La decriminalizzazione della mariujana in Thailandia: affari e criticità

Con la decriminalizzazione della mariujana in Thailandia si permette ed aiuta le coltivazioni di marijuana per la preparazione di medicinali e piatti di cucina per espandere il settore agricolo e del turismo ma mantiene il divieto sull’uso ricreativo dell’erba.

Saranno sempre vietati estratti e prodotti che contengono più del 0,2% di THC, tetraidro-cannabinolo, che è la sostanza psicoattiva.

La Thailandia nel 2018 aveva già liberalizzato l’uso della cannabis a scopo terapeutico e da tempo il politico e magnate Anutin Charnvirakul, nonché ministro della sanità, spingeva la liberalizzazione della cannabis per permettere la coltivazione in casa e per sostenere sia l’agricoltura che il settore turistico.

Quindi è permesso a imprese e coltivatori individuali di coltivare piante in aziende e giardini, mentre le cliniche del paese potranno usare prodotti della cannabis con meno del 0,2% di THC per trattare varie malattie ed i ristoranti potranno fare piatti ed infusi di cannabis senza rischiare le pesanti sentenze di carcere.

Il ministero della sanità pensa di distribuire gratuitamente un milione di piante alle famiglie, ma a fare la parte del leone saranno sicuramente i grandi gruppi dell’agroindustria come Charoen Pokphand Foods Pcl, il produttore di caucciù Sri Trang Agro-Industry Pcl e il produttore di gamberetti Thai Union Pcl, disposti ad investire nel settore, oltre a chi già produce soluzioni di cannabinoidi come Eastern Spectrum Group.

Resta ancora vietato l’uso ricreativo e si può essere arrestati se si fuma lo spinello per strada rischiando una multa da 700 e passa euro, ma a Kao San Road a Bangkok c’erano bancarelle dove si poteva acquistare erba al modico prezzo di 20 euro al grammo.

Nel frattempo sul sito della FDA thailandese sono quasi 600mila persone che si sono registrate per poter coltivare cannabis e la cannabis light, ricevendo oltre 32 milioni di visite.

Si può pensare tranquillamente alla prospettiva di Bangkok come la nuova Amsterdam dell’Oriente oppure al ritorno della Thailandia degli anni 70 e 80 resa famosa dal leggendario Thai Stick?

Nel frattempo va detto che tutto il sud est asiatico è ormai inondato dalle più pericolose metanfetamine prodotte in Birmania, la cui produzione è cresciuta tantissimo dopo il golpe di stato dei militari birmani. Ogni giorno si trovano sui giornali della regione notizie di grossi quantitativi sequestrati di metanfetamine, o yaba o shabu shabu.

Con questa decriminalizzazione della Mariujana in Thailandia il paese mira a diventare il centro della produzione ed essere leader del mercato dei prodotti medici a base di THC al 0,2% che potrebbe offrire anche ad una platea vasta di turisti e rafforzare anche la propria industria turistica.

“Dovremmo sapere come usare la cannabis” ha detto il ministro della sanità Anutin Charnvirakul. “Se siamo coscienti la cannabis sarà come l’oro, qualcosa di valore che deve essere promosso”. Ma lo stesso ministro ha aggiunto che si potrà usare ancora la legge per impedire alle persone di farsi gli spinelli.

Il governo preferisce costruire la coscienza piuttosto che andare alla ricerca di chi viola la legge per punirla, è una questione di essere nella “via di mezzo”.

mariujana in Thailandia e sequestri di metanfetamine

Se sul piano economico sono ben chiari i benefici per il paese, resta da vedere chi davvero ci guadagnerà, visto che il processo autorizzativo delle coltivazioni è alquanto più facile per i grandi gruppi.

“Abbiamo assistito quanto accaduto all’industria dell’alcol in Thailandia. Ai soli produttori in grande stile è permesso monopolizzare il mercato.” dice ad AP Taopiphop Limjittrakorn di Move Forward Party di opposizione. “Siamo preoccupati che accadrà una cosa simile per l’industria della cannabis se le regole favoriscono le grandi imprese”.

“Secondo noi un risultato molto positivo dei cambiamenti legali è che saranno liberati dal carcere circa 4000 persone per reati connessi alla Cannabis, altri vedranno il decadimento delle accuse e la restituzione di soldi e cannabis sequestrata ai proprietari” ha detto Gloria Lai di International Drug Policy Consortium che “promuove il dibattito aperto sull’efficacia, la direzione e il contenuto delle politiche della droga a livello nazionale e internazionale e sostiene politiche basate sulle prove efficaci a ridurre il pericolo legato alle droghe”.

Traduciamo di seguito un articolo di Pravit Rojanaphruk sulle criticità della decriminalizzazione della marijuana in Thailandia, il primo paese in Asia, anche se non lo condividiamo in toto.

Non sballiamoci prematuramente, criticità della decriminalizzazione della mariujana in Thailandia

La decriminalizzazione della marijuana in Thailandia a partire da giovedì, primo paese in Asia, pone sia opportunità che criticità alla società thai.

