Nuova serrata a Giacarta contro il COVID-19

Il governatore di Giacarta Anies Baswedan ha acceso una tempesta politica ed ha causato una rivalutazione completa delle proiezioni di crescita economica quando ha ordinato la nuova serrata della capitale senza consultarsi prima col governo centrale.

nuova serrata a Giacarta
AFP via Anadolu Agency/Anton Raharjo

“Non abbiamo altra scelta che azionare i freni di emergenza” ha detto Baswedan, ex ministro e potenziale candidato alle prossime elezioni, che si è scontrato col presidente Joko Widodo sulle precedenti serrate.

Fonti del governo hanno detto che il governatore non ha cercato l’approvazione del ministero della sanità come dovuto prima di fare l’annuncio causando una sospensione delle operazioni nella borsa di Giacarta per il crollo delle azioni bancarie.

La nuova serrata entrerà in vigore il 14 settembre e saranno imposte di nuovo forti restrizioni sociali perché i nuovi casi sono di oltre 1000 al giorno, un terzo del totale nazionale, ed l’occupazione dei letti in isolamento a Giacarta è giunto al 80% del totale.

Mentre non è chiaro perché non si sia consultato col governo sulla nuova serrata, Baswedan sembra aver agito sui consigli di esperti medici per i quali senza una nuova serrata gli ospedali potrebbero essere travolti.

“Non credo che la decisione sarà invertita perché il governo non vuole creare confusione tra la gente” ha detto un rappresentante importante.

Questa nuova serrata avrà conseguenze anche nella provincia di Giava Occidentale mentre il governo lotta per tenere sotto controllo il virus in attesa del vaccino possibile per il prossimo anno.

Mette in luce ancora il dilemma del presidente e dei suoi consiglieri che provano dall’inizio della crisi a bilanciare la crescita dell’epidemia da una parte e la crisi economica dall’altra.

Di certo, il ministro dell’economia Airlangga Hartarto è rimasto deluso della scelta di Baswedan ed ha detto che è importante sapere quando “spingere sul freno o sull’acceleratore” per mantenere la fiducia della gente nei mercati dei capitali e nell’economia.

Poiché Giacarta ha un peso del 20% sul PIL, gli analisti mettono in guardia sul fatto che la decisione potrebbe causare una contrazione economica per il terzo trimestre consecutivo e, a seconda della sua durata, minacciare la speranza di ripresa per il 2021.

La proiezione attuale su base annua varia tra il -1.1 al 0,2% ma “ora è fuori discussione. Anies ha fatto saltare tutto. Per la prima volta sono preoccupato”

La comunicazione confusa, un punto debole del governo Widodo, rende difficile agli analisti e osservatori decifrare la strategia della pandemia del governo. Alla fine il piano del governo lo si potrebbe definire come un’azione di tenuta.

Un rappresentante del governo, quando gli si chiede se potesse essere chiamato contenimento risponde con inusuale lentezza e dice: “No è la nuova normalità”. Una frase strana che sta ad indicare mascherine e distanziamento fisico.

“La nuova normalità è stata un totale fallimento” secondo un diplomatico che nota come molti lavoratori portano le mascherine per strada ma poi abbassano la guardia quando si uniscono agli altri lavoratori sui posti di lavoro.

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A parte quello che fa il governo, quel fiume di dati e grafici che ogni giorno viene sformato diventa un punto di contesa tra chi li accetta come il vangelo e chi è molto scettico.

Ma i dati ufficiali sono il solo strumento per misurare l’epidemia ed i suoi effetti. Gli scettici e tra loro alcuni epidemiologi dicono che le cifre reali sono fino a dieci volte di più dei 210 mila casi riconosciuti. Ma anche queste cifre restano inaffidabili.

E’ così da mesi, ma più di recente il tasso ufficiale di nuove infezioni è cresciuto da 3000 a 3800 al giorno dopo che si sono riaperti gradualmente i posti di lavoro congestionando come al solito Giacarta, Surabaya e le altre grandi città.

Lo scarto temporale dice che la punta dei casi la si può attribuire alle vacanze di agosto in modo simile a ciò che è accaduto a Giava Orientale nelle vacanze del dopo Ramadan a maggio.

nuova serrata
AFP/Bay Ismoyo

Col passar del tempo diventa sempre più difficile dire se l’intenzione sia di evitare l’allarmismo e di dare una valutazione bilanciata di un dramma che si sviluppa senza vedere la luce alla fine del tunnel.

