Le rimesse degli emigrati filippini OFW e la crisi pandemica del coronavirus

Una flotta di 17 navi da crociera che arrivassero nella Baia di Manila rallegrerebbero il cuore di ogni rappresentante filippino, ma non è il caso quando esse sono piene di migliaia di filippini che hanno perso il loro posto di lavoro all’estero a causa della pandemia.

Le rimesse degli emigrati filippini OFW e la crisi pandemica del coronavirus

Da decenni le Filippine si affidano ai propri lavoratori all’estero, conosciuti con la sigla OFW, per tirare la crescita economica ed attutire le crisi finanziarie grazie alle loro rimesse.

Lo scorso anno circa dieci milioni di OFW inviarono 30 miliardi di US$ a casa, equivalente al 8% del PIL del paese.

Ma quella cifra potrebbe finire per perdere circa 6 miliardi per le conseguenze della pandemia, stando alle stime del Ateneo Centre for Economic Research and development di Manila, che sarebbe, nel caso in cui si verificasse, “la caduta peggiore di flusso di rimesse nella storia della migrazione filippina”

Una famiglia filippina su dieci ha un proprio familiare che è un OFW e le rimesse sono l’ancora di salvezza economica maggiore, secondo l’istituto di ricerca.

Tuttavia mentre la pandemia chiude imprese ed industrie in tutto il mondo, cacciando dal mondo del lavoro e spedendo a casa migliaia di OFW, ad essere minacciata è proprio quell’ancora di salvezza.

Il capo del dipartimento del welfare degli OFW Hans Caddac dice che potrebbero tornare via mare o via terra questo ed il mese prossimo fino a 45 mila lavoratori oltre ai 26700 che sono già tornati.

Le navi da crociera nella Baia di Manila hanno a bordo circa 5000 OFW, secondo la ABS-CBN, i quali non potranno tornare immediatamente nelle loro province di residenza.

Tutti dovranno essere controllati per sapere se sono positivi al virus e posti in quarantena per due settimane sia sulla nave che in hotel. Nel frattempo sono comparse notizie di emigrati di rientro che hanno affrontato l’ostilità dei loro paesi dove sono stati alloggiati.

Articolo collegato  Venti cattivi che spirano su Singapore devono preoccupare tutti

La Guardia Costiera filippina che ha in carico la procedura per i lavoratori che tornano ha detto di averne controllati 14418 di loro tra il 2 ed il 10 maggio. Gli aeroporti di Manila erano stati chiusi agli aerei in arrivo per impedire il sovraccarico delle strutture di controllo del paese a causa dell’ondata crescente degli arrivi.

Da anni i lavoratori emigrati filippini sono esaltati come eroi perché lavorano all’estero e sopportano la separazione dalle loro famiglie. Ma chi ritorna ora incontra la durezza economica dopo il rilascio dalla quarantena, e non possono tornare a casa nella serrata del coronavirus di Metro Manila estesa fino alla fine di maggio.

Secondo Daisy Mandap del giornale The Sun di Hong Kong il governo filippino non sta facendo molto per i propri lavoratori emigrati. Mentre l’amministrazione del presidente Duterte aveva promesso di aiutare chi aveva bisogno con alimenti e denaro contante, questo aiuto non era stato esteso alle famiglie dei OFW.

“Il governo ha escluso i OFW e le loro famiglie dall’assistenza finanziaria, quando la ragione per cui decisero di emigrare era che non avevano lavoro e soldi per nutrire le famiglie a casa” dice Daisy Mandap. “Abbiamo molti emigranti in difficoltà perché non sono stati pagati quando sono finiti in varie restrizioni imposte dal governo filippino su chi va all’estero come Hong Kong”.

Le rimesse degli emigrati filippini OFW e la crisi pandemica del coronavirus

Anche gli emigrati che non hanno perso il lavoro si trova davanti a tanti problemi e Ateneo Centre stima che da 300 mila a 400 mila sono stati colpiti da licenziamenti e tagli di paga.

Una parte dei 900 mila filippini in Arabia Saudita hanno visto un taglio dei salari del 40% secondo Rodolfo Estimo, già editore di ArabNews.

Articolo collegato  La politica al tempo della pandemia nel Sudestasiatico

Eppure il governo filippino avrebbe fatto poco per loro ed alcuni avrebbero addirittura rimproverato gli OFW perché vogliono assistenza in alimenti e contante dall’ufficio del lavoro dei Lavoratori Oltremare filippino in Arabia Saudita.

Quasi 170 mila OFW hanno chiesto per una somma di assistenza di 187US$ offerta dal governo, secondo Cacdac, ma sono state approvate solo 52 mila di queste richieste delle quali solo 40572 sono state già date.

Questa somma “è solo per chi ha perso il lavoro o si è ammalato, o entrambi i casi” dice Daisy Mandap. “E persino quella somma non è che può durare chissà quanto dal momento che nessuno sa quando potranno lavorare di nuovo”

Nelle crisi precedenti, come durante la Guerra del Golfo, si è avuto il rimpatrio degli OFW ma erano dei ritorni temporanei.

Anche durante la crisi finanziaria del 2008, molti emigranti riuscirono a mantenere il lavoro o a trovarne di nuovi nei paesi adottivi accettando lavori meno qualificati, “un ingegnere licenziato ha continuato a lavorare come elettricista, per esempio” secondo Ateneo Centre, che ha comportato un aumento delle rimesse ai 19 miliardi di US$ del 2009 dai 18 dell’anno prima.

Comunque un ritorno alla normalità dopo il coronavirus non è atteso a breve particolarmente nel settore fortemente colpito dell’industria dei viaggi di crociera.

Nicky Franco della Abacus Securities stima che ci potrebbero volere “anche più di 18 mesi” per un ristabilirsi della situazione per questi tipi di lavori, sebbene non veda mal messa l’economia filippina.

“Le rimesse ora rappresentano il 7.8% del PIL e persino in un calo improbabile delle rimesse del 50% sarebbe solo il 3.9 % del PIL”

ALAN ROBLES, SCMP