La finta tranquillità tradisce le profonde divisioni del paese

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La finta tranquillità della Thaindia tradisce le profonde divisione politiche che si agitano sotto la sua superficie.

Sembra essere ritornata la normalità in Thailandia dopo le ultime proteste sanguinose che paralizzarono Bangkok due anni fa, portando alla presa del potere da parte dell’esercito che rovesciò il governo di Yingluck Shinawatra.

A San Kampahaeng, che si trova a circa 20 chilometri dall’aeroporto internazionale di Chiang Mai, un negozio di ricordini è pieno di prodotti locali posti sotto la sigla OTOP, programma del governo per sostenere l’artigianato locale.

San Kamphaeng è meno conosciuta per i prodotti in seta o in legno, e più per essere il luogo natio di Thaksin Shinawatra, fratello di Yingluck, se fu primo ministro tra il 2001 ed 2006. Fu Thaksin ad introdurre un programma di assistenza sanitaria secondo cui per i poveri la visita di un dottore era al costo di 30 baht, meno di un euro. Il suo governo creò il programma OTOP e promosse gli accordi di libero commercio con altri paesi. Ma le sue politiche furono oggetto di controversie con accuse di corruzione che fecero sorgere una forte opposizione politica che portò al golpe militare del 2006.

Condannato per corruzione mentre era primo ministro, Thaksin vive ora in esilio restando però popolare e alla fine fu la sorella Yingluck a succedergli nel 2011. Anche lei fu cacciata dai militari che sono ancor al potere. La giunta ha soppresso il partito di Thaksin Puea Thai che ha un sostegno forte tra i seguaci di Thaksin. Ne ha sofferto anche San Kamphaeng.

Un tempo l’edificio di due piani in una parte carina della città era la sezione locale del Puea Thai. Ora è vuoto se non per un piccolo camioncino parcheggiato nel recinto. Il cancello di ferro arrugginito ha il catenaccio e dal golpe non ci sono visitatori.

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“Mi piace ancora Thaksin e odio la giunta antidemocratica” dice un negoziante del centro del paese. Thaksin “ha migliorato la qualità della nostra vita” dice l’uomo che definisce ingiusta la critica dell’ex primo ministro fatta dai militari. Per lui sarebbe megio che non tornasse in Thailandia, dove sarebbe sicuramente arrestato. “Durante la detenzione potrebbe essere ammazzato”.

Ci sono i segni della repressione della libertà di parola a San Kamphaeng. La gente parla solo se non dà il proprio nome. Quando gli si chiede quale partito vincerebbe se si tenessero le elezioni ora, tutti indicano il Puea Thai.

“La nostra vita non è migliorata ma anzi siamo più poveri sotto il governo militare.” lamenta una donna di mezza età.

La gente delle province soffre dal crollo dei prezzi dei raccolti e dalla siccità. E mentre non si possono addebitare alla giunta tutti i problemi che affliggono il paese, la stagnazione economica alimenta innegabilmente lo scontento.

Una donna anziana ricorda quando Thaksin e la sorella facevano campagna elettorale nel loro paese. “Circondati da sostenitori passeggiavano tra i mercati, mangiavano spaghettini nei ristoranti qui” dice la donna. La gente fu felice nel vedere Yingluck salire al governo.

Thaksin è forse il più famoso politico della storia della Thailandia, ma nessun luogo pubblico ne porta il nome, persin qui a San Kamphaeng. Nessuno osa mostrare la sua foto. Un negozio di seta al centro città è uno di quei pochi luoghi dove Thaksin ha lasciato un segno visibile. E’ il negoio di un parente e c’è una grande foto sua all’entrata. Pochi sostenitori fanno visita.

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Al tempio di famiglia ci sono varie pagode bianche dedicate ai genitori e nonni di Thaksin e Yingluck, ai cui piedi vi sono i fiori avvizziti sotto il sole cocente.

Il 7 agosto la Thailandia terrà un referendum sulla bozza di una costituzione che include articoli a cui si oppongono i militanti democratici come l’introduzione di un senato di nominati al luogo di una camera di metà eletti. La giunta fa pressione sui politici mirando a sedare le critiche alla costituzione e al governo militare.

Secondo un intellettuale di Bangkok “Thaksin ha illuminato le masse sulla democrazia e politicamente ha consolidato decine di milioni di persone nelle regioni del nord e nordest della Thailandia”. La conseguenza è che il Puea Thai ha conquistato un enorme sostegno elettorale. Dal golpe comunque una elite privilegiata, tra i quali militari e burocrati, continua a detenere il potere assoluto.

La giunta vanta che è stato restaurato l’ordine pubblico sotto il suo governo, ma San Kamphaeng mostra che la finta tranquillità del paese non viene dalla riconciliazione ma dalla repressione. I thailandesi restano profondamente divisi su come dovrebbe essere il loro paese.

La scuola elementare che Thaksin frequentò a San Kamphaeng, è ancora aperta. I bambini del primo anno parlano durante l’intervallo nel cortile della scuola. Possono comprare dei dolci dagli ambulanti che si affacciano al muretto che separa la scuola dalla strada. Per loro la vita va bene.

Come sarà cambiata la politica e la società thailandese quando saranno grandi? La giunta stende un piano strategico del paese per i prossimi 20 anni che i prossimi governi dovranno implementare.

Allora chissà questi bambini avranno maggiori aspirazioni di libertà.

HIROSHI KOTANI, Asia Nikkei