Parole inappropriate della lesa maestà che urtano i monarchici

La grande manifestazione di Thammasat e Sanam Luang del fine settimana scorso ha lasciato una grande impressione in Thailandia ed in tutto il mondo.

La nuova generazione ha superato le barriere che i movimenti precedenti, come le magliette rosse, non erano riusciti a superare aprendo una contesa su un territorio inesplorato.

parole inappropriate e lesa maestà

Se da un lato il movimento ha consegnato al parlamento le sue richieste di riforma, il movimento conservatore ed iperrealista sta reagendo e capendo bene cosa fare.

Mentre è stata immediatamente rimossa la simbolica placca messa a Sanam Luang dai manifestanti, con cui si afferma che il paese appartiene al popolo e che il monarca deve essere sottoposto al controllo parlamentare, i movimenti iperrealisti cominciano a reagire con denunce di lesa maestà continuando a domandarsi chi foraggia questo movimento e la polizia promette indagini ed incriminazioni sui capi e gli ispiratori.

Mentre resta ancora da vedere e capire la reazione del palazzo reale, non si può dubitare che la risposta delle autorità sarà all’altezza del suo passato cruento.

Da registrare la domanda posta dall’ex premier Thaksin Shinawatra che in occasione del 19 settembre domanda a questo potere militare dei loro progressi, di dove si trovi il paese a distanza di 14 anni: da paese in forte crescita ad un paese che arranca e che è incapace a trovare una via di uscita alla crisi economica che non dipende solo dal Coronavirus.

Traduciamo due articoli di opinione tratti da due nuove testate thailandesi in lingua inglese dove il nocciolo è sempre la Monarchia Thailandese

Mentre Voranai Vanijaka su Thisrupt.co si sofferma sulle parole inappropriate che offendono i sentimenti dei thailandesi, Cod Satrusayang su Thaienquirer.com invece si domanda cosa nuoccia di più alla monarchia se le richieste di riforme o piuttosto il continuo tirarla in ballo quando si devono difendere gli interessi delle elite e dei militari con i golpe.

Parole inappropriate da articolo 112 di lesa maestà

Viviamo in un paese dove “parole che causano un disagio emotivo” sono un reato che comporta una condanna al carcere che va da 3 a 15 anni, l’articolo 112 di lesa maestà.

Comunque queste parole non sono mai rivelate a tutti. Non esiste trasparenza nel sistema giudiziario quando si tratta delle “ parole che causano un disagio emotivo”

La gente non ha il diritto di conoscere le parole che portano alla prigione. Ci si aspetta che si accetti semplicemente che sono state proferite “parole inappropriate” e che “si è colpita l’emotività”, e che questo sia abbastanza per una sentenza di carcere che va da 3 a 15 anni.

E’ la nazione thai così fragile emotivamente di un bambino di sette anni depresso e maniacale? Siamo fatti di così soffice fibra da nasconderci in un angolo e piangere, buttando fuori la rabbia: “Hai urtato i miei sentimenti. Ti denuncio e te ne andrai in prigione”?

E’ chiaro che molti di noi sono proprio così, e portano con sé il titolo di dottore e di generale.

Dottor Tul Sithisomwong era il capo del defunto movimento multicolore a favore del potere che uscì fuori per opporsi al movimento delle magliette rosse di Thaksin Shinawatra. E’ stato definito iperrealista e ieri si è dimostrato all’altezza del suo nomignolo.

Nella stazione di polizia di Chana Songkram ha denunciato per lesa maestà i tre capi del movimento democratico, Panusaya “Roong” Sithijirawattanakul, Anon Nampa, e Parit “Penguin” Chiwarak.

Dottor Tul sostiene che nella protesta del 19 settembre a Sanam Luang, il trio abbiano usato “parole inappropriate” che riguardano l’istituzione monarchica e che domandare la riforma dell’istituzione sia la stessa cosa che “insultare la costituzione”.

In quanto tale ha affermato che queste cose causano “disagio emotivo” a molti thailandesi.

Comunque Dottor Tul ha detto che non intende che i tre debbano andare in prigione. Li vuole accusati e si attende il perdono reale per loro.

Il generale Piya Utayo è il vice comandante della Polizia Reale Thailandese ed ha detto della protesta del 19 settembre.

“Si sono usate parole inappropriate verso l’istituzione che tutti i thai amano e rispettano, dal paese alla religione e al re. Noi da protettori della legge dobbiamo eseguirla, specialmente contro chi colpisce l’istituzione così negativamente che è così amata dalla gente. Di certo non la lasceremo passare. Devono rispondere per quello che hanno fatto. Chiunque deve rispondere per le proprie parole”

Ha detto che saranno intraprese azioni legali.

L’insostenibile leggerezza dell’essere thai

Il dottore ed il generale non pensano “ai discorsi d’odio che incitano la violenza”. Loro ed innumerevoli tradizionalisti thai accusano le “parole inappropriate che fanno soffrire” come un reato che porta una sentenza da 3 a 15 anni di prigione. Che hanno visto già centinaia di persone in carcere e molti altri accusati di scappare all’estero come rifugiati politici.

Se qualcuno si domanda perché un centinaio di migliaia di persone si sono ritrovate a Sanam Luang lo scorso sabato per domandare le riforme, criminalizzare “le parole che fanno soffrire” è di certo una ragione.

Voranai Vanijaka
Parole inappropriate

Nessuno negli ultimi 20 anni ha danneggiato l’istituzione reale più dei generali

Molti conservatori e monarchici nella società thailandese sono arrabbiati perché le proteste studentesche toccano il ruolo dell’istituzione e chiedono la riforma.

Accusano i manifestanti di tradire e non comprendere cosa significa essere thai. Mentre questo sia una cosa da discutere un’altra volta, i conservatori e monarchici non comprendono un punto saliente quando si parla di istituzione reale e di monarchia.

Negli scorsi 20 anni, nessun partito né gli studenti né i critici antiistituzionali all’estero, hanno fatto più danno alla statura della monarchia nella società thai dei golpisti e dei generali che costantemente evocano l’istituzione monarchica per portare avanti i propri obiettivi e fini.

Portando costantemente la monarchia nel reame politico i generali hanno creato una strada allo scontento che vediamo nella società oggi.

Spesso è colui che grida più forte tra di noi ad avere molto da nascondere e che di certo sembra essere il caso dei capi golpisti che siano Prayuth Chanocha oppure Sonthi Boonyaratglin.

Come altro si può spiegare il loro bisogno di coinvolgere il monarca nel sottoscrivere la loro costituzione del golpe che esplicitamente perdona loro l’abbattimento di un governo eletto democraticamente. Facendo così non credono che si costruirà un risentimento non solo contro i militari ma anche contro la gerarchia del paese?

Oppure si considerino persone come il capo uscente dell’esercito Apirat Kongsompong che menziona l’istituzione ad ogni battito di ciglia. Continua a ripetere di essere disposto a morire per difendere l’istituzione, che i nemici dell’istituzione non sono thai, che porterà i carrarmati per le strade prima che lasci che cada.

Se se ne stesse proprio zitto e non tirasse appresso nel fango una cosa che molti thai vedono come sacra forse non ci troveremmo in questo guaio.

Invece sceglie di parlarne in ogni momento, creando risentimento e causando divisioni nella società solo per spingere le proprie credenziali di difensore ardente della Thailandesità.

Forse la cosa più brutta che i generali hanno fatto per colpire l’istituzione in questo paese è che ogni volta che fanno un golpe dicono che era per difendere la corona quando in realtà erano solo lì per accrescere il loro potere, per portare avanti i propri protetti e riempire i loro portafogli.

Ditemi, avete bisogno di gente come Thammanat Prompao e Newin Chidchob per difendere la corona? O piuttosto state infangando la reputazione dell’istituzione associando persino in modo distante gente come i già citati personaggi?

Comprendo la rabbia di molti conservatori contro gli studenti per aver toccato un argomento che è stato prima un tabù. Dovrebbero essere arrabbiati piuttosto contro i tre generali.

Cod Satrusayang
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