Meridione thailandese centro della esplosione di morbillo in Thailandia

A novembre il ministero della sanità thailandese ha registrato 1500 casi e 12 morti causati da scoppi di morbillo nelle province meridionali della Thailandia. Secondo un giornale locale la maggioranza dei pazienti sono bambini e infanti che non erano stati vaccinati.

Meridione thailandese centro della esplosione di morbillo in Thailandia

Il Dipartimento di sostegno ai servizi della salute della Thailandia ha detto che le i governi locali e le autorità sanitarie locali devono assicurare che tutti i bambini delle province ricevano i vaccini appropriati e che la gente sia istruita sugli stili di vita salutari.

Il fatto che sia il meridione thailandese, la parte a maggioranza musulmana, ad essere il centro della esplosione di morbillo non è una coincidenza. E’ tragico che siano i bambini a soffrirne di più.

HRW ha notato di recente che lo scoppio della malattia è stato causato dalle prediche di alcuni docenti islamici che sostenevano che il vaccino è in qualche modo non islamico. Questo avrebbe portato ad un grosso calo delle vaccinazioni e ad un veloce ritorno della malattia mortale.

Il capo spirituale musulmano della Thailandia Aziz Pitakkumphol ha rigettato questa nozione secondo cui i vaccini sono contrari ai principi islamici.

Il Consiglio Islamico centrale della Thailandia ha persino detto che, se i vaccini contenessero qualcosa che la religione proibisce, i benefici medici per una persona e la comunità avrebbero la precedenza.

Questo però non ha impedito la diffusione della cattiva informazione contro i vaccini tra i musulmani del profondo meridione thailandese. Secondo HRW questa disinformazione potrebbe avere legami con l’insorgenza ed essere diffusa da qualche gruppo separatista.

Bede Sheppard di HRW sostiene che l’insorgenza ha bruciato centri della salute, assassinato volontari pubblici della sanità ed usato ospedali per scopi militari.

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“Prendono di mira il sistema della salute pubblica come simbolo di quello che considerano l’occupazione dello stato buddista thailandese. Ma è una tattica che uccide bambini della loro comunità”

L’incidente citato da Sheppard si riferisce a quanto avvenuto nel marzo 2016 quando ribelli del meridione thailandese usarono un ospedale per attaccare una postazione militare nella provincia di Narathiwat violando la legge internazionale.

Secondo il ministero della sanità thailandese sono stati uccisi nei 12 anni di insorgenza nel meridione thailandese 112 volontari della salute e personale di ospedale, mentre sono 28 le cliniche pubbliche bruciate.

L’alto tasso di mortalità nel profondo meridione thailandese è particolarmente increscioso e privo di senso perché i vaccini importati dalla Thailandia non contengono gelatina derivata dai maiali, come ha assicurato il rappresentante del ministero Vicharn Pawan.

Il meridione thailandese non è la sola area a maggioranza musulmana che si trova davanti a questo problema perché dall’Indonesia e Malesia giungono simili notizie.

Ad agosto una branca del corpo religioso più influente in Indonesia, il consiglio indonesiano degli Ulema, MUI, emise un decreto religioso contro l’uso del vaccino trivalente perché contiene gelatina di maiale e non è halal, permesso secondo l’Islam.

Ad emettere questo vaccino fu il MUI delle isole Riau che ha ricevuto il sostegno in alcune aree ma che è stato rigettato da una decisione del corpo centrale di Giacarta e da Ma’ruf Amin, presidente del MUI e candidato con Jokowi alle prossime elezioni per la vicepresidenza.

In seguito alla decisione di Amin, il vaccino trivalente è considerato Mubah, permesso a livello nazionale dal MUI, quindi accettabile per usarlo fono ad una alternativa halal.

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In modo simile in Malesia a maggio 2016, Mohamad Shukri mufti dello stato malese del Kelantan e quello del Perak Harussani Zakaria dissero che era obbligatorio usare questi vaccini contro malattie mortali, secondo l’Islam.

Le dichiarazioni seguirono alla scoperta che uno scoppio di morbillo era seguito ad un movimento contro i vaccini che temeva che contenessero DNA dei maiali.

Nel caso thailandese, il governo deve combattere la disinformazione propagata anche da ambienti separatisti. Sarebbe saggio che il governo thai dette maggior attenzione a lavorare insieme a gruppi islamici influenti per diffondere la posizione dell’Islam sulle vaccinazioni. Sarebbe infatti più facile per i musulmani thailandesi del meridione fidarsi dell’informazione se viene dalla bocca di altri musulmani.

Mentre è vero che persino il capo spirituale della Thailandia si è espresso sulla questione, ci deve essere un costante sottolineare l’importanza della vaccinazione e della posizione degli studiosi islamici sulla faccenda se si deve fare la differenza nel profondo meridione.

Sheit Kidhir, TAP