L’impatto positivo lo vediamo tutti: le entrate generate dalla coltivazione, vendita ed esportazione di marijuana e di suoi prodotti per scopi medici e gastronomici. Senza dubbio le grandi imprese sono ben preparate a sfruttare questa realtà ed è una sfida assicurare che non saranno solo i miliardari a trarne beneficio ma che anche i normali contadini e chi la coltiva in casa abbiano il loro dividendo.

Va anche bene vedere oltre 3000 detenuti rilasciati per i loro inutili reato di possesso o vendita di cannabis con la conseguenza di decongestionare un po’ le sovraffollate prigioni thai. Inoltre molti malati potranno avere accesso ad antidolorifici alternativi.

L’altra grande criticità è come assicurare che questa decriminalizzazione della coltivazione e vendita della marijuana per scopi medici non porti al diffuso abuso di sostanze e all’assuefazione, specie tra i giovani. Solo degli ingenui o fuori di testa credono che quando il governo dice solo per scopi medici sarà così.

Ho visto la mancanza di ogni regolamentazione e la chiara presa in giro della frase di cannabis per scopo medico proprio su Khao San Road sabato notte, dove molti thai e turisti facevano la fila per comprare cannabis in un’atmosfera da liberi tutti. E nessuno pareva malato.

Certo, non è proprio una cosa libera a 20 euro il grammo, il doppio dell’erba ad Amsterdam. Il primo cliente del giorno era un britannico che insieme ad un altro centinaio di persone comprava ciò che solo qualche giorno prima era vietato. Per lui Bangkok sta diventando la nuova Amsterdam.

“Tutti vengono a sto cazzo di posto perché questa sarà la prossima pazzia” dice quel turista dopo aver comprato il suo grammo.

Il prezzo dei fiori della marijuana legale venduta su Khao San Road potrebbe essere il doppio di quella di Amsterdam ma è chiaro da vedere e sentire l’enorme potenziale per un nuovo turismo ricreativo di fatto. Il prezzo scenderà con il crescere delle persone che la coltivano, ma la criticità è come regolare in modo appropriato per mitigare le ripercussioni non volute.

Poiché saranno oltre 6 milioni le piante di marijuana da coltivare, stando al ministro Anutin Charnveerakul che è colui che ha spinto di più per questa politica, non ci sono troppi dubbi degli effetti di ricaduta dell’uso della marijuana a scopi ricreativi.

Il ministro dell’agricoltura ha anche annunciato di voler dare un milione di campioni di marijuana mentre oltre 580mila persone si sono registrate per poter crescere la cannabis e trenta milioni hanno avuto accesso alla app del governo.

Non sono il solo ad aver paura visto che venerdì il preside della facoltà di medicina della Chulalongkorn University ha espresso i dubbi che qualcuno, fingendo di avere un mal di testa o dei dolori gravi, vorrà avere una barretta di thai Stick per sballarsi.

mariujana in Thailandia Anutin
ministro Anutin che distribuisce piante piccole di mariujana

Anutin stesso ha anche ammesso che qualcuno starà sballato tutto il giorno e “continuerà a ridere” invitando alla vigilanza il personale sanitario. C’è anche chi accusa il governo di provare a drogare la propria gente per poter governare il paese a loro piacimento.

Certo, direi che non c’è nulla di male a che la gente si faccia uno spinello ogni tanto anche se questa è l’area grigia della legge. La criticità è come prevenire che non diventi così diffusa ed eccessiva al punto che una percentuale significativa della popolazione thai ed i suoi giovani non diventino dipendenti dalla cannabis. Se non gestita a dovere molti thai si sposteranno ad un altro universo sballato alternativo.

Vediamo l’abuso di alcol, di sigarette ed ora benvenuti nel mondo dello spinello.

Sono fondamentali la moderazione ed il consumo responsabile e nei prossimi mesi diranno qualcosa sulla capacità del paese a gestire la cannabis responsabilmente.

In precedenza l’associazione reale dei pediatri scriveva una lettera secondo cui l’uso ricreativo della marijuana, come anche di alimenti a base di foglie di cannabis, tra chi ha meno di 20 anni avrà un impatto duraturo sullo sviluppo cerebrale, facendo capire di non credere che la gente la userà solo a scopo medico. Altri 21 esperti hanno espresso i dubbi sul vuoto legislativo di fatto.

Se non si è preoccupati sugli effetti sanitari sui giovanissimi o se i giovani o gli adulti della casa vicina stanno sballati tutto il giorno, si deve però guardare alle possibili ripercussioni sugli incidenti stradali. Agli autisti ubriachi, sonnolenti o irresponsabili già ora mortali si dovranno aggiungere quegli autisti sballati.

Si tratta solo di un uso e gestione responsabili e vedremo nelle settimane a venire come si comporta la società thai. Non voglio essere pessimista e sostengo in generale la decriminalizzazione della marijuana, ma non sono né sballato né vedo le cose rosee. Abbiamo bisogno di un piano per i possibili effetti avversi di questo nuovo mondo coraggioso.

Taggato su: