Nguyen Ngoc Nhu Quynh, un altro premio per la libertà di stampa

Nguyen Ngoc Nhu Quynh, blogger vietnamita conosciuta come Me Nam o Madre Fungo, recentemente insignita del premio alla libertà di stampa del CPJ di New York, sostiene che il Vietnam incoraggia i dissidenti ad espatriare nella speranza di migliorare la propria posizione nella comunità internazionale.

Nguyen Ngoc Nhu Quynh

Nguyen Ngoc Nhu Quynh fu liberata improvvisamente il 17 ottobre dal carcere, dove avrebbe dovuto scontare 10 anni per propaganda contro lo stato, ed è giunta insieme alla famiglia a Houston negli USA.

In un’intervista rilasciata Nguyen Ngoc Nhu Quynh sostiene che lei ed altri prigionieri politici erano sotto pressione per abbandonare il Vietnam.

“La politica solita del governo vietnamita è di incoraggiare i prigionieri politici a spostarsi all’estero. A seconda della situazione le autorità selezionano chi sarà rilasciato perché possano ricevere benefici economici oppure una posizione migliore a livello di immagine globale”

Fu arrestata ad ottobre 2016 e condannata a giugno 2017 per aver diffuso “la propaganda contro lo stato” secondo l’articolo 88 del codice penale vietnamita.

Fu la sua sentenza uno dei casi più grossi di militanti a cui è stata data una sentenza pesante. Ce ne sarebbero un centinaio di militanti, blogger e giornalisti in carcere per reati di opinione.

“La sicurezza mi diceva che quello che avevo fatto sarebbe stato di peso a mia madre ed ai miei figli, provando a farmi credere di aver fatto qualcosa di sbagliato” ha detto Nguyen Ngoc Nhu Quynh a RFA. “provavano a convincermi a lasciare il Vietnam. Pensavo dentro di me che aveano qualche sentimento umano e parlavano col cuore … ma quando andai in prigione capii che non erano affatto buoni. La cosa importante fu di non permettere a chi mi controllava sapere dei miei sentimenti”

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Doveva essere come l’acqua.

Il ripensamento su quello che ha fatto, non se fosse giusto o sbagliato, quanto sugli effetti sui suoi figli, comincia in carcere dove è condannata al lavoro di prigione.

Quando è stata rilasciata lo scorso mese ha colto l’opportunità di protegger l famiglia andandosene negli USA da dove continuerà a lottare per i diritti umani nel suo paese nella speranza che in questo modo possa contribuire ad aiutare chi è ancora nel paese.

Sembra che mandare i prigionieri politici fuori dal paese sia stata una tattica adottata in precedenza dalla Cina quando l’ha usato negli anni 90 per entrare nel WTO ed ospitare poi i giochi olimpici nel 2008.

https://www.rfa.org/english/news/vietnam/prisoners-11142018132931.html