La legge marziale in Thailandia, oppure un golpe silenzioso?

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Tre di notte a Bangkok, i militari per bocca del generale Prayuth Chanocha dichiarano la legge marziale per tutto il paese, senza la controfirma di un ministro né la firma del Re, come fa giustamente notare il gruppo di Nitirat: un atto unilaterale delle forze armate di fronte ad un possibile bagno di sangue. Loro dicono proprio di voler evitare il bagno di sangue.

Con la legge marziale è stato creato il PKCC, il centro di comando per mantener la pace, il nuovo centro di comando presieduto da Prayuth; è dissolto il vecchio CAPO il centro di comando secondo la legge di sicurezza interna presieduto dal Puea Thai i cui compiti saranno assorbiti dal PKCC; Tutte le stazioni radio e TV devono annunciare quanto detto dal PKCC e non devono spargere notizie che fanno circolare “notizie controverse”; sono sospese le TV e Radio delle due parti politiche insieme a dieci stazioni TV via satellite; i capi delle agenzie governative riportano ai militari; ripresa del palazzo del governo dalle mani de PDRC.

Ai manifestanti del PDRC e del UDD è stato detto di rimanere confinati nei rispettivi siti, ma ovviamente ai militari non piace questa situazione e chiedono a viva voce a tutti di farsi da parte, di cooperare e di non dare notizie false.

Il Kaosod English fa anche un resoconto della conferenza stampa di Prayuth che la dice lunga sui toni del discorso politico.

“In un intervento alla stampa sulla logica della legge marziale, il comandante in capo dell’esercito reale thailandese ha avuto un piglio aggressivo con i giornalisti che gli chiedevano del futuro del paese.

‘Non avete sentito quello che ho appena detto?’ ha detto ad un giornalista che gli chiedeva quanto tempo ci si doveva aspettare che durasse la legge marziale. ‘quando la pace e l’ordine torneranno nel paese, quando ci sarà stabilità, cancelleremo le leggi marziali’ ha risposto il comandante.

Quando un altro giornalista chiedeva se la legge marziale significasse che ora i militari possono esercitare l’autorità senza approvazione del governo, il generale Prayuth ha detto:’Dov’è il governo? Dove sono ora?’. Poi ha continuato: ‘mettiamola in questo modo, lascerò lavorare i rappresentanti. Non interferirò col governo. L’esercito e i burocrati continueranno a lavorare. Non abbiate timori. Le cose sono ancora normali in questo paese. Proveremo a non violare troppo i diritti umani. Proveremo a non crear disturbo alla gente.’….

In precedenza il generale si è incontrato con gli ufficiali di stato e capi delle agenzie governative presso l’Army Club che il PKCC ha adottato come quartier generale temporaneo per discutere le soluzioni alla crisi politica.

Il generale ha insistito che la legge marziale sia indispensabile per prevenire un possibile bagno di sangue tra manifestanti contro e a favore del governo che fanno manifestazioni nella capitale.

Sabato scorso il PDRC annunciava d voler lanciare “l’ultima lotta” per rovesciare il governo facente funzione di Niwatthamrong Boonsongphaisarn e rimpiazzarlo con un consiglio del popolo non eletto guidato da un PM non partigiano.

Le magliette rosse che organizzavano le proprie manifestazioni sulla Aksa Avenue si oppongono fortemente al piano ed hanno promesso di ingrandire le loro proteste nel caso fosse nominato un primo ministro non eletto. Per disinnescare la situazione il generale ha detto che le forze armate possono chiamare tutte le parti per un dialogo mirato a risolvere le loro dispute.

‘Verranno qui comunque ogni volta che lo dirò’ ha detto il generale che aggiunge: ‘Chiamerò tutte le parti. Parlerò a tutte le parti. Non chiedetemi quali sono le parti. Chiamerò tutti. Questa è la ragione perché abbiamo bisogno della legge marziale. Va bene? Altrimenti chi ci ascolterebbe?’
Il governo facente funzione deve ancora rispondere pubblicamente alla dichiarazione dei militari della legge marziale.”

A questo il giornale aggiunge la trascrizione di alcuni interventi in cui si rivela il tono forte ed aspro fin qui sempre rilasciato.

“Un reporter chiede se i militari faranno da mediatori ed inviteranno entrambe le parti ad un dialogo. Prayuth: ‘Questa cosa è ancora in via di discussione. E’ qualcosa che dobbiamo fare, va bene? Oggi ho invitato i burocrati. Nel futuro inviteremo gli avversari in questo conflitto. Lo faremo in un’atmosfera di pace. Se non c’è pace se ci sono sempre tentativi di incitare alla violenza o al caos, allora non ci sarà modo di comprendersi. Perciò devono tutti fermarsi per prima cosa, o non ci sarà comprensione’.

Giornalista. Vuole dire che chiamerete Kamnan (Suthep) e …
Prayuth: Chiamerò tutte le parti. Tutte le parti. Parleremo a tutte le parti. Non chiedetemi quali parti. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno del potere sotto la legge marziale, va bene? Altrimenti chi ci starebbe a sentire?

Giornalista: E del governo, del senato …
Prayuth: Bene, bene. Passo per passo. E’ il mio compito. Non chiedetemi tutto. Se mi chiedete tutto non sarà fatto nulla. Non si può rispondere del futuro. Ci sono cose a cui nessuno può dare una risposta. Aspettate e vedrete quello che accade. Ma posso assicurarvi che non permetteremo un bagno di sangue in Thailandia.

Giornalista: Crede che ci saranno elezioni?
Prayuth: La invito a vedere un dottore per le sue orecchie.

Giornalista: Qual’è lo status del governo ora?
Prayuth: Bene dovreste andare. Sapete già la risposta. Perché mi chiede questo?

Giornalista: Non so la risposta, ed è per questo che glielo chiedo.
Prayuth: vada a chiedere la risposta a qualcuno che la sa. Sono qui per mantenere pace ed ordine.

Giornalista:Comandante, sarà imposto il coprifuoco?
Prayuth: Sto parlando proprio di questo. Non l’ho imposto.

Giornalista: Potrebbe esserci il caso?
Prayuth: Vuole che lo imponga? Porrò il coprifuoco sui media per prima cosa. Bene è tutto…”

Sulla risposta del governo si legge nell’agenzia AP

“Il primo ministro facente funzione Niwattumrong Boonsongpaisan ha indetto una riunione di emergenza in luogo non comunicato ed ha dato una piccola dichiarazione per dire solo che il governo spera che l’azione militare ‘riporti la pace alla gente di tutti i gruppi e di ogni parte’. Il ministro Chaturon Chaisang ha scritto su Facebook che la ‘legge marziale non è la risposta e ha messo in guardia rispetto ad un peggioramento progressivo della situazione in cui i militari non abbiano altra scelta che lanciare un golpe’. I problemi della Thailandia sono ‘fodnamentalmente politici che devono essere risolti attraverso processi politici sotto la democrazia non con i militari o misure di sicurezza’ ha detto Chaturon.”

Sempre nello stesso articolo si legge:

“Il capo delle magliette rosse Jatuporn Prampan ha detto che il suo gruppo potrebbe accettare la legge marziale ma non tollererebbe un golpe. ‘Vedremo quello che l’esercito vuole’ mettendo in guardia che la rimozione antidemocratica del governo ‘non risolverà la crisi del paese e farà sprofondare la Thailandia ancor di più nei guai’”

Altre reazioni si rilevano da BangkokPundit: /

UDD: mantenete la calma, evitate il confronto con i militari. Il governo è ancora intatto sotto la costituzione, nessun golpe ancora. Se nominano PM allora si ingrandiscono le manifestazioni.

UDD: Perché circondano noi sulla Aksa e non il PDRC che ha creato il casino nella capitale. Perché il PDRC cancella la manifestazione quando il governo è ancora intatto?

Thaksin Shinawatra: La dichiarazione della legge marziale c’era da aspettarsela per chi segue la situazione politica thailandese di recente. Spero comunque che da nessuna parte ci sarà un restringimento dei diritti umani e e che nessuno minerà il processo democratico più di così… Peggiora l’immagine della Thailandia, mina l’immagine agli occhi del mondo”

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