Bombe a Songkla, Thailandia, per dire: insorgenza non è morta

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Presunti militanti dell’insorgenza hanno lanciato attacchi multipli nelle regioni più meridionali del regno, e nella provincia limitrofa di Songkla, dove la popolazione è in maggioranza musulmana dando un segnale di una possibile crescita nella violenza prima delle elezioni di febbraio prossimo.

Gli attacchi dell’insorgenza guidata dal BRN erano diminuiti di molto sotto quattro anni di governo militare. La recente ondata di violenza dà un messaggio al prossimo governo che il movimento separatista nelle regioni di frontiera mantiene le sue capacità di alimentare l’instabilità.

Il 27 dicembre furono fatte scoppiare in simultanea varie bombe in un’area lungo il mare a Songkla, dove una delle bombe ha danneggiato la Sirenetta d’oro posta vicino al famoso Samila Beach Hotel ed ai ristoranti lungo la spiaggia.

bangkokpost

Il meridione della Thailandia è famoso nel mondo per le sue spiagge tropicali capaci di attirare tanti turisti occidentali, sebbene Songkla e Samila Beach ne attraggano molto meno se li si paragona alle province del meridione superiore di Phuket e Krabi.

Nella stessa notte di questi attacchi, due bombe hanno danneggiato due pilastri della linea elettrica ad alto voltaggio a Khuan Niang al confine con la provincia di Phattalung un po’ a nord di Songkla.

Altre quattro bombe sono state scoperte e disinnescate sui pilastri dell’energia elettrica a Bang Klam al confine con Hat Yai, la maggiore città del meridione.

Numerosi incidenti si sono avuti attraverso Narathiwat, una delle province più colpite dalla insorgenza dal 2004, dove sono stati danneggiati piloni dell’energia e sono state ferite numerose persone compreso tre rangers in una bomba posta lungo il ciglio della strada.

Nel giorno di Natale, uomini armati hanno attaccato un veicolo della polizia nel distretto di Bacho con un soldato morto ed altri cinque feriti.

In uno degli incidenti a Narathiwat gli insorgenti hanno attaccato un ospedaletto a Rangae per lanciare un attacco alla base dei volontari civili della difesa senza però fare feriti. A maggio 2016 i militanti presero il controllo di un ospedale di distretto nella vicina Choi Ai Rong per attaccare una posizione dell’esercito.

Una fonte dell’esercito ha affermato che lo stesso gruppo di Choi Ai Rong era dietro gli attacchi della scorsa settimana a Narathiwat.

Un individuo sospettato di aver preso parte all’attacco a Choi AI Rong del 2016 era Arsu Whongoi che fu condannato per un attacco a marzo 2017 ad un posto di polizia a Rangae.

Il 6 dicembre Arsu Whongoi è morto di tubercolosi nell’Ospedale di Narathwat dopo aver contratto la malattia in carcere.

La famiglia ha detto che un’infermiera spiegò loro di non sapere perché la maschera di respirazione fosse caduta dalla sua faccia portandolo così alla morte.

L’insorgenza di solito lancia attacchi di vendetta per i presunti abusi contro i propri militanti.

Le bombe alla città di Songkla hanno segnato la prima volta che l’insorgenza ha preso di mira la città di mare dall’aprile 2005, un periodo di minore abilità nelle tecniche militari e molto più indiscriminati negli attacchi che spesso ferivano o uccidevano civili.

Allora gli insorgenti posero una bomba dentro una motocicletta fuori del Green Plaza Hotel a Songkla. Fu un incidente che non fece né morti né feriti, e l’insorgenza lanciò altri attacchi con bombe quasi in simultanea all’aeroporto di Hat Yai e ad un supermarket che fece un morto e decine di feriti gravi.

Hat Yai che si trova a meno di 30 chilometri è stata presa di mira con bombe varie volte. Nella bomba più grave del 2012 fu colpito il Lee Gardens Plaza Hotel e Shopping Center dove morirono 13 civili e 300 restarono feriti.

Hat Yai non è stata attaccata nel corso del governo militare di Prayuth ed infatti il movimento ribelle ha ridotto di molto gli attacchi durante i quattro anni e mezzo di governo duro.

Il giorno dopo le bombe a Songkla, il vice primo ministro Prawit Wongsuwan ha detto che, sebbene i colpevoli fossero gli insorgenti, il motivo della violenza potrebbe aver coinvolto la politica locale.

Prawit è stato a Songkla nello stesso giorno degli incidenti per distribuire titoli di proprietà della terra in cinque province, comprese le tre dell’insorgenza lungo la frontiera, Pattani, Yala e Narathiwat.

In seguito dopo gli attacchi a Narathiwat Pornsak Surasak, comandante della IV regione militare, ha detto che potrebbe esserci stata una terza mano dietro gli attacchi recenti senza però specificare meglio nulla.

