durante una guerra civile.

Anche l’iniziativa umanitaria thai che si ripromette di aiutare e assistere i birmani lungo la frontiera con il Myanmar, toccata negativamente dalla guerra civile, soffre di una simile mancanza.

Poiché è avvezza a trattative tra stati, l’Iniziativa umanitaria thai fu intrapresa senza consultazione precedente con parti fondamentali non statali nelle zone etniche. Si affida invece alla Croce Rossa del Myanmar, organo burocratico agli ordini della giunta.

Aver coinvolto la Croce Rossa del Myanmar mina la fiducia di cui il governo thai ha bisogno per creare rapporti con parti che non sono la giunta.

Le entità non statali sono difficili da trattare perché sono naturalmente eterogenee senza una unica agenzia con cui lavorare. È necessario che gli attori non statali etnici e Bamar tra il NUG, le PDF, le EAO e i loro vari organi amministrativi civili conferiscano e si organizzino per creare un’autorità statale alternativa con cui il vicinato e la comunità internazionale possano trattare.

Si tratta di un processo scoraggiante e lungo durante il periodo intermedio, ma la situazione sul campo è andata oltre il SAC come rappresentanza e agenzia del popolo del Myanmar. Si tratta ora di capire come costruire lo Stato non statale del Myanmar in un nuovo Paese.

Thitinan Pongsudhirak BangkokPost

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