Pesanti sentenze per 10 militanti di Mother-Nature in Cambogia

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Il tribunale di Phnom Penh ha condannato dieci militanti di Mother-Nature, ONG ambientalista a pesanti sentenze con l’accusa di aver insultato il re e di voler rovesciare il governo.

Tre imputati Yim Leanghy, Sun Ratha e lo spagnolo Alejandro Gonzalez-Davidson sono stati condannati a 8 anni di carcere e alla multa di 2500 dollari, mentre gli altri sette militanti di Mother Nature sono stati condannati a sei anni per voler rovesciare il governo.

Pesanti sentenze per 10 militanti di Mother-Nature in Cambogia
AP: foto Heng Sinith

Gonzalez-Davidson, uno dei fondatori di Mother Nature, era stato deportato dalla Cambogia nel 2015 ed è stato condannato in contumacia perché a lui è sempre stato negato il permesso di tornare in Cambogia. La stessa condanna in contumacia è stata data ad altri quattro militanti.

Non si sa nulla di Yim Leanghy che ha partecipato a gran parte delle udienze ma non alla sentenza.

Quattro militanti condannati sono stati arrestati appena fuori del tribunale dove vestiti in abiti funerari avevano fatto una marcia pacifica insieme alle famiglie e ai sostenitori.

Appena emesso il verdetto, una cinquantina poliziotti si sono precipitati sui quattro per arrestarli e tirandoli con violenza nelle loro macchine. Due dei militanti sono stati tirati per il collo.

“Anche se andiamo in prigione il nostro cuore è con il popolo cambogiano il cui interesse abbiamo in mente, e continueremo a monitorare la situazione in Cambogia dal carcere” ha detto prima dell’arresto Chandaravuth. “Se non facciamo nulla e non ci interessano le questioni sociali, il nostro futuro sarà da miseria”.

Le famiglie dei cinque militanti arrestati hanno espresso la loro preoccupazione per i familiari che sono stati portati in cinque carceri differenti e lontani in Cambogia: Kampong Speu, Kandal, Pursat, Preah Vihear, e Traping Thlong nella provincia di Tboung Khmum.

La distanza delle carceri dai luoghi delle famiglie rende molto difficile per loro poter fare visita ai loro familiari incarcerati

“Mia madre è solo una contadina e sarà difficile trovare i soldi per le spese di viaggio nel visitare mia sorella” dice la sorella di una delle arrestate.

“E’ già triste che siano stati arrestati. Se fossero stati messi insieme, sarebbe minore anche il dolore” dice la madre di Chandaravuth.

Per San Mala della ONG Partnership for Environment and Development queste condanne e la separazione in carceri differenti non è solo una pena psicologica ulteriore anche per le famiglie:

“Potrebbe essere che l’autorità dello stato non voglia che loro vedano chi li sostiene né che le ONG facciano visita o sostengano la richiesta di giustizia. E’ un’immagine cattiva della corte e delle autorità statali che dimostrano tutto il loro odio per i giovani militanti che servono la società”.

Profonda preoccupazione è stata espressa dall’Unione Europea, sostenuta da sette ambasciate europee a Phnom Penh e Bangkok, e l’ONU per la condanna di militanti ambientalisti. Hanno chiesto il mantenimento degli standard democratici e il rispetto dei diritti umani tra cui il diritto alla protesta pacifica.

Le vicende che hanno portato alla condanna dei militanti derivano da una riunione su Zoom a maggio 2021 e da un video su Facebook che erano per i giudici una prova corroborante dell’intento di voler rovesciare il governo. I militanti avrebbero usato un linguaggio irrispettoso su Hun Sen e sul re Norodom Sihamoni su una pagina Facebook chiamata “sconfiggi i traditori”

A queste vicende si aggiunge un filmato di scarico di liquami di fogna direttamente nel fiume Tonle Sap.

Per il governo cambogiano il rispetto degli standard democratici è sempre alto e le persone non sono condannate per aver espresso le proprie idee ma non è permesso violare la legge.

“Si faccia per favore una chiara distinzione tra libertà di espressione e critica sociale con azioni di abuso” ha detto il portavoce del governo Pen Bona.

Fin dalla sua fondazione, Mother Nature lavora alla denunciadell’impatto ambientale dei progetti commerciali, che sono spesso legati a membri di rilievo del governo e del Partito Popolare Cambogiano, come la campagna per un progetto idroelettrico nelle montagne del Cardamomo, la denuncia delle esportazioni di sabbia o il prosciugamento dei laghi di Phnom Penh.

Questo forte impegno sociale e ambientale ha fatto guadagnare alla Mother Nature le attenzioni del governo tanto da essere sciolta e privata dello status di ONG dal ministero degli interni.

Anche il momento in cui avvenne questo è indicativo, perché a settembre 1917 si ebbe l’arresto di Kem Sokha per tradimento e lo scioglimento di CNRP, dando inizio alle elezioni cambogiane a partito unico.

“A settembre 2020 Long Kunthea, Phuon Keoraksmey e Thun Ratha furono arrestate mentre organizzavano la protesta di una donna sola davanti all’imponente villa di Hun Sen a Phnom Penh. A maggio seguirono le condanne 18-20 mesi di carcere per “incitamento a commettere reato e a disturbare la quiete sociale” scrive Sebastian Strangio.

Queste sentenze servono anche a definire il governo di Hun Manet, figlio di Hun Sen e suo erede politico, come un governo in piena continuità politica con quello del padre.

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