NUG, governo di unità nazionale birmano di opposizione al golpe, cresce

In vari modi NUG, Governo di Unità nazionale del”opposizione al golpe, è l’antitesi al regime militare e gode di un forte sostegno popolare, nonostante la crescente militarizzazione

Quando la lega nazionale della Democrazia giunse al potere nel 2016 nel Myanmar, con le tre prime riforme cancellò la Legge di Protezione dello stato del 1975 e la legge dell’emergenza del 1950 riformando una terza che era una legge amministrativa sui villaggi e distretti.

Le prime due leggi erano state usate dai vari governi militari per perseguire i dissidenti mentre la terza permetteva il controllo sociale e dei movimenti sulle persone.

Il governo del NLD ha praticamente demilitarizzato e liberalizzato lo stato, reintroducendo la politica in un campo molto vicino alla vita delle persone come sono i villaggi e i distretti.

manifestazione a favore del NUG

Come conseguenza di queste riforme furono eletti oltre 16mila amministratori locali nel Myanmar al posto dei nominati dallo stato, un primo passo verso il governo locale che si appropria dell’amministrazione locale.

Nel sistema di governo del Myanmar questi amministratori sono il punto di raccordo tra la comunità e lo stato. Tra l’altro rappresentano la comunità nel processo di pianificazione dello stato dove si prendono le decisioni chiave sulle allocazioni dei finanziamenti in qualunque ambito dalle scuole alle strade.

Nel 2018, il governo tolse dal controllo militare il dipartimento di amministrazione generale, l’ossatura dello stato nel Myanmar, che è la sede istituzionale degli amministrazioni locali, per portarlo sotto il ministero del coordinamento centrale, tagliando l’influenza dei generali sulla gestione del paese.

Immediatamente dopo il rovesciamento del governo eletto, quando ancora le proteste contro il golpe erano del tutto pacifiche, la giunta militare per decreto riportò indietro il processo di riforma nel cercare di costruire uno stato militare.

La giunta ha cacciato gli amministratori eletti democraticamente sostituendoli con gente fedele, già militari nel passato, e ha riportato in funzione il dipartimento di amministrazione generale sotto l’egida dei militari.

Il regime della giunta ha ridotto così drasticamente i servizi, come la sanità che è del tutto assente, mentre estende il proprio apparato coercitivo. Quando la resistenza alla giunta si è rafforzata, il regime da una parte ha usato la violenza mortale e dall’altro il controllo dei movimenti a livello locale.

Gli amministratori locali lavorano fianco a fianco dei militari oppure delle milizie paramilitari, i gruppi Pyu Saw Htee. Terrorizzano le comunità controllando il movimento delle persone, raccogliendo informazioni sui simpatizzanti della resistenza, sequestrando le persone a scopo estorsivo, e all’occorrenza torturando e stuprando.

Quando in molti hanno deciso di prendere le armi, non sorprende che, dei civili uccisi dalle forze di difesa popolare, la maggioranza sia costituita dagli amministratori locali, se questi ultimi possono essere davvero descritti come “civili”.

Il risultato degli sforzi della giunta è uno stato che cerca di rafforzare il controllo totalitario sulla sua popolazione senza però riuscirci. Infatti sta perdendo manovalanza visto che migliaia di soldati e poliziotti hanno disertato e sarebbero almeno 8000, come afferma una organizzazione che tratta i disertori.

Viste le difficoltà nel trovare nuove reclute, i militari si sono rivolti ai veterani per fare le ultime offensive che hanno colpito duramente la popolazione civile perché i militari provano a tagliare i legami tra forze della resistenza e la popolazione civile che è costretta a fuggire dalle case.

Nonostante le tantissime offensive delle ultime settimane, il NUG di opposizione, Governo di Unità Nazionale, fatto di parlamentari eletti nel novembre 2020, militanti e gruppi etnici e armati, insieme alle Forze di Difesa Popolare, fanno progressi nella lotta contro la giunta.

In luoghi dove vive la maggioranza etnica Bamar, dove la giunta non è mai riuscita ad avere un controllo significativo, le forze di difesa popolare affermano di aver creato sacche di controllo in cui la burocrazia fedele al NUG ha ripreso il controllo amministrativo e dei servizi.

In vari modi NUG è l’antitesi al regime militare e gode di un forte sostegno popolare.

Mentre ha accresciuto gli sforzi militari dalla dichiarazione di una guerra difensiva popolare a settembre, il focus resta molto sul sostegno ai 400mila lavoratori della burocrazia e sul fornire servizi alle persone. Questi servizi sono dati direttamente nelle aree liberate controllate dalle minoranze etniche e con gruppi mobili oppure in modalità da remoto nei territori controllati dalla giunta.

I servizi includono la telemedicina, assistenza medica di emergenza mobile, istruzione a distanza e assistenza umanitaria.

L’impatto è limitato ma cresce, ed il NUG accede a risorse nuove. I volontari tra i dipendenti pubblici in sciopero sono una riserva di lavoro di qualità da reclutare per espandere i servizi offerti.

Lo scorso mese il NUG ha emesso i Bond Sovrani Rivoluzionari sul mercato finanziario.

Sebbene nessun governo li abbia riconosciuti, ci sono gli sforzi di alcuni partner di sviluppo. Il governo Ceco ha fatto un grande passo nella direzione di riconoscere questi bond con l’annuncio delle comunicazioni con l’ufficio di rappresentanza del NUG sulle questioni consolari.

Altro sostegno potrebbe giungere quando il NUG farà conoscere la propria visione per il futuro di un Myanmar come repubblica federale ed i piani per dare servizi con la prossima finanziaria.

Ma ha bisogno di parlare di più sul futuro del Myanmar di quanto fatto finora.

Statene certi che i valori fondamentali del NUG e gli obiettivi di assicurare uguali diritti per tutti, genuina democrazia, decentralizzazione e controllo civile dei militari si possono desumere direttamente da uno dei New Deal Compacts su cui la comunità internazionale investe per permettere ai paesi di crisi di “fare la transizione dalla fragilità alla resilienza”,

E uno sguardo occasionale alla storia del Myanmar mostra che sono i duri stati militari autoritari la causa della fragilità del paese.

Il Governo di unità Nazionale merita sostegno nella costruzione di uno stato libero, democratico e responsabile che tenga i soldati nelle baracche.

Philipp Annawitt, Asiatimes

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