Processo per tradimento contro militanti cambogiani a Phnom Penh

rainsy Hun Sen
83 / 100

E’ iniziato a Phnom Penh il processo per tradimento contro 33 militanti cambogiani di opposizione, processo definito da esperti ONU come un tentativo di intimidire gli oppositori del premier HUN Sen al potere da oltre 35 anni.

Sam rainsy Hun Sen  processo per tradimento
sam rainsy e Hun Sen

Questi 33 militanti cambogiani nel processo per tradimento sono una prima parte delle oltre 120 persone, delle quali molte legate al CNRP disciolto nel 2017, accusate anche di cospirazione ed incitamento al disordine per le loro attività nonviolente.

Chak Sopheap di CCHR, centro cambogiano per i diritti umani, ha descritto il processo come teso per “vari errori di convocazione. Alcuni difensori non avevano nomi. L’aula era stracolma contro la normativa anticovid.”

“L’audizione in tribunale era così confusa e caotica per le tante persone presenti. I giudici erano sorpresi nel vedere così tanta gente” ha detto Theary Seng, avvocatessa e critica di Hun Sen.

Theary Seng ha detto di essere stata accusata, nonostante lei non sia un membro del disciolto CNRP, per essersi unita alla campagna per il ritorno in Cambogia di Sam Reinsy dal suo esilio parigino per condurre manifestazioni non violente contro Hun Sen nel novembre 2019.

Dopo aver chiesto di essere prosciolta da tutte le accuse, che prevedono una pena fino a 12 anni di carcere, ha detto:

“Non ho un documento che spiega i dettagli dell’indagine portata avanti dai giudici. Non sarei dovuta perciò venire in tribunale. Sono venuta perché questo è solo un passo politico. L’accusa non ha una base fattuale o legale.

Non so cosa abbia fatto di errato perché il tribunale non mi ha dato documenti che descrivono quello per cui mi accusano. E’ totalmente contro la procedura. Ma andrò avanti con questo evento politico. Aprirò la tenda per assicurarmi che sia tutto chiaro.”

Vedi anche  Libertà accademica sempre sotto pressione in Thailandia

“Quando qualcuno è incriminato la legge richiede una ragione perché sia annesso l’atto di accusa, ma nel mio caso ed in altri non ne abbiamo. Abbiamo ricevuto un pezzo di carte che ci accusava di pianificare all’incitamento senza dare una ragione dal giudice di indagine”

Fuori del tribunale l’avvocatessa ha dichiarato alla stampa:

“Voglio invitare i fratelli e le sorelle cambogiane a non aver paura. Più paura abