Bandiera Bianca della speranza sventola nei quartieri poveri della Malesia

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Il movimento della Bandiera Bianca fa capire cosa farebbero i malesi per aiutarsi a vicenda in un momento in cui cresce lo scontento per come il governo malese gestisce la pandemia di Covid-19

E’ passato un anno e mezzo da quando la Malesia si trova a vivere sotto una qualche forma di restrizione di movimento e il malese medio è stanco e sfinito.

Bandiera bianca
AZHAR MAHFOF/The Star

Negli scorsi sedici mesi oltre 300mila persone hanno perso il lavoro nel solo settore del commercio al dettaglio e 30% dei negozi hanno chiuso i battenti. Ci si aspetta che il 50% di chi resta ancora aperto chiuderà se sarà estesa la serrata.

Anche i settori del turismo, degli alberghi ed alimentari sono stati colpiti duramente. A marzo 2021 sono cento gli alberghi ad aver chiuso per sempre. Oltre il 90% della imprenditoria informale, piccola e media che dà lavoro a 7,3 milioni di persone è a rischio di chiusura.

Sono 15 mila i malesi che lavoravano a Singapore e che ora si dibattono per sopravvivere con i sussidi di una banca alimentare.

Un’indagine di YouGov dello scorso anno diceva che il 92% degli intervistati aveva paura di perdere il lavoro. Crescono in modo allarmante denunce di violenza domestica e di abusi sessuali sui minori, come anche crescono i tassi di suicidi.

Un rapporto di polizia dice che tra gennaio e maggio 2021 ci sono stati 468 suicidi quando il paese è entrato nel MCO 3 (Ordine di controllo dei movimenti 3), circa 3 suicidi al giorno, mentre in un rapporto di polizia del 2018 si citavano 1696 suicidi tra il 2014 e il 2018.

Ancora più allarmante è che il 51% dei suicidi denunciati dal primo MCO sono giovani tra 15 e 18 anni.

L’insegnamento a distanza nel periodo del Covid-19 ha comportato che molti hanno perso interesse e hanno lasciato la scuola, particolarmente i ragazzi di famiglie che si trovano ai più bassi livelli di entrate economiche. Questi si aggiungono al tasso di abbandono esistente delle scuole secondarie che già era tra 8 e 10% specialmente nelle aree rurali e nella popolazione più povera.

Questo pare correlarsi con la denuncia che la disoccupazione indotta dalla pandemia colpisce di più chi ha un’età compresa tra 15 e 24 anni. La disoccupazione giovanile tra chi non frequenta più la scuola è oltre il 12%.

C’è uno scontento diffuso per come il governo di Perikatan Nasional ha gestito la crisi del Covid-19. Mentre sono stati fatte diverse misure di aiuto dai governi federale e degli stati, sono tanti che lottano per poter sopravvivere.

La maggioranza dell’aiuto non ha raggiunto chi più ne aveva bisogno. L’assistenza è stata un evento unico e difficile da accedere per la comunità più povera, più indirizzata verso il salvataggio delle imprese più grandi.

Sono queste circostanze pressanti ad aver fatto nascere il Movimento della Bandiera Bianca, BenderaPutih.

L’iniziativa è partita da un gruppo di giovani nel Kuantan che persero un amico stretto suicidatosi per le gravi difficoltà finanziarie. I giovani riconobbero che era la stessa lotta nella gente intorno a loro ed iniziò questa iniziativa come commento e poster su Facebook.

Il movimento della Bandiera Bianca si è espanso come un incendio incontrollato.

Il loro poster dopo qualche adattamento è diventato virale sui media sociali. I malesi desiderosi di aiutare incoraggiavano gli altri a fare la stessa cosa, e chiamavano coloro che soffrivano a superare lo stigma sociale ed esporre gli appelli silenziosi di aiuto.

Molti supermarket come quelli della catena 99Speedmart si sono fatti avanti ed offrono di mandare pacchi di aiuto a chiunque ne avesse bisogno, mentre altre catene hanno offerto prezzi speciali per comprare alimenti da inviare come aiuto.

Sono comparsi sia banche alimentari che offerte di alimenti gratis in tutto il paese e sono comparsi banchetti con alimenti cucinati o alimenti secchi di fronte ai negozi o presso le stazioni di benzina per chiunque ne abbia bisogno.

In molti si sono offerti per ripristinare quei punti di prelievo e gli scaffali che si svuotavano in fretta.

La bandiera bianca la si vede più spesso nei quartieri della classe media più povera e nelle periferie. Sono presto emerse le storie di famiglie che, dopo aver nutrito i propri figli con merendine economiche le hanno issate quando non si sono potuto permettere null’altro.

A Sibu nel Sarawak, i media hanno riportato di decine di case in poche strade che hanno esposto la Bandiera Bianca per essere aiutati attivando una risposta veloce e pronta sia del vicinato che delle ONG sociali.

Questo fatto è rappresentativo di come si mobilitano i malesi per aiutarsi a vicenda di fronte alla gestione, percepita come illogica ed inconsistente. del Covid-19 da parte del governo.

I cittadini sono stati anche spinti ad agire dalle immagini forti di persone che si suicidavano.

Qualche politico è stato pronto a cogliere l’occasione e attribuirsi il merito dell’iniziativa.

Altri come il presidente del consiglio dello stato Kedah Muhammad Sanusi Md Nor ha deriso l’iniziativa definendola propaganda politica. Esponenti religiosi come il Mufti di Penang e il parlamentare musulmano del PAS Nik Abduh Nik Aziz ha invitato i malesi a non ammettere la sconfitta issando la bandiera bianca, quanto piuttosto ad alzare le mani al cielo e “pregare Iddio”.

Da notare comunque che l’ala giovanile del UMNO, PAS e Pakatan Harapan sono state unite nel loro sostegno al movimento.

Mentre sono comparse sporadiche notizie di abuso della generosità pubblica e incomprensioni sul dove possono essere sventolate le bandiere, il movimento ha ottenuto il sostegno della maggioranza dei malesi.

E’ una iniziativa iniziata dai giovani ed ispiratasi alle lotte dei loro coetanei e sostenuti dai giovani al potere. Un altro gruppo giovanile ha fatto un passo ulteriore creando una app online, Sambal SOS, per consolidare e mettere su una mappa l’informazione di chi ha bisogno di aiuto e localizzare le banche alimentari locali.

Durante il primo Ordine di Controllo dei Movimenti della Malesia, ONG note e gruppi di cittadini si sono uniti per aiutare chi ne aveva bisogno, ma mentre la vicenda del Covid-19 andava avanti, molti di questi gruppi hanno mostrato la stanchezza e hanno esaurito i fondi.

Questa volta sono i giovani a mostrare come si procede rafforzando il cittadino medio a presentarsi e fare la propria parte facendo in modo che non sfuggisse nessuno del proprio vicinato.

Mentre alcuni hanno descritto la campagna della Bandiera Bianca come simbolo della resa e della disperazione, essa è una chiara indicazione di come i malesi si muoveranno per aiutarsi nel momento del bisogno piuttosto che attendere l’assistenza del governo.

I giovani malesi in particolare mostrano come possono aprire la strada e fare la vera differenza.

Serina Rahman, FULCRUM

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