Majapahit, impero più potente e più sconosciuto in Asia

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L’impero Majapahit rimane l’impero asiatico più potente di cui la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare.

Secondo i vari resoconti diplomatici, questo incontro ebbe pochi paralleli. In una grande sala all’interno del magnifico palazzo reale di Singasari a Giava Orientale, era seduto un inviato dell’uomo più potente al mondo, il Kublai Khan, per dare un messaggio netto a Re Kertanegera che era con tutta probabilità uno degli uomini più potenti del Sud Est Asiatico.

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Era l’anno 1290, l’atmosfera era tesa e le possibilità che tutto andasse in modo terribilmente sbagliato crescevano di minuto in minuto.

C’era molto in ballo. Il Kublai Khan regnava su un vasto impero che si era spinto fino ai confini orientali dell’Europa. Re Kertanegara, per la prima volta nella storia, aveva riunito il grande arcipelago oggi conosciuto come Indonesia, e il suo potere e la sua influenza crescevano in tutto il Sud Est Asiatico. Qualcuno doveva cedere.

Meng Qi, il diplomatico inviato dalla corte del Kublai Khan in Cina, aveva ricevuto chiare istruzioni secondo cui Re Kertanegara avrebbe dovuto accettare di pagare un tributo annuale e avrebbe dovuto inviare un membro della famiglia reale a vivere alla corte del Grande Khan nella capitale Dadu, che ora è Pechino.

Il re andò su tutte le furie. Non era la persona che poteva prendere lezioni da parte di qualche messaggere di basso rango e non aveva alcuna intenzione di prendere ordine dal Khblai Khan. Kertanegara non temeva nulla e nessuno. Dopo tutto era un devoto seguace dell’arte oscura e della magia e, in mente sua, possedeva i poteri sovrannaturali.

Il re alzò la voce perché tutti potessero sentire, bisognava mandare un messaggio forte al Kublai Khan. Ad un suo cenno, una guardia sguainò il suo pugnale e tagliò il naso del povero messaggero.

Questo disastro diplomatico mise in moto gli eventi che portarono, due anni, dopo all’invasione delle forze mongole.

Quando queste giunsero dalla Cina nel 1293, Re Kertanegara era già stato assassinato e la città di Singasari era stata abbattuta. Invece i mongoli finirono imbrigliati in una guerra contro gli usurpatori di re Kertanegara. Tutto terminò a malo modo e la ritirata dei mongoli da Giava fu in ugual misura sia affrettata che umiliante.

La Nascita dell’impero Majapahit

Fu in questi anni tumultuosi che la città di Majapahit a Giava Orientale emerse come un nuovo centro di potere dalle rovine di Singasari, governata dal principe Widjaya, nipote di Re Kertanegara.

Al suo culmine, durante il regno di Re Hayam Wuruk, 1334-1389, e del suo temuto Visir, Gajah Mada, 1290-1364, l’impero Majapahit affermò di controllare un vasto territorio, dal meridione thailandese attuale a Singapore, Giava, Sumatra, Borneo, Bali e Lombok e oltre.

Il Majapahit era una società straordinariamente sofisticata la cui ricchezza e potere erano costruite su una combinazione di astuzia politica, raccolti favolosi di riso ed una flotta così potente da impressionare gli straordinari marinai portoghesi ed europei.

Fu anche il luogo di grandi conquiste artistiche, di diversità religiose e tolleranza sociale. I Re adoravano sia le divinità induiste che buddiste, e i membri anziani del clero erano figure stimate che detenevano posizioni di prestigio alla corte, come anche le donne.

In Europa nello stesso periodo in Europa, era il periodo delle crociate religiose contro l’Islam nel Medio Oriente e della costante diatriba tra cattolici e protestanti.

Le strade di Majapahit erano affollate di bramini dai capelli arruffati, eremiti in stoffa di corteccia, vedove vestite di bianco, insieme ai commercianti cinesi, persiani e arabi tra i tanti. Mercati affollati offrivano una incredibile quantità di beni locali e no. Majapahit era una fusione gloriosa di costumi e credi, come lo può essere l’Indonesia di oggi sebbene di meno.

Ma duecento anni dopo che l’impero si impose, Majapahit cadde in un rapido declino. Le città furono abbandonate e la giungla reclamò i suoi palazzi ed i suoi templi.

Quello che resta oggi dell’impero

Secoli dopo nel 1945 l’Indonesia si liberò dal governo olandese ed era in cerca di una identità. Non dovette guardare oltre Majapahit che il primo presidente indonesiano, Sukarno, considerava un precursore della moderna Indonesia.

Infatti i colori della bandiera indonesiana, rosso e bianco, sono gli stessi di quelle delle bandiere delle forze durante la caduta di Singasari nel 1292.

Ci sono segni che l’Indonesia moderna stia ripercorrendo alcuni dei trionfi del passato.

Dopo un primo incontro sanguinoso, l’impero Majapahit trovò la strada per un accomodamento con i potenti imperatori che governavano la Cina. Qualche anno dopo c’erano scambi diplomatici regolari.

La stessa cosa si applica oggi quando Giacarta percorre un percorso diplomatico attento per fare incontrare i propri interessi con quelli di Pechino.

Si possono distinguere anche elementi meno visibili dell’antica eredità. La corte del Majapahit era il luogo degli intrighi politici dove il potere era sempre fluttuante.

Donne influenti tiravano le fila e governavano dietro le scene, e distinti codici di abbigliamento permettevano con facilità di distinguere i gruppi sociali.

Anche qualcosa di questo si è conservato nell’Indonesia di oggi. Al pari dei giorni del Majapahit, la moderna Indonesia bilancia con delicatezza persone, interessi e regioni molto differenti in tutto l’arcipelago.

Gli atteggiamenti nei confronti della eredità sono tanto diversi come le dinastie stesse.

Per molti l’impero rappresenta un passato glorioso quando il Majapahit comandava rispetto nella regione. Secondo questa narrazione Gaja Mada, il visir leggendario, è un eroe della identità nazionale.

Per altri, come figure separatiste acehnesi e delle Sulawesi lui era solo un aggressore giavanese in cerca di saccheggio e gloria imperiale a tutti i costi. Questi risentimenti vivono ancora verso i governi moderni indonesiani legati a Giava.

Per tutti i punti di forza e di debolezza di Majapahit, che ogni impero ha dopotutto, non c’è dubbio che la sua ascesa e la sua caduta rimangano una storia degna di un pubblico più vasto. È una storia di intrighi, omicidi, segreti, suspense, vendette e guerre in una terra piena di splendidi templi e imponenti palazzi. Rimane l’impero più potente dell’Asia di cui la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare.

Forse lo stesso si può dire delle società come delle persone. Per quanto possano cambiare, gran parte del loro carattere essenziale è fissato durante gli anni della formazione. In Indonesia, e in gran parte del Sud-Est asiatico, questa è stata la gloriosa civiltà che ha generato l’impero Majapahit.

Herald van der Linde, IndonesiaAtMelbourne

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