Bomba del 17 agosto a Bangkok ultima tegola per i militari

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Quando il colpo di stato militare pose fine a mesi di disordini politici e violenza in Thailandia, persino qualche democratico diede il benvenuto alla promessa della giunta di riportare stabilità e ridare “felicità alla gente”

Dopo 15 mesi, però, una bomba mortale, che ha lacerato un tempio venerato nel centro di Bangkok, sottolinea una questione critica: I generali stanno perdendo la loro presa sui guai che li assillano da tutte le parti in una terra che un tempo sembrava avere un tocco magico?

bomba del 17 agosto a Bangkok

Il primo ministro Prayuth Chanochoa, ex capo dell’esercito che ha portato avanti il golpe del maggio 2014 affermò che doveva assumere il governo per porre fine alle proteste e agli scontri politici che hanno causato circa 30 morti. Mentre la giunta reprime il dissenso gran parte del paese era stato relativamente in pace fino alla bomba del 17 agosto che ha ucciso 20 persone ferendone centinaia.

Speculazioni sulle possibili ragioni e colpevoli variano dai radicali antigovernativi agli estremisti musulmani ad una fazione militare impazzita, sottolineando una serie di problemi che si trova davanti il paese. Prayuth ha descritto l’attacco come “il Peggiore incidente che sia mai accaduto in Thailandia”.

Il primo ministro ha detto che si dimetterà in favore di un nuovo governo eletto quanto prima ma quando accadrà e la forza reale del futuro governo sono diventati sempre più difficili da decifrare. Prayuth sta conducendo la stesura di una costituzione che assicurerà che i militari e l’elite tradizionale di governo mantengano sufficiente potere politico oltre le elezioni generali che saranno tenute almeno tra un anno.

Alcuni analisti dicono che Prayuth stia provando a riportare l’orologio ad un’era quando dominava una gerarchia di tipo feudale. Dicono che non funzionerà in una società sempre più diversa connessa col mondo, e che gli uomini in uniforme semplicemente non hanno le conoscenze per risolvere le complessità contemporanee.

L’economia thailandese sotto la giunta che non migliora con cifre che scontentano sia per l’investimento estero che per il consumo interno. Il turismo col suo 9% dell’economia è stato relativamente resiliente, ma le bombe del 17 agosto hanno già allontanato alcuni visitatori. Prayuth ha rimosso la guida economica del paese in un rimpasto di governo.

In un continente precedentemente popolato da uomini duri militari la Thailandia resta l’ultimo paese in Asia apertamente governato da militari. Uomini in uniforme o ex hanno guidato la Thailandia per 55 dei suoi 83 anni dalla fine della monarchia assoluta nel 1932 con colpi di stato che giungono con la frequenza dei monsoni.

“Credo che i militari siano capaci nel breve di risolvere i problemi ma superficialmente perché l’uso della forza e della paura è come un antidolorifico. Ma proprio come un antidolorifico non comprende il problema e quindi non sa risolverlo” dice Thongchai Winichaikul professore thai presso l’Università del Winsconsin.

Prayuth comunque sottolinea che la Thailandia ha bisogno di raffreddamento di riforme e riconciliazione prima che si possa istituire la “Democrazia Thai” e evitare il caos politico.

Le forti differenze espresse sulla futura costituzione riflettono le differenze profonde nella società che aveva un suo momento mentre si modernizzava rapidamente: tra Bangkok e le regioni rurali, l’elite tradizionale radicata e le forze democratiche, tra chi ha e chi non ha.

Le linee di divisione non sono poi granché cambiate dal 2010 quando i militari repressero le manifestazioni delle magliette rosse nella Bangkok centro lasciando oltre 90 morti per strada. Le magliette rosse erano i fondamentali sostenitori del governo eletto che i militari cacciarono lo scorso anno.

“Il conflito politico a livello nazionale è la sfida maggiore che si trova davanti il paese” dice Matthew Wheeler di Crisis Group. Ma questo è solo una delle tribolazioni della thailandia di oggi che nonostante periodi di turbolenza ha goduto storicamente molti vantaggi, dall’abbondanza di risorse naturali all’assenza di guerre sul proprio suolo dalla fine del XVIII.

