Diga di Xayaburi, vaso di Pandora sul Mekong in Laos

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Quando Zeus avvertì Pandora di non rompere mai il vaso che le era stato dato, la tentazione fu tanta che Pandora liberò dal vaso per sempre la miseria, la sofferenza e il dolore nel mondo.

Oggi, in modo molto simile alla tragedia greca, coloro che prendono le decisioni nella subregione del Mekong si trovano di fronte ad una simile tentazione nella forma di una cascata di dighe idroelettriche proposte sulla corrente principale del fiume Mekong.

Anche loro sono stati avvertiti da Zeus, il rapporto del SEA (valutazione ambientale strategica), che sostiene che se dovessero passare tutte le dighe proposte, ci sarebbero gravi conseguenze ambientali e sociali.

Nel settembre 2010, il governo del Laos ha iniziato un processo di decisione regionale, facilitato dalla Commissione del Fiume Mekong, per la diga proposta di Xayaburi, nella provincia montuosa di Xayaburi nel Laos del Nord.

Nei quattro mesi successivi, il governo del Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam dovranno decidere congiuntamente se approvare o meno la costruzione della diga che sarebbe la prima di 11 dighe sul fiume proposte per la parte più bassa del fiume che percorre le quattro nazioni.

L’inizio di questo processo decisionale sulla diga di Xayaburi ha anticipato di tre settimane il rilascio del rapporto del SEA che fu commissionato dalla Commissione del Fiume Mekong nel maggio 2009 e era originariamente inteso per informare le future decisioni sullo sviluppo delle dighe sul fiume.

Mentre alla maggioranza della gente potrebbe sembrare di buon senso prendere in considerazione le raccomandazioni del rapporti prima di muoversi verso tappe più avanzate di decisione, date le scoperte difficili da digerire del rapporto da parte dei sostenitori delle dighe, è forse non così sorprendente che la diga dello Xayaburi sia stata spinta in tutta velocità dai suoi proponenti, anticipando il lancio del rapporto di qualche settimana.

Le conclusioni del rapporto dicono che la costruzione delle dighe sul fiume principale Mekong minerebbe irreversibilmente l’ecologia e la produttività economica del fiume mettendo a rischio i mezzi di sostentamento e la sicurezza alimentare di persone che dipendono dalle risorse del fiume.

Raccomanda che la presa di decisione sulle dighe, compresa la Xayaburi, sia protratta di 10 anni a causa dei rischi massicci e del vasto impatto associato con i progetti, e il bisogno di più di 50 studi critici per assicurare che chi prenda le decisioni sia pienamente informato dei rischi.

Data lo scarso impegno alla trasparenza e alla responsabilità in questo nuovo processo di presa di decisioni, comunque sembra che il senso comune non sia molto, benchè i gruppi della società civile e il pubblico in generale abbiano provato a far ascoltare le loro opinioni. Nell’Ottobre 2009, per esempio, una petizione popolare con 23 mila firme che chiedeva che si lasciasse il Mekong libero da dighe fu inviata ai primi ministri della Cambogia, del Laos, della Thailandia e del Vietnam. Più di recente nel settembre 2010, gruppi della comunità Thai rappresentanti di almeno 24 mila persone in 5 province lungo il Mekong inviarono una petizione al primo Ministro Abhisht con la quale si chiedeva di cancellare la diga Xayaburi.

Ascoltare la pubblica opinione mediante consultazioni significative aiuterebbe a limitare la tentazione di Pandora. Tuttavia, mentre le procedure di presa di decisione sono iniziate tre mesi fa per la diga Xayaburi, la Commissione del Fiume del Mekong ha rilasciato solo pubblicamente una road map ambigua per la sua implementazione lo scorso mese.
Degno di nota è che mentre si invita a fare commenti, i documenti del progetto non sono stati ancora resi pubblici rendendo il processo opaco, senza responsabili e sempre più mancante di credibilità.

Se viene costruita, la diga di Xayaburi costringe a rilocare 2100 persone e oltre 200 mila persone soffrirebbero il diretto impatto sui loro mezzi di sostentamento attraverso la perdita di pescato, di orti sulle rive, terra agricola e foreste. Inoltre, la diga bloccherebbe una migrazione del pesce critica, compreso 23 specie di pesce che viaggiano verso nord dal lago di Tonle Sap in Cambogia, e gli scienziati di tutto il mondo hanno concluso che non ci sono tecnologie usabili per mitigare l’impatto della diga sulla migrazione.

Fino a 41 specie di pesce sono a rischio estinzione compreso il pesce icona del Mekong il pescegatto gigante.
Il mito del vaso di Pandora è stato a lungo usato da lezione contro i pericoli della curiostà, la tentazione e la debolezza della natura umana. La questione è, possiamo prestare attenzione alla lezione di Pandora prima che sia troppo tardi?

La decisione risiede non nel regno metafisico degli dei greci, ma nelle mani dei governi della Thailandia, del Laos, della Cambogia e del Vietnam. Una responsabilità speciale in questa decisione sta nella Thailandia che pianifica di comprare il 95 % dell’elettricità prodotta dalla diga di Xayaburi. Se non basta, il promotore guida dal progetto è la seconda compagnia costruzioni Thailandese e le banche più grandi thai, quali Kasikorn, Bangkok Bank, Siam Commercial and Krung Thai, stanno considerando il finanziamento del progetto.

In un mondo che ha di fronte una crisi alimentare e di acqua crescente, lavorare insieme a proteggere e condividere le ricche risorse naturali del Mekong, piuttosto che a metterle in pericolo, dovrebbe esserela grande priorotà di chi deve prendere le decisioni. Se, come Pandora, i responsabili della decisione scelgono di non seguire il consiglio del rapporto del SEA e optano per aprire il vaso di costruzione della diga, grandi disgrazie certamente arriveranno. Non è certo troppo tardi per prevenire l’arrivo delle tragedie di queste dighe. Alcuni vasi hanno senso se rimangono intatti.

Ame Trandem di International Rivers, partner della Coalizione Save Mekong

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