Nahdlatul Ulama, Islam e politica nell’Indonesia post Jokowi

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Nahdlatul Ulama (NU), l’organizzazione di massa musulmana che fu uno dei potenti fattori nella rielezione del presidente Joko Widodo nel 2019, sembra che stia allargando la sua base politica con una possibile influenza duratura sulle presidenziali indonesiane del 2024.

Finora la bandiera di Nahdlatul Ulama è stata portata dal quarto partito indonesiano PKB, Partito del Risveglio Nazionale, quasi di continuo date le sue origini nei giorni iniziali tumultuosi del governo democratico del 1999, quando 48 i partiti parteciparono alle prime libere elezioni.

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Ma la selezione attuale di figure politiche dei partiti di governo del PDIP, Golkar Party e PPP, nel comitato esecutivo di NU, PBNU, crea un po’ di confusione sulla promessa di Yahya Cholil Staquf di riportare l’organizzazione alla neutralità politica.

E’ chiaro che questa affermazione ha significati differenti per persone differenti.

“Neutralità politica non vuol dire astinenza” dice un politologo che nota che solo i membri del gruppo di Staquf non possono candidarsi ad un incarico politico.

L’ex segretario generale ha anche affermato chiaramente che NU non sarà coinvolto nella nomina di un candidato a presidente o vicepresidente nel 2024, ma non ha escluso né di sostenere in modo tacito né di fare pressioni dietro le scene.

Le preoccupazioni su un ruolo di NU troppo legato alla politica sorsero nella nomina forzata a vicepresidente da parte di Joko Widodo del capo supremo dell’organizzazione Maruf Amin per garantirsi il suo sostegno.

Originariamente Widodo aveva selezionato a suo vicepresidente Mahfud MD, che è ministro di coordinamento degli affari politici, per poi cambiare immediatamente opinione quando gli fu fatto sapere che Nahdlatul Ulama non approvava quella scelta.

Come si è poi scoperto, gli elettori delle zone popolose di Giava centrale ed orientale giocarono un ruolo fondamentale nella sua vittoria faticosa contro il candidato di opposizione Prabowo Subianto nonostante avesse perso molti voti a Giava Occidentale, il cuore degli islamisti più radicali.

Amin che fu consigliere religioso di Susilo Bambang Yudhoyono è scomparso dalla vista nel 18 mesi scorsi e qualcuno afferma che passa le giornate a registrare discorsi per eventi a cui non può partecipare.

L’assenza di Amin, il quale di solito si presentava in sarong e sandali, ha lasciato spazio al ministro Luhut Panjaitan che fa da braccio destro di Jokowi e che è responsabile per tutto dal contenimento della pandemia al progresso delle linee guida per la nuova capitale della nazione.

Il predecessore di Amin nella prima presidenza Jusuf Kalla, membro del Golkar Party e vicepresidente di Yudhoyono, era tutt’altro che silenzioso scontrandosi spesso con Panjaitan e sempre al centro dell’attenzione pubblica.

Sono quasi 100 milioni gli indonesiani che sentono di essere affiliati al NU, la metà della popolazione indonesiana, ma non tutti hanno una tessera e provengono da differenti partiti e differenti tendenze dell’Islam.

Gli analisti credono che Staquf sia intento a cercare una distanza tra NU e PKB per rendere l’organizzazione inclusiva politicamente non meno politica, una caratteristica fondamentale nel bene o nel male sin dalla sua fondazione nel 1926.

Tra le personalità incluse nel suo consiglio ci sono il parlamentare del Golkar Nusron Wahid, Nasyrul Falah Amru e Mardani Maming del PDIP, il governatore di Giava Centrale e politico del PPP Taj Yasin Maimoen e Mushtofa Aqil Siroj sempre del PPP.

Nusron che sarà vicepresidente del PBNU per 2022-2027 ha guidato il movimento giovanile Ansor di NU ed è parlamentare del Golkar da tre legislature, è stato capo dell’Agenzia di Protezione dei lavoratori indonesiani emigrati.

Maming che presiede l’Associazione dei Giovani Imprenditori è il nuovo tesoriere del NU con il segretario generale Saifullah Yusuf, sindaco della città di Pasaruan di Giava Orientale, ed è stato un leader dei giovani NU e veterano del PKB.

“Altri potrebbero dire altre cose, ma è saggio ricordare che sebbene abbiano tessere di partito differenti, viene sempre NU prima” dice un membro del NU che considera l’influenza dell’organizzazione fondamentale per le presidenziali del 2024 se la corsa finisse con tre grandi candidati.

Nel processo inclusivo di Nahdlatul Ulama c’è per la prima volta anche la nomina di nove donne nel comitato esecutivo, guidate da Sinta Nuriyah Wahid, vedova del presidente Abdurrahman Wahid, sua figlia Alissa Wahid e la governatrice di Giava Orientale Khofifah Indar Parawansa.

Staquf che ha sconfitto in modo facile il vecchio presidente Said Aqil Siradj all’ultimo congresso proviene da da uno dei quattro clan fondanti della organizzazione, radicato da sempre nella politica.

Suo padre Cholil Bisri era un parlamentare del PPP, partito dello sviluppo unito, durante gli anni di Suharto ed ha contribuito a fondare il PKB in tempo per partecipare alle elezioni del 1999, dove vinse 51 seggi nel nuovo parlamento di 462 seggi.

Suo zio Ahmad Mustofa Bisri è un religioso famoso del seggio del clan di Rembang a Giava Centrale, che ama la poesia e la pittura; era uno stretto amico del presidente Wahid e fu capo supremo del NU nel biennio 2014-15.

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Staquf stesso era un portavoce di Wahid, il rinomato pluralista che si dimostrò essere una spina nel fianco di Suharto da presidente del NU tra il 1984 e 1999. Più di recente il nuovo presidente è stato per un anno del Consiglio Consultivo Presidenziale di Widodo.

E’ anche fratello del ministro degli affari religiosi Yaqut Cholil Qoumas, un altro ex capo giovanile del NU e parlamentare del PKB per Rembang tra il 2015 e 2020 quando ebbe l’attuale posizione nel governo di Jokowi.

Il nuovo presidente ha viaggiato molto in USA ed Europa per promuovere la dottrina moderata del NU. Ma il suo incontro del 2018 con il premier israeliano Benjamin Netanyahu fu aspramente criticato in Indonesia dove lo stato ebraico ha sempre fatto suonare un campanello di allarme.

Seguiva comunque i passi di Wahid che, ignorando il furore in patria fece visita in Israele almeno sei volte. Come disse al giornale di Tel Aviv Haaretz nel 2004: “Credo che c’è una percezione errata secondo cui Islam è in contrasto con Israele”

Sebbene Nahdlatul Ulama abbia un’ala conservatrice raffigurata in Amin Staqus, ha promesso di perseverare lungo il percorso moderato basato sull’Islam Nusantara, il concetto indonesiano dichiarato nel 2015 per la prima volta che attacca l’uso dell’ortodossia islamica per giustificare atti violenti.

I critici lamentano che diversamente dall’altra organizzazione islamica più piccola e legata alle città Muhammadiyah, NU resta troppo legata alle risorse e alla protezione dello stato nel portare i servizi sociali, e fanno così sorgere dubbi ulteriori sull’impegno alla neutralità politica nei prossimi anni.

JOHN MCBETH, Asiatimes

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