Jory Porquia, militante filippino ucciso durante la quarantena del COVID

primo maggio filippino

Jory Porquia, militante filippino della sinistra Bayan Muna, è stato ucciso con otto colpi di pistola nella città di Iloilo, nelle Filippine centrali, da quattro uomini mascherati nel suo ristorantino sul mare che hanno anche bloccato un passante ed un testimone per impedir loro di chiedere aiuto.

La polizia ha anche detto che uno degli otto colpi è stato sparato alla testa e che stanno indagando sui possibili motivi di questo barbaro omicidio.

Jory Porquia

Si sa che Jory Porquia aveva nel recente passato ricevuto avvisi dal governo di porre termine alle “operazione di soccorso non autorizzato” alle persone povere durante la “quarantena rafforzata di comunità” e che era considerato dal governo un membro della guerriglia comunista del Nuovo Esercito Popolare.

La famiglia dice di avere “tutte le ragioni per credere che le forze dello stato avevano pianificato di ucciderlo”.

Jory Porquia stava organizzando, con l’avvallo del sindaco di Iloilo Jerry Trenas, le operazioni di distribuzione di alimenti alle famiglie di lavoratori informali profondamente colpite dalla quarantena filippina che assomiglia abbastanza ad una legge marziale, usando la cucina del suo ristorante diventato una cucina di comunità per un distretto di Iloilo.

La polizia aveva insistito che tali attività durante la pandemia dovevano essere approvate dalla task force nazionale.

Jory Porquia ha una storia alle spalle di militanza che risalgono alla sua gioventù durante gli anni della dittatura Marcos che fu rovesciata nel 1986.

“Saremo sempre fieri di lui” ha detto il figlio Lean che ha aggiunto che il governo filippino sta usando la pandemia come una copertura per la caccia a chi dissente.

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Sin da quando era un militante studentesco di punta ad Iloilo nella lotta contro la dittatura di Marcos, Jory Porquia si è battuto per varie cause.

Jory Porquia

Ha lavorato come emigrato in Medio Oriente e Cina. Ha anche lavorato per il governo, come membro della Commissione Giovani nazionale dopo il ritorno della democrazia sotto il governo di Corazon Aquino, e come coordinatore locale per i progetti della Commissione Nazionale Contro la Povertà per pescatori e contadini. Ha dato vita a varie piccole imprese tra cui un ristorantino che è chiuso per il COVID-19.

“La cosa su cui è stato sempre costante è di servire la gente” dice il figlio Jory dopo la morte del padre per mano di sicari appena dopo l’alba del 30 aprile.

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Uomini mascherati sono entrati con la forza nell’umile capanna lungo il mare nel villaggio Bambin Gesù del distretto di Arevalo ad Iloilo e gli hanno sparato otto colpi colpendo la testa ed altre parti del corpo.

Due altri sicari provavano le armi su un passante per impedirgli di chiedere aiuto. La polizia dice di non aver individuato alcun sospetto ancora.

Lean e gli altri membri della famiglia insieme agli altri militanti credono che solo degli agenti dello stato hanno potuto ucciderlo.

“Hanno ucciso mio padre per il reato di aiutare la gente durante questa crisi” ha detto Lean, che lavora a Manila per una azienda di BPO, aggiungendo che Jory è incorso nelle ire della poliziaper aver organizzato le operazioni di soccorso per il suo partito Bayan Muna.

Militanti come obiettivi

Jory era il coordinatore cittadino di Iloilo per il Bayan Muna che ha tre rappresentanti in parlamento.

“La polizia interruppe e fermò la scorsa settimana la loro cucina di comunità” ha detto Lean al telefono. “Hanno detto che sono le operazioni di soccorso definite dalla IAFT, Task Force intergovernativa, poteva andare avanti”

Il coordinatore delle isole Visayas del Bayan Muna Siegfred Deduro ha confermato quanto detto da Lean aggiungendo che la polizia, senza alcuna prova, ha detto che quello che usciva dalla cucina di comunità era contaminato dal COVID-19.

Il ministro degli interni Eduardo Ano ha aggiunto che i gruppi di soccorso hanno bisogno dell’approvazione delle autorità locali.

Ma sembra che chiaramente non è il caso di Iloilo. I genitori del Sindaco Jerry Trenas e di Porquia il quale partecipò alle elezioni comunali nel 2010, erano amici.

Deduro ha detto che il partito politico aveva coordinato le proprie operazioni di soccorso con il governo comunale ma la cosa non è piaciuta al comando della polizia locale.

Lean dice che il padre non aveva nemici se non i gruppi che lo includevano nella caccia ai militanti chiedendo la loro morte.

Lean ha anche detto che per due amministrazioni il nome del padre fu sugli ordini di battaglia dei militari e della polizia.

“Ma c’è voluta l’amministrazione Duterte con l’uso pretestuoso dell’emergenza sanitaria per realizzare quelle minacce contro mio padre”

L’omicidio di Porquia è accaduta dopo una decina di giorni che i militari hanno ucciso un capo dei contadini e rappresentante locale del Barangay Farochilin nella vicina Miagao.

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Secondo il battaglione di fanteria leggera di stanza ad Iloilo Farochilin era un membro della guerriglia del NPA, come lo erano le 11 persone tra cui anche minori arrestate durante lo scontro.

Il gruppo dei diritti di Karapatan ha detto che le famiglie di Farrochilin e degli altri, come anche i rappresentanti del barangay e gli insegnanti dei giovani, negano le affermazioni dei militari.

Farochilin era rappresentante eletto del consiglio del villaggio di Onop e presidente del sindacato dei contadini locali.

Soccorso come terreno di scontro politico

L’attacco ai lavoratori del soccorso, particolarmente dei gruppi militanti, sono cresciuti dopo l’ordine di Duterte di centralizzare le operazioni di soccorso, emesso dopo che il congresso filippino gli ha dato i poteri speciali di attingere a piene mani al tesoro per gestire la risposta all’epidemia.

Prima, migliaia di iniziative private provavano a riempire il vuoto mentre milioni di poveri lavoratori giornalieri e licenziali soffrivano la fame e privazioni a causa della serrata di Duterte.

Il presidente ha sottolineato la fiducia in un piccolo gruppo di generali in pensione che rivestono incarichi ministeriali, sebbene la maggiore efficienza ed onesta siano di fatto abbandonati.

Settimane dopo l’annuncio del presidente del programma di miglioramento sociale da 200 miliardi di peso, 4 miliardi di euro, chiamato SAP, i rappresentanti locali si sono scontrati col ministero del welfare che pretendeva di dire chi fossero le persone veramente bisognose.

Nel clamore che saliva dalle comunità, l’ordine di tenere sotto controllo le operazioni di sostegno cadde.

Un ex parlamentare di Anakpawis Ariel Casilao ed altre sette persone furono arrestate a Bulacan ed accusati di violare le regole della quarantena, sebbene avessero precedentemente coordinato le operazioni con l’ufficio delle risorse della pesca.

La polizia affermò che i singoli membri avrebbero dovuto portare con sé i lasciapassare familiari della quarantena, lasciando così gli altri della famiglia senza possibilità di spostarsi.

Ma a dare fastidio alle autorità erano alcune copie di pubblicazioni che per la polizia erano la prova provata di tentativi di incitare alla sedizione.

La distribuzione del SAP resta incompleta ed i militanti di base supplicano che la data finale sia estesa oltre il 30 aprile stabilita dal IAFT.

Ma sul piano della repressione le forze dello stato hanno fatto un salto. Hanno ucciso un militare dimesso dal servizio, picchiato persone con disturbi mentali e bambini. Ed ora i lavoratori del soccorso sono proprio sulla linea del fuoco.