Pilota neozelandese a rischio di vita nella polveriera papuana

Listen to this article

La vita del pilota neozelandese sequestrato nella polveriera papuana a Nduga è a rischio se continueranno le incerte operazioni di rastrellamento del TNI

Nel profondo delle terre selvagge coperte dalla nebbia delle alture papuane, un plotone perlustrava la giungla alla ricerca del pilota neozelandese sequestrato dai separatisti armati alcune settimane fa da usare come pedina nel conflitto decennale.

Ad un tratto la linea degli alberi si è ravvivata.

papua sotto sequestro polveriera papuana
Pilota neozelandese Phili Mehrtens sequestrato da TPNPB

I fieri combattenti armati dell’indipendenza papuana, TPNPB, hanno attaccato sabato scorso la postazione militare dei soldati indonesiani nell’angolo nordorientale della reggenza di Nduga.

Sono stati uccisi almeno sei soldati del governo mentre altri 21 sono fuggiti nella giungla secondo il resoconto dei media e dei militari.

Il TPNPB ha riferito a VICE World News di aver arrestato e passato per le armi altre nove militari.

Philip Mehrtens, il pilota tenuto in ostaggio, è ancora vivo ed è al sicuro e in salute, come ha riferito il portavoce del TPNPB Sebby Sambon del pilota che era stato sequestrato immediatamente dopo l’atterraggio a Nduga.

Sebby Sambon ha anche detto che se le autorità indonesiane continueranno a mandare militari per liberarlo, la situazione potrebbe cambiare in fretta:

“Se l’Indonesia attacca con gli elicotteri, allora il pilota è a rischio”.

Papua che è posta ad occidente della nazione Papua Nuova Guinea è una provincia ufficiale indonesiana, ma per i separatisti del TPNPB ed altre migliaia di indigeni papuani che rivendicano la provincia come propria è uno stato annesso che combatte una battaglia per l’indipendenza da decenni. Mehrtens è una merce di scambio.

Appena dopo il suo rapimento i militanti del TPNPB dichiararono di aver preso Mehrtens come ostaggio in risposta al sostegno del mondo occidentale verso le forze di sicurezza indonesiane che spesso si scontrano con i separatisti. Loro minacciano di ucciderlo se il governo indonesiano non riconoscerà Papua Occidentale come stato indipendente.

Sabato il gruppo separatista ha mostrato la propria volontà uccidendo quelli che secondo loro erano 15 membri delle forze armate nazionali indonesiane, TNI.

“Questo numero è stato confermato direttamente dal comandante del TPNPB Ndugama Derakma, perciò Giacarta non deve nascondere i membri del TNI che sono vittime nelle mani delle forze TPNPB”

Il gruppo ha anche accusato le forze indonesiane di aver fatto attacchi con elicotteri contro di loro esasperando così la situazione e mettendo a rischio la sicurezza di Mehrtens.

“I militari e la polizia indonesiani ci hanno provocato a combattere” ha detto il gruppo chiedendo un incontro con il governo neozelandese se è interessato a salvare Mehrtens.

TPNPB che è il braccio armato del OPN, Movimento di Papua Libera, a marzo rilasciò un video di Mehrtens come prova della sua vita in cui il pilota era circondato da militanti armati con archi, pistole e mitra mentre leggeva una dichiarazione scritta in cui ripeteva le loro richieste:

“Non sono ammessi a lavorare e volare a Papua piloti stranieri fino all’indipendenza papuana. OPN chiede la mediazione dell’ONU tra Papua e l’Indonesia per lavorare all’indipendenza papuana. OPN mi rilascerà dopo l’indipendenza di Papua”.

Dopo oltre due mesi di prigionia gli osservatori dicono di non vedere facili vie di uscita per il pilota.

Uday Bakhshi, ricercatore della sicurezza e di geopolitica per la rete Militant Wire, ha detto che il pilota neozelandese si trova di fronte al rischio serissimo di perdere la vita.

