ONU invita il Bangladesh a ripristinare internet nei campi Rohingya

L’ONU ha invitato il Bangladesh ha ripristinare internet nei campi Rohingya in relazione alla pandemia del COVID-19 mentre HRW ha detto che il governo mette a rischio la vita dei rifugiati se non toglie la sanzione sulla comunicazione nei campi.

foto Abdur Rahman

Oltre un milione di rifugiati Rohingya, tra i quali oltre 700mila fuggiti alla offensiva militare birmana ad agosto 2017, vivono in affollati campi e luoghi nel Bangladesh sudorientale.

“La Comunicazione è fondamentale per gestire per tempo ed efficacemente la situazione e la restrizione sulla comunicazione dei dati telefonici nei campi dei rifugiati Rohingya deve essere tolta” ha detto Louise Donovan, portavoce dell’agenzia rifugiati dell’ONU UNHCR.

“I partner umanitari invitano il governo a ristabilire la connettività internet dentro i campi per assicurare che tutti i rifugiati abbiano adeguato accesso all’informazione, e per permettere la comunicazione tra i partner. Interventi sanitari salvavita richiedono comunicazione rapida ed efficace” ha detto la portavoce UNHCR.

Nel settembre 2019, in nome del mantenimento della sicurezza nazionale e per mantenere ordine e legalità il governo del Bangladesh ordinò agli operatori di telefonia di impedire l’accesso ad Internet nei campi Rohingya, mentre l’autorità regolatrice obbligò gli operatori di telefonia a non vendere più carte telefoniche nei campi dei Rohingya.

“Il governo del Bangladesh si trova in una corsa contro il tempo per contenere la diffusione del COVID-19 anche nei campi profughi dei Rohingya, e non può permettersi di sprecare tempo prezioso con politiche pericolose” ha detto Brad Adams di HRW in Asia. “Le autorità devono sollevare il divieto che impedisce l’informazione fondamentale sui sintomi e la prevenzione o finiranno per mettere a rischio le vite dei rifugiati, delle comunità ospitanti e dei lavoratori della sanità”

Articolo collegato  Nella serrata birmana del COVID-19 a spaventare i poveri è la fame

Il 19 marzo l’ONU in una dichiarazione congiunta con Commissione Interamericana per i diritti umani e Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa ha invitato i governi di tutto il mondo ad evitare di bloccare l’accesso ad internet durante la pandemia.

“Particolarmente in un momento di emergenza, quando l’accesso all’informazione è di fondamentale importanza, vaste restrizioni di accesso alla rete non possono essere giustificate sulla base dell’ordine pubblico o sicurezza nazionale”

In Bangladesh il governo ha risposto che non era stata presa ancora una decisione sulle restrizioni di internet nei campi Rohingya.

“La questione di ripristinare internet nei campi Rohingya deve essere ancora discussa” ha detto il ministro delle telecomunicazioni Mustafa Jabber che non deciderà sicuramente da solo. “Le applicheremo dopo aver avuto le direttive dai ministri degli interni, degli esteri e delle calamità. Finora non abbiamo avuto direttive”

HRW ha detto che il governo del Bangladesh aveva messo in guardia chi lavorava negli aiuti a non dare informazioni sul COVID-19 per non creare panico. I giovani volontari Rohingya hanno detto che le autorità del Bangladesh in carico del campo si erano rifiutati di permettere delle campagne di informazioni.

“Invece di prevenire l’ansia, la mancanza di informazioni accurate contribuisce alla diffusione della disinformazione sulla malattia” ha detto HRW.

Un capo Rohingya del campo di Kutupalong ha detto che la pandemia aveva creato il panico nella popolazione Rohingya del suo come degli altri campi.

“Ma sappiamo poco del virus. Se ci fossero accessi internet avremmo potuto saperne di più” dice il capo del campo Mohammad Nur il quale aggiunge che la popolazione provava a mantenere la distanza sociale.

Articolo collegato  Donne nelle zone di conflitto e la risposta al COVID19 nel Rakhine birmano

Finora non ci sono Rohingya diagnosticati positivamente al virus secondo Mohammad Shamsu Douza, commissario della Refugee Relief and Repatriation Commission.

“Comunque quattro persone che venivano dall’India e una dall’Australia sono state poste in quarantena in un campo di transito UNHCR ed un ospedale” ha detto. Nessuno è stato diagnosticato di avere il COVID-19

Nonostante il blocco di Internet nel campo e le restrizioni sui telefonini, l’informazione sul come la gente possa proteggersi dal virus è disseminata attraverso gli annunci radiofonici, video, poster e messaggi in varie lingue secondo Donovan del UNHCR, secondo cui Imam e capi comunità aiutano anche a diffondere la voce.

“La comunità umanitaria prende tutte le misure preventive di cautela per mitigare i rischi di COVID-19 per le persone che serviamo e per i nostri operatori, mentre assicuriamo che le attività e strutture essenziali finché possibile devono continuare”

Accrescere la promozione dell’igiene, l’addestramento del personale alla prevenzione e controllo dell’infezione, e la mappatura delle strutture di isolamento sono misure che le agenzie e gruppi di aiuto prendono per salvaguardare i residenti degli affollati campi dalla presenza del virus.

Nella capitale del Bangladesh Dakha le autorità hanno denunciato quattro nuovi casi di coronavirus a livello nazionale che sono diventati 48. Il Bangladesh ha anche registrato 5 morti di COVID-19.

Jesmin Papri, Benarnews