Non sarebbe del tutto non comune che gli insorgenti legati al BRN siano presi in prestito da altri gruppi o individui, thai etnici compresi che non ne condividono le ambizioni separatiste ma che possano essere interessati a creare caos.

Questo forse era il caso per l’ondata di incidenti più significativi degli ultimi anni, le bombe di fine settimana di agosto 2016 del Giorno della Madre in sette province del meridione superiore che fecero quattro morti ferendone molte altri compreso stranieri.

Una collaborazione potenziale tra insorgenza e politici come anche altri interessi forti potrebbe sorgere nel contesto di una politica democratica rivitalizzata prima delle elezioni di febbraio 2019.

Diversamente dal meridione superiore dove il Partito Democratico continuerà probabilmente a dominare le prossime elezioni, il Profondo Meridione sarà fortemente conteso tra i partiti legati ai militari ed i partiti democratici.

Secondo varie fonti che hanno parlato ad Asia Times, il BRN ha agito secondo la propria visione negli ultimi incidenti per mostrare che ha ancora la capacità di destabilizzare la regione attraverso ondate di incidenti strani.

Le bombe di Songkla possono essere servite come un attacco al potere reale del paese. In questa città è nato il presidente del Consiglio della Corona Prem Tinsulanonda, molto riverito a Songkla che fa parte della base elettorale del Partito Democratico.

I separatisti hanno del risentimento verso Prem ed il Partito Democratico perché formano una fazione del vecchio potere del paese durante il regno prestigioso di Re Bhumibol scomparso ad ottobre 2016.

Il vecchio potere che include militari e burocrazia è stato recalcitrante a dare alla regione di minoranza etnico religiosa una qualunque forma di governo autonomo.

Varie personalità che conoscono il modo di pensare del BRN dicono da sempre che il movimento separatista del BRN sia riluttante a trattare con la giunta di Prayuth preferendo negoziare con un governo eletto.

“Non vogliono negoziare con i militari” ha detto una fonte anonima.

La giunta ha tirato per le lunghe il processo di pace che porta insieme una coalizione di gruppi separatisti e rappresentanti dello stato thailandese. Di recente Thailandia e Malesia hanno cambiato la propria guida del dialogo per dare più forza ad un processo moribondo.

Dopo il suo ritorno al potere in Malesia con le elezioni del 2018, Mahathir Mohammed ha nominato Abdul Rahim Noor come facilitatore del dialogo tra una coalizione di un gruppo di separatisti e lo stato thailandese.

Varie fonti hanno anticipato l’idea che Mahathir avrà una mano più dura rispetto ai separatisti che usano la Malesia come un rifugio rispetto al suo predecessore Najib Razak.

Più di recente la sicurezza malese ha fatto pressione sul capo presunto del BRN Abdullah Wan Muhammad Nor ed altri capi del BRN che presumibilmente esercitato una qualche autorità sui militanti combattenti.

Si sa che i Thailandesi facciano pressioni sulla controparte malese per portare il BRN al tavolo del negoziato. Udomchai Thammasarorat, nuovo capo delegazione per la Thailandia e già comandante della IV regione militare, mira ad avere un accordo di pace funzionante entro sei mesi secondo una fonte vicina al pensiero dei militari.

La storia mostra che questo genere di pressioni si possono ritorcere contro. Si dice che le bombe del 2012 a Hat Yai furono fatte scoppiare in risposta alle pressioni ricevute dal BRN dalla Malesia e dall’ex premier Thailandese Thaksin Shinawatra che sebbene fosse in esilio appoggiò i tentativi di sua sorella Yingluck Shinawatra allora al governo della Thailandia.

Nel chiaro sforzo di aprire la strada all’iniziativa di pace del governo Yingluck Thaksin offrì le proprie scuse ai capi dei separatisti in Malesia per l’approccio duro del suo governo agli inizi dell’attuale fase di un’insorgenza che dura da decenni.

Nonostante i massacri di Tak Bai e Kru Se che ebbero luogo sotto il governo di Thaksin nel 2004, l’amministrazione di Yingluck riuscì ad avere sostegno relativo dal movimento etnico-nazionalista per la sua volontà di affrontare le lamentele storiche dei musulmani malay e del movimento ribelle.

Le sue iniziative di pace con un processo di pace che introdusse la Malesia come facilitatore formale nel 2013 furono costrette da un potere vecchio e più potente politicamente compreso i militari allora guidati da Prayuth.

Anche se le prossime elezioni dovessero eleggere un nuovo governo relativamente aperto al dialogo e a qualche forma di governo regionale democratico, non è chiaro chi avrà potere sufficiente per vincere la resistenza ancora forte dei militari e della burocrazia a una tale azione.

Jason Johnson, Asiatimes

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