“Credo che l’esercito di liberazione nazionale di Papua Occidentale comprenda che la cattura di un pilota non darà loro l’indipendenza come avevano chiesto all’inizio. Ma non è una cosa buona per Philip perché sono due mesi di sequestro e non siamo sicuri se l’Indonesia sa dove si trovi in questo momento”.

Il portavoce del TNI Julius Widjojono ha insistito sul fatto che conoscono dove si trova Mehrtens e che le operazioni di ricerca continueranno con la massima forza.

Il portavoce dei militari a Papua Herman Taryaman ha detto che le autorità ricercavano una trentina di soldati ammettendo però di non sapere quanti fossero stati uccisi o feriti e che il tempo poco clemente ostacola moltissimo sia la ricerca che i contatti.

Mentre non siano stati confermati i feriti e i morti dell’ultimo scontro tra TPNPB e forze indonesiane, Bakhshi dice che, se sono vere le cifre date dall’insorgenza, sarebbe l’attacco più mortale lanciato dal gruppo questo anno.

E’ anche un forte incremento in questa crisi che ribolle che ha visto tantissimi civili uccisi negli ultimi anni. A marzo TPNPB ha ucciso 8 lavoratori che riparavano una torre di telecomunicazioni nel distretto di Puncak. Nel 2018 lo stesso gruppo uccise 31 lavoratori delle costruzioni impegnati a costruire ponti e strade che erano parte di progetti infrastrutturali che mirano ad accrescere lo sviluppo economico nella regione, la più povera del paese.

Si recente un altro gruppo separatista, Movimento di Liberazione Unito per Papua Occidentale, ha detto che le tensioni sulla regione montagnosa centrale di Papua è cresciuta sin dal sequestro e lo scorso mese si sono avuti almeno quattro scontri armati tra TPNPB e TNI, secondo APR.

Venerdì, il giorno precedente allo scontro a fuoco, il gruppo separatista TPNPB ha aperto il fuoco contro un aereo civile a Puncak costringendolo ad atterrare sulla pista e mostrandone un video in cui si afferma che hanno iniziato a prendere di mira i piloti.

Bakhshi ha detto che le autorità indonesiane hanno già spostato altre truppe a Papua in risposta agli scontri di sabato ed ha notato che lo scontro è stato preso seriamente in considerazione e che porterà vendetta se la conta dei morti è quanto dichiarato dai separatisti.

Bakhshi è preoccupato che la vendetta accenderà le tensioni ulteriormente.

“Loro dicono essenzialmente che queste azioni militari indonesiane mettono a rischio la vita di Philip e che l’Indonesia e la Nuova Zelanda non scendono al tavolo del negoziato. Anche se ci fosse un’operazione di salvataggio e sapessero dove si trova Philip, c’è grandissima possibilità che TPNPB lo uccida. A questo punto non ho molte speranze per lui”

La regione di Papua fu incorporata nell’Indonesia in modo controverso con un referendum dell’ONU molto criticato nel 1969. Da quella annessione la regione è stata dilaniata da battaglie per l’indipendenza che avrebbero comportato la morte di almeno 100 mila papuani.

Gran parte del conflitto coinvolge il TPNPB che conduce una campagna di guerriglia contro polizia e militari indonesiani e che prende di mira anche i civili.

I papuani per l’indipendenza considera il governo di Giacarta come colonizzatori e indicano i programmi infrastrutturali di Giacarta e di migrazione dalle altre isole dell’arcipelago come tentativi di cambiare la composizione etnica della regione, un genocidio a rallentatore, secondo alcuni ricercatori.

Le tensioni sono cresciute in questi ultimi anni con tantissime morti tra separatisti, militari e civili.

Per Bakhshi la situazione a Papua è una polveriera ed ha detto che la sola cosa che impedisce un’operazione militare completa di rappresaglia è la forte attenzione internazionale sulla situazione.

Gavin Butler, VICE WN

Ottimizzato da Optimole