La vera natura del buddismo in Thailandia

Per tutto il mese scorso la società thailandese si è trovata d’accordo sul fatto che è giustissimo respingere in mare i profughi Rohingya e del Bangladesh e lasciare che sia il loro destino ad aver cura di loro.

La vera natura del buddismo in Thailandia

Lunedì le candele accese e le preghiere solenni riempivano i templi in tutto il paese mentre i devoti promettevano di seguire i precetti del Buddha per celebrare il giorno del Visakha Bucha. Il mondo è rimasto perplesso. Come può un paese che si vanta di essere il centro del Buddismo essere così crudele?

Ogni volta che la Thailandia appare sui titoli di testa dei giornali nel mondo, a causa della prostituzione infantile o forzata, che sia per la schiavitù o per la violenza politica, il mondo si domanda: come può commettere tali crimini un paese buddista?

La mia prima reazione è di bollare come semplicista la domanda. Non è fin troppo facile collegare la fede professata alle loro azioni? D’altra parte tutte le religioni, non solo il buddismo, insegnano la compassione e l’amore. Basti guardare poi a come la gente si uccide l’un l’altro in nome della religione.

E’ anche una grande incomprensione pensare che le persone religiose non possano commettere violenza. La verità è che più retta la gente è più è probabile che scelgano la violenza come un modo di eliminare quello che considerano come peccaminoso. Più grande il fervore religioso, maggiore la violenza. E gli esempi sono tanti, qui come all’estero.

E’ interessante notare in quanti modi i buddisti thai reagiscono a questa domanda. Vediamo alcune reazioni.

Perché chiamarci inumani? Noi già ospitiamo oltre 100 mila persone dislocate che fuggono le guerre dalla Birmania. Ora è il momento che voi mostriate la vostra umanità prendendo questi profughi; la Thailandia ha risorse limitate.

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Noi siamo gentili; è per questo che diamo loro degli alimenti e dell’acqua per aiutarli ad andare dove vogliono realmente poiché la Thailandia non è la loro destinazione. Non è sufficiente?

Siamo gentili ma non possiamo addossarci i problemi sociali di lungo respiro che gli emigrati portano con sé.

La questione non è la gentilezza o una sua mancanza. L’influsso non è una conseguenza del nostro agire quando una eredità della politica coloniale dell’occidente del dividere e governare. L’occidente se ne deve fare carico di questa responsabilità.

Perché si deve aiutare la gente che si può permettere di pagare i trafficanti di persone per andare a fare soldi all’estero?

Siamo gentili, ma i musulmani sono aggressivi ed hanno troppi bambini. Sono una minacci alla sicurezza nazionale ed aggraveranno i problemi nel nostro profondo meridione.

Abbiamo compassione ma non possiamo aiutare chiunque soffri in questo mondo. Quando non possiamo aiutare dobbiamo praticare il buddismo usando il principio dell’equanimità.

Di queste risposte che sono puri sforzi di legittimare la propria crudeltà, ritengo che l’ultima sia la più esasperante.

La paura alimentata dal pregiudizio spesso conduce la gente a fare scelte crudeli. La vita è piena di difficoltà, lo sappiamo tutti. Potremmo essere in disaccordo sulla scelta ma possiamo capirla. Ma dire che la vostra disumanità è sostenuta dal Buddha così che vi possiate sentire bene con voi stessi è, per me, un qualcosa che va dalla ipocrisia e alla crudeltà. E’ un chiaro abuso dell’insegnamento buddista.

Sulla domanda del perché un paese buddista è pieno di vizi proibiti dal buddismo posso offrire una spiegazione? E’ perché non siamo veramente buddsiti. Il nostro credo dominante è il nazionalismo, non il buddismo. Per essere esatti un nazionalismo razzista, dal momento che la nostra Thailandesità si basa sul mito della razza pura thai. Ecco perché per molti di noi è facile chiudere un occhiosulla sofferenza delle altre etnie e razze, che siano emigranti, profughi o Malay musulmani del profondo meridione.

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Un altro credo che noi esaltiamo è il patriarcato e il sessismo. Ed è la ragione della prosperità dell’industria del sesso, della poligamia sostenuta anche culturalmente, della violenza diffusa contro le donne e del pregiudizio di genere mai messo in discussione.

Il buddismo theravada thailandese nel frattempo opera totalmente sotto il nazionalismo e il patriarcato thai. Ecco perché il clero è fortemente contrario alla ordinazione delle donne e resta silenzioso durante la crisi del Mare delle Andamane.

Potrebbe sembrare che il buddismo sia la fede dominante, ma la diffusa corruzione dei templi ha eroso fortemente la fede della gente. Il monacato si è ridotto a scala sociale per i maschi delle province. I monaci operano come pastalettere che inviano meriti ai nostri parenti morti. Rinchiusu nel lusso e privilegio, il clero feudale ha perso il contatto con il mondo moderno ed è troppo debole per rappresentare una guida morale.

Non c’è bisogno di guardare al canone buddista per sapere se siamo sinceri nella nostra fede. Guardiamo a come trattiamo chi è più debole di noi perché quello è il vero riflesso del nostro cuore.

Sanitsuda Ekachai, Bangkok Post.