Nave da pesca cinese sperona peschereccio Filippino a Recto Bank

Le Filippine hanno condannato le azioni di una nave da pesca cinese che ha abbandonato in mare la ciurma della nave da pesca filippina dopo una collisione nel contestato mare cinese meridionale a Recto Bank.

Nave da pesca cinese sperona peschereccio Filippino a Recto Bank

La nave cinese ha colpito l’imbarcazione filippina, F/B GIMVER 1, che era ancorata vicino al Recto Bank, reclamato sia dalle Filippine che dalla Cina, facendolo affondare e lasciando il personale di 22 persone alla “mercé degli elementi naturali”, come ha detto il ministro della difesa Delfin Lorenzana.

Il rapporto della collisione è giunto proprio nel giorno dell’Indipendenza delle Filippine, avvenuta 121 anni fa.

Sebbene il presidente Rodrigo Duterte abbia in gran parte messo da parte la amara disputa con Pechino sulla via d’acqua ricca di risorse, Manila talvolta protesta le azioni cinesi.

“Denunciamo le azioni dell’imbarcazione da pesca cinese per essersene andata immediatamente abbandonando così la ciurma di 22 filippini” ha denunciato Lorenzana in una dichiarazione.

“Questa non è un’azione che ci si attende da un popolo responsabile e amico” ha detto Lorenzana il quale ha anche ringraziato il capitano e la ciurma di una nave da pesca vietnamita, che era giunta in aiuto dei pescatori filippini, e che ha chiesto un’indagine sulla collisione, aggiungendo che si devono intraprendere i “passi diplomatici” per impedire il ripetersi dell’incidente.

Comunque il portavoce della Guardia Costiera Filippina Armand Balilo ha detto ai reporters che l’origine della nave attaccante non era stata ancora verificata.

“Attendiamo il ritorno dei pescatori filippini per poterci parlare. Non possiamo immediatamente dire che l’altra nave è cinese”

Il ministro degli esteri Teodoro Locsin ha fatto un commento su Twitter mentre era a Ginevra, secondo cui aver abbandonato il personale era sia “spregevole che condannabile”. Locsin ha aggiunto che l’incidente formerà “la base di una migliore cooperazione militare” tra Filippine e Vietnam.

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Cina e Filippine hanno reclami parziali nel mare cinese meridionale dove Pechino ha lanciato “sovranità indiscussa” e ha costruito isole artificiali con attrezzature militari e piste aeree. Taiwan, Brunei e Malesia hanno anche le loro rivendicazioni nella stessa area.

Questi reclami in contrapposizione sul mare sono un momento di contenzioso regionale a causa delle migliaia di miliardi di dollari in beni che l’attraversano e perché si pensa che sotto le sue acque ci siano ricche riserve di petrolio e gas.

Recto Bank giace a 150 chilometri dalla costa dell’isola filippina di Palawan e ben dentro le 200 miglia nautiche della zona economica esclusiva filippina, ben lontano dalla più vicina massa continentale cinese.

Secondo Ramon Casiple, direttore esecutivo del Institute for Political and Economic Reform, l’incidente che è il primo dopo la protesta filippina per la presenza di una flottiglia di 200 navi cinesi al largo dell’isola di Thitu o Pagasa, non danneggerà i legami tra Manila e Pechino.

“Questo non è un problema tra le marine e guardia coste dei due paesi. Erano errori da parte dei pescatori cinesi perché hanno abbandonato la ciurma filippina” ha detto Casiple “Ma dipende dalle circostanze. Dovrebbe essere gestito nel contesto dei negoziati. Non credo che si dimostrerà un grande incidente sebbene ci sarà chi farà agitazione in tal senso”.

Nel 2011 le Filippine accusarono navi cinesi di fare pressioni non cercate su una nave di esplorazione al largo del Recto Bank.

Nel 2016 Manila vinse una decisione internazionale fondamentale contro i reclami cinesi nel Mare Cinese Meridionale, ma Pechino rigettò quel arbitrato della Corte Permanente e Duterte scelse di metterlo da parte per attrarre investimento e commercio cinese.

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A maggio comunque disse che il Mare Cinese Meridionale stava diventando un punto di crisi.

“Amo la Cina ma è necessario che ci domandiamo se è necessario che un paese reclami l’intero oceano” disse Duterte.
SCMP, Benarnews