Sebbene il numero di casi sia di gran lunga inferiore ai casi di USA, Brasile ed India, la comunità medica indonesiana crede che il virus sia fuori controllo.

“Lo pensano tutti i miei colleghi e sono terrorizzati” ha detto un importante specialista.

La cifra ufficiale dei morti, complicata dalla richiesta di sepoltura nello stesso giorno e dalla cattiva copertura, è di 8336 che pone il quarto paese al mondo per popolazione al XIX posto della lista OMS.

In un raro esempio giornalismo intraprendente, Jakarta Globe ha detto che il governo della città ha detto che ci sono stati 32110 sepolture nei primi otto mesi di questo anno contro i 33649 dell’intero 2019, il tasso di morte maggiore in un decennio.

JG parla di 157 sepolture al giorno nel solo mese di agosto quando la media storica è di 82 funerali dal 2010.

Tra di essi ci sono 109 medici che hanno perso la vita che è preziosa per il paese dove ci sono 8 medici ogni 10 mila persone.

Comunque resta una domanda senza risposta, nonostante i guai attuali dell’Indonesia, che è come mai il Sudestasiatico abbia scansato il peggio della pandemia. Con i suoi 510mila casi e 12573 morti, in gran maggioranza tra Indonesia e Filippine, la regione con 650 milioni di abitanti è dietro dieci nazioni singole.

Come molti capi di stato Widodo continua ad agire in modo bilanciato, attaccato spesso per non prestare attenzione alla crisi sanitaria quando si sforza di limitare la disoccupazione e tenere a galla l’economia.

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Gestire un paese di 270 milioni di persone è abbastanza difficile ma il modo di affrontare la pandemia non è scritto da qualche parte, particolarmente per qualcuno che proviene dalla provincia rurale la cui visione del mondo è valutata da quanto investimento estero riesce ad ottenere.

Non deve sorprendere che il gruppo di Widodo abbia fatto molti passi falsi, quali l’ultimo secondo cui il virus avrebbe raggiunto il picco alla fine di agosto e che un vaccino sarebbe stato pronto alla fine dell’anno.

Proprio ora sembra un pio desiderio, come lo è il credo che l’economia comincerà a riprendersi negli ultimi due mesi dell’anno, dando al paese un balzo del 5% nel 2021. La nuova serrata rafforza l’opinione che la ripresa prenderà molto più tempo.

La grande protesta è sempre sulla scarsità dei test e sul perché il governo non lo renda importante. Con 2,5 milioni di test totali, l’Indonesia ha uno dei tassi più inferiori al mondo di analisi, ben lontana dallo standard OMS di 1 test ogni mille persone.

Baswedan questa settimana ha detto che il 18,4% di chi è stato analizzato si è dimostrato positivo al virus contro il 13,2% di Giacarta, cifre molto più alte di quanto riportato dal ministero della sanità e superiore al 5% del OMS per un rilassamento delle restrizioni.

Un’altra protesta riguarda la confusa comunicazione di Widodo e di altri esponenti nazionali e regionali, molti dei quali tentennano sui protocolli necessari a contenere il virus.

Ci sono paure che governatori e sindaci possano dare cifre inferiori al ministero della sanità e alla Task Force COVID19 in vista delle elezioni regionali prossime di dicembre.

Agosto è il mese peggiore per nuovi casi con una media di 600 infezioni al giorno nella sola Giacarta con un incremento del 87% su luglio. Di contro il tasso di guarigione nazionale è ora al 72,1% meglio della media globale del 69%.

Dopo essere sembrata quasi immune al virus, Bali è ora l’ottava provincia con 5000 casi totali ed un’occupazione dei letti al 98%, il più alto del paese.

Secondo il ministero della sanità, 11 di 34 province hanno tassi di occupazione di letti che eccedono la media nazionale del 43%, indicazione di dove la maggior parte delle infezione sembra concentrarsi nell’arcipelago.

Complessivamente il governo ha cercato di migliorare la risposta nei nuovi centri di infezione dove le unità di azione di ogni distretto hanno il potere di applicare restrizioni di emergenza quando necessari.

Ultimamente a Depok e Bogor è stato imposto il coprifuoco notturno in risposta alla crescita dei tassi di infezione. Ora è l’intera città che affronterà la nuova serrata con la chiusura di moschee e degli uffici. Diventerà presto un apri-e-chiudi familiare.

John MCBETH, Asiatimes