Ora l’insorgenza musulmana continua la lotta per l’autonomia nelle province più meridionali del paese, dove oltre 6000 persone sono morte dal 2004. I colloqui di pace non producono risultati. Lo scorso mesela Thailandia ha acceso le ire del mondo islamico rimpatriando oltre 100 Uighurs musulmani in Cina dove si temeva che avrebbero incontrato pene gravi per le attività antigovernative.

Negli ultimi anni i processi sotto la legge draconiana di lesa maestà che vieta gli insulti alla monarchia thai sono cresciuti e continuano sotto la giunta. Dal golpe almeno 51 persone sono state condannate compreso alcuni dichiaranti mentalmente malati e una givoane donna imprigionata per 28 anni per dei post sulla pagina di Facebook.

La Thailandia che un tempo era un manifesto della libertà di stampa per l’Asia è scesa di quattro posti al 134° sull’indice della libertà di stampa compilata da Reporters Without Borders.

Il dipartimento di stato americano lo scorso mese ha mantenuto il paese al terzo livello nel suo annale rapporto sul traffico di schiavi citando il lavoro forzato e la schiavitù sessuale. La posizione potrebbe causare impedimenti all’accesso all’assistenza esera USA e ai fondi della Banca Mondiale. Un’indagine della AP quest’anno denunciava il lavoro forzato sui pescherecci thailandesi.

Il turismo è stato un costante punto positivo apparentemente immune dalla violenza politica, disatri naturali ed altre crisi mentre i visitatori giungono alla “terra dei sorrisi” per le tante attrattive, prezzi bassi e gente ospitale.

Ma la bomba del 17 agosto potrebbe danneggiare l’industria dal momento che esso è stato il primo attacco ad un’area popolata di turisti.

Ad essere sospeso in modo grave sul futuro del paese è il futuro della centenaria monarchia. Il Re Bhumibol considerato una figura chiave di stabilità molto riverita da decenni, ha 87 anni ed è sofferente. Il principe ereditario Vajiralongkorn, probabile successore, non possiede la sua statura e popolarità, e ci sono possibili conflitti sul come potrebbe andare avanti la transizione.

“La Thailandia giunge alla fine di un’era e non c’è consenso su quello che seguirà, cosa funzionerà per la Thailandia” dice Wheeler.

Altre sfide per il paese sono l’aver ricevuto la bandierina rossa dalla ICAO per gli standard di sicurezza della sua aviazione, l’attuale fallimento di riformare il suo sistema educativo vecchio e la crescita della lingua inglese. Un’indagine svizzera ha posto la Thailandia al 55° posto su 60 pasi dove l’inglese non è madre lingua.

“Nessuna amministrazione thai è capace di risolvere i problemi più cronici profondamente radicati del paese. Per gli scorsi 50 anni abbiamo buttato così tanti problemi sotto il tappeto ed ora si ritorcono contro.” dice Songkran Grachangnetara, analista e uomo di affari, in un suo articolo sul BangkokPost.

Chi critica la giunta dubita che essa farà riforme importanti di cui la Thailandia ha bisogno. Invece i militari provano ad affrontarne qualcuno promuovendo la “thailandesità”, incorporando 12 valori fondamentali che i bambini di scuola devono recitare ogni giorno tra i quali il rispetto degli insegnanti, della religione, della nazione e della monarchia.

Quello che persiste, dice Thongchai, professore di storia, è la politica fatta di relazioni personali, lealtà al superiore ed una “mentalità adatta ad un villaggio” più che a una società moderna.

Charles F. Keyes, antropologo americano che ha studiato la cultura thai da mezzo secolo, dice che i capi militari in alleanza con altre forze conservatrici cerca un salto indietro al Paternalismo dispotico del passato.

“Si fa sempre più chiaro che la vasta maggioranza delle persone nella Thailandia settentrionale e la maggioranza a Bangkok non vogliono essere costretti ad accettare l’ordine gerarchico tipico degli anni 50” dice prevedendo che tale opposizione potrebbe “portare ad ulteriori terremoti politici nel regno di thai che non sorridono più”

DENIS D GRAY, stripes.com

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