Dal Mercato centrale dei gamberetti casi Covid in Thailandia

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Dal mercato centrale dei gamberetti di Samut Sakhon, dove i positivi al COVID-19 sono diventati 1202, il Coronavirus si sta diffondendo in molte province della Thailandia con 65 casi confermati.

mercato centrale dei gamberetti

Il numero di tamponi fatti a Samut Sakhon sono stati 6314 il 23 dicembre ed il tasso di positività è il 19%, mentre il numero totale dei positivi è salito a 1267, che comprende sia thailandesi che emigrati birmani.

Di quei 1267 positivi la stragrande maggioranza, 914 casi, si registrano in un’area dal raggio di due chilometri dal mercato centrale dei gamberetti e sono per lo più lavoratori birmani.

Si devono ancora conoscere i risultati di altre 4000 persone che sono state analizzate, mentre si sta facendo il tracciamento di un migliaio di commercianti che portano i gamberetti in tutte le province del regno.

Da notare che dei 65 positivi delle altre regioni thailandesi, due non hanno una storia di essere stati in contatto con gente proveniente dal mercato centrale dei gamberetti di Samut Sakhon né sono essi andati a Samut Sakhon.

Si deve annotare che i dormitori degli emigrati birmani sono usati come strutture per la serrata dove i positivi fanno la quarantena, in modo simile a quanto avvenuto nei mesi scorsi a Singapore, facendo sorgere la perplessità di molti come raccontato nel post successivo di Pravit Rojanaphruk.

Qui saranno costretti a stare per almeno due settimane e probabilmente rischiano di contagiare coloro che non sono positivi. Di fianco ai dormitori hanno allestito un ospedale da campo dove hanno trattato 119 pazienti, alcuni dei quali trasferiti in un ospedale vicino.

Questo scoppio infettivo al Mercato Centrale dei gamberetti mette in luce anche un traffico umano che non ha mai smesso di funzionare anche in questa epidemia tenuta finora sotto controllo in Thailandia.

Dal Thai Inquirer si viene a sapere che un’industria che lavora la plastica a Samut Sakhon, STI Precision, per paura del Coronavirus e di essere scoperti dalla polizia, ha cacciato 14 lavoratori birmani abbandonandoli con tutti i bagagli alla periferia di Bangkok. Di questi solo sei avevano passaporto e permesso di lavoro.

Erano stati cacciati dalla fabbrica perché si aspettavano un’ispezione della polizia e dovevano essere portati a Rayong dove sarebbero stati scaricati per nascondersi in una foresta. Il gruppo iniziale era costituito di 23 persone ma nove avevano deciso di andarsene per conto loro.

I 14 migranti erano stati rigettati anche dal luogo dove si trovavano loro amici e parenti perché provenivano da Samut Sakhon. Questi 14 emigrati non erano stati ancora testati al Coronavirus.

Al momento tutti e quattordici sono stati posti in quarantena in località che la polizia non ha voluto svelare.

Questo scoppio epidemico inatteso, che sembrerebbe essere tracciabile ad una commerciante thailandese, ha reso il brulicante mercato centrale dei gamberetti, che a fine anno vede arrivare commercianti di tutta la Thailandia una zona morta. Una città fantasma, secondo alcuni commercianti.

La camera di commercio di Samut Sakhon dice che prima dell’epidemia l’industria dei gamberetti e dei frutti di mare faceva 400 milioni di baht al giorno, oltre un milione di euro, ma la ricaduta economica sul resto dei commercianti comporterà perdite fino a 1 miliardo di baht al giorno, 30 milioni di euro.

Nessuno vuole più comprare alimenti, pesce o altro che viene dal mercato centrale dei gamberetti Samut Sakhon e Samut Prakarn.

Anche se non ci sono prove che il virus possa essere trasmesso col gli alimenti e che la temperatura di cottura uccide comunque il virus, un commerciante dice: “La gente ha così paura che pensa che qualunque alimento fresco che viene da Samut Sakhon porta il COVID”

Le conseguenze per la Thailandia non sono solo queste, è ovvio. Il paese si preparava ad aprire il paese al turismo e a festeggiare la fine dell’anno: è un colpo che non ci voleva e che le autorità provano a gestire, tacendo a livello ufficiale per il momento le cifre di infetti che giungono da Samut Sakhon.

L’altro impatto è sui lavoratori della migrazione che in Thailandia sono sempre il motore delle attività più pericolose e meno pagate.

Segregati lavoratori birmani positivi insieme a non positivi a Samut Sakhon

Bisogna che il governo ripensi la propria politica di mettere centinaia di lavoratori emigrati negli stessi luoghi di residenza senza segregare chi ha il virus da chi non lo ha, dicono i militanti del lavoro thai.

samut sakhon market

Alimenti, assistenza di disoccupazione e altri luoghi di quarantena sono fortemente necessari per i lavoratori disoccupati dallo scoppio attuale di coronavirus a Samut Sakhon, dicono i militanti dei diritti civili, che ha infettato oltre un migliaio di lavoratori nella sola settimana passata.

Sono bloccati in appartamento e senza lavoro” ha detto Sompong Srakaew di Labour Protection Network Foundation. “Persino i negozietti di alimentari hanno aumentato i prezzi al doppio”

Sono almeno 400 le famiglie di lavoratori emigrati birmani in quarantena in dormitori affollati vicino al Mercato Centrale dei Gamberetti, epicentro dell’attuale epidemia, dice Sompong. Sono stati messi in cinque palazzi ad appartamento da quattro piani ciascuno. A nessuno dei 3000 occupanti è permesso di lasciare l’area.

La Croce Rossa e autorità provinciali hanno distribuito alimenti ed altro genere di prima necessità ma non sono affatto sufficienti, dice Sompong, il quale aggiunte che i lavoratori sono anche disperati per essere lì e non poter ricevere alcuna paga.

“Bisognerebbe parlare alla confederazione industriale per convincere i datori di lavoro a pagare il salario indipendentemente dalla situazione.” dice Sompong.

Adisorn Kerdmongkol di Migrant Working Group dice di essere allarmato per aver scoperto che i positivi sono costretti a condividere lo spazio con lavoratori non positivi.

Non è modo di fare, mettere insieme positivi e non positivi. E’ una violazione dei loro diritti umani

Inoltre secondo un rapporto di PPTV molti lavoratori non sanno ancora se sono positivi perché devono ancora ricevere il risultato delle analisi.

“Non so chi evitare perché non so chi è positivo e chi no” dice un lavoratore emigrati al canale televisivo. “Al momento non sappiamo ancora nulla”

Molte telefonate alle autorità sanitarie provinciali per sapere le ultime notizie non hanno ricevuto risposta.

Per un portavoce del centro governativo della pandemia la politica è invece appropriata perché la maggioranza dei lavoratori è giovane, forte ed asintomatica.

Saranno portati all’ospedale quelli che mostreranno dei sintomi, ha detto il portavoce Taweesin Wisanuyothin domenica. Successivamente il governo ha costruito un ospedale da campo con cento letti per trattare i lavoratori migranti sintomatici.

Pregiudizio nella Pandemia

Un vasto segmento dell’opinione pubblica accusa i lavoratori emigrati che entrano illegalmente in Thailandia causando la nuova pandemia.

“Questo ultimo scoppio di infezioni a Samut Sakhon è dovuto in primo luogo a tali immigranti clandestini” ha detto il premier Prayuth senza però dare alcuna prova.

Un interprete birmano che lavora con i lavoratori birmani ha detto per telefono di essere preoccupato sulla rabbia crescente contro i lavoratori stranieri che ha visto sui media sociali.

“Nessuno vuole essere infettato dal COVID-19. Non circondateli per favore di pregiudizio o in una cattiva luce”

La lettrice Lia Rosalia Sciortino della Mahidol University sostiene che questo scoppio epidemico potrebbe portare alla stigmatizzazione del lavoratori migranti birmani.

samut sakhon
thai inquirer

“E’ importante cambiare il modo di riportare le notizie e l’attenzione più sui luoghi dell’epidemia senza cominciare ad accusare gruppi etnici individuali” dice Sciortino. “E’ una malattia e deve essere trattata come questione sanitaria pubblica non criminale

Molte autorità comunque hanno denunciato il pregiudizio contro i lavoratori birmani.

“Siamo fratelli e sorelle, che siano clandestini o meno” ha detto il portavoce per il COVID-19 Taweesin. “Siamo tutti sulla stessa barca. Sono qui per aiutare a tirare la nostra economia. Ci aiutano poiché i Thai non fanno i lavori che loro fanno. Bisogna capirlo ed aver cura l’uno dell’altro”

Taweesin ha anche invitato la gente a donare alimenti ed altre cose necessarie ai lavoratori birmani attraverso l’amministrazione di Samut Sakhon.

“La gente birmana che vive nel mercato centrale dei gamberetti non sono in prigione. Non sono presunti criminali. Non hanno fatto nulla” ha detto il governatore di Samut Sakhon. “La cosa importante ora è di aver cura di loro, assicurarsi che sono al sicuro”

L’interprete birmano ha detto che il governo potrebbe spingersi a fare un’amnistia per i lavori senza permesso per incoraggiarli a farsi avanti al test del Coronavirus.

Si dice che si sta discutendo di questa proposta che sarebbe sostenuta dal ministro del lavoro il quale però ha delegato al centro del coronavirus la presa di decisione finale.

Secondo la legge del Lavoro del 2008 un lavoratore migrante illegale potrebbe andare in carcere per cinque anni ed essere multato, mentre i datori di lavoro che li assumono rischiano solo una multa.

Non tutti i lavoratori migranti della provincia sono registrati e non sono perciò coperti dall’assegno di disoccupazione, mentre quelli legali troveranno difficile accedere al risarcimento a causa delle barriere di linguaggio, dice Adisorn di Migrant Working Group.

Le carte sono in Thailandese e sono complicate. Questa gente perde il loro salario per 14 giorni. Le autorità provinciali devono considerare di garantire loro metà almeno della loro paga giornaliera

Pravit Rojanaphruk, Khaosodenglish.com

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