9 persone arrestate e monarchia thai è al centro delle proteste

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La Monarchia Thai è al centro delle proteste e diventano nove le persone arrestate nelle ultime 24 ore, appartenenti ad una lista di 31 nomi redatta dalla polizia ricercati per l’arresto dopo aver parlato o aver cantato durante le proteste del Movimento della Gioventù Libera il 18 luglio, secondo Eric Parpart del Thai Inquirer.

Il primo è stato Anon Nampha, avvocato di TLHR con l’accusa di sedizione, di adunanza sediziosa ed altri reati, rilasciato e poi riarrestato per aver parlato ad un’altra manifestazione del 10 agosto alla Thammasat.

anon nampa

Poi ci sono Baramee Chaiyarat della ONG Assemblea dei Poveri; Suwanna Tarnlek sindacalista del gruppo “24 giugno per la democrazia”; Korakot Saengyenphan del gruppo Restauro della democrazia; Dechathorn (Hockey) Bamrungmuang del gruppo musicale Rap Against Dictatoriship; Totsaporn Sinsoombun, Thanee Sasom e Nattawut Somboonsap , studenti universitari e leader del Movimento della Gioventù Libera; Thanayut Na Ayuthaya musicista del gruppo rap Eleven Fingers.

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Traduciamo un contributo di Pavin Chachavalpongpun che attraverso il suo gruppo di Facebook Royalist Marketplace è stato presente nelle manifestazioni, nonostante vivi e lavori in esilio in Giappone. Recentemente è stato oggetto di denuncia per reati di crimine informatico.

Monarchia Thailandese al centro delle proteste

Una coalizione di giovani, studenti e militanti politici ha lanciato una stringa di proteste a partire da metà luglio 2020.

Nei fine settimana le dimostrazioni si sono ingrandite fino a diventare le manifestazioni di strada maggiori nel regno dal golpe di sei anni fa, portando decine di migliaia di manifestanti a radunarsi attorno al Monumento della Democrazia a Bangkok.

Quando iniziarono le proteste, le richieste sembravano prendere di mira solo il governo e chiedevano lo scioglimento del parlamento, quindi di indire nuove elezioni, dei cambiamenti della costituzione e le indagini su casi di rapimenti e omicidi di dissidenti thailandesi in esilio, accaduti fuori della Thailandia.

Abbasso la dittatura e il saluto delle tre dita mutuato da Hunger Games erano prevalenti.

Negli ultimi anni almeno nove dissidenti thailandesi in esilio sono stati fatti scomparire dei quali molti sono ricomparsi uccisi con modalità orrende. Le proteste del fine settimana sono accadute in modo pacifico anche se protestare è pressoché illegale sotto l’attuale stato di emergenza.

Ma la lunga storia di repressioni brutali nel regno contro le proteste lascia spazio a preoccupazioni su una potenziale risposta violenta, nel caso che le manifestazioni continuassero e crescessero in grandezza e forza.

Le proteste sono state alimentate anche dalla rabbia crescente verso i militari thai e lo stato malato dell’economia. L’attuale governo benché eletto è dominato da un partito dei militari e guidato dal capo della giunta Prayuth Chanocha.

In particolare sebbene il governo abbia avuto un buon controllo del COVID-19 con numero di infezioni e morti più basso in Asia, l’opposizione politica si è infuriata sul fatto che il governo ha mantenuto uno stato forte di emergenza ed alcune quarantene, mentre permetteva alle forze armate di violare la quarantena.

Difatti il successo del paese contro il COVID-19 ha reso più fattibile tenere proteste di strada mentre i manifestanti hanno meno paura di diffondere il virus con le manifestazioni, i canti e i raduni.

E sebbene il governo abbia gestito bene il COVID-19, il turismo e l’economia legata al commercio del regno sono stati colpiti. L’economia del paese si è contratta del 12,2% nel secondo quadrimestre, la peggiore recessione dalla crisi asiatica che, insieme alla forte diseguaglianza delle maggiori al mondo e le rigide gerarchie economiche e sociali, ha animato l’opposizione particolarmente tra i giovani che escono dalle università e che trovano difficilmente un lavoro ribellandosi contro le gerarchie tradizionali.

Ma le proteste sempre più si sono concentrate sulla monarchia che di solito è argomento tabù, in parte a causa delle leggi dure di lesa maestà che criminalizzano la critica al re e ai reali e che sono state usate ripetutamente per incarcerare e mettere la museruola ai thai.

Per questo le proteste sono di grande valore per il fatto che da decenni non si vede un attacco così diretto e pubblico verso la monarchia thai.

Come descritto dal NYT, i manifestanti si sono radunati e “hanno alzato le loro mani con le tre dita a sfida dell’immagine gigante del re vestito nei costumi della incoronazione”. I manifestanti hanno fatto il saluto dicendo “Né dio, né re, solo un uomo”.

Alcuni manifestanti hanno chiesto apertamente dei cambiamenti della monarchia mentre molte manifestazioni di studenti hanno chiesto di affrontare seriamente la questione della monarchia che da tempo influenza le loro vite.

Sono circolati moltissimo gli Hashtag thailandesi su Twitter che dicono essenzialmente “perché abbiamo bisogno di un re”. Uno dei leader maggiori Arnon Nampha, avvocato giovane e militante, ha ripetutamente invitato ad una riforma immediata dell’istituzione monarchica sostenendo che il re Maha Vajiralongkorn ha accresciuto i propri poteri attraverso canali differenti.

Per vari o la presunta monarchia costituzionale thai ha dimostrato di voler estendere i propri poteri al di là delle norme e delle regole.

Durante il regno di Bhumibol la monarchia è intervenuta nella politica giocando un ruolo nel sanzionare l’abbattimento di governi civili, mentre dietro le scene usava una rete di alleati per tenere il potere nel paese.

Ma Re Bhumibol godeva di una significativa reverenza tra i Thailandesi di cui suo figlio l’attuale re Maha Vajiralongkorn invece non gode.

Dalla sua ascesa al trono è stato chiaro che abbia provato ad accrescere il suo potere sia in termini politici che finanziari. Si potrebbe considerare che Re Vajiralongkorn abbia prestato poca attenzione agli effetti del COVID-19 facendo vari viaggi tra Germania e Thailandia.

A fare ulteriore pressioni di cambiamento vari gruppi hanno proposto varie domande che guardano al ruolo e la responsabilità della monarchia. Alcune richieste sono alquanto radicali nel contesto thailandese.

monarchia thai

Hanno chiesto:

Creare una divisione tra le proprietà personale del re e l’ufficio della proprietà della Corona. Nel 2018 Re Vajiralongkorn assunse da solo il possesso dell’Ufficio delle Proprietà della Corona di un valore di 30 miliardi di dollari.

La fine dell’intervento del re nella politica. La Thailandia ha avuto più golpe di ogni paese del Sudestasiatico e per certi versi nel mondo ed il re attuale ha forti legami con i militari.

Annullare l’ordine che permetteva il trasferimento di unità militari sotto il comando diretto del palazzo reale.

Porre fine alla propaganda di stato sulla monarchia.

Indagine sulle morti dei militanti thai in esilio.

Il governo ed il palazzo non hanno dato segno di ascoltare le richieste dei manifestanti. E’ improbabile che il governo o il re accetteranno le richieste.

Nonostante la natura pacifica delle manifestazioni, vari studenti e militanti sono stati arrestati e rilasciati su cauzione compreso Parit Chiwarak della Thammasat University.

E data la storia della Thailandia e le idee forti dei monarchici thai e del potere dei militari, la prospettiva della violenza a Bangkok è molto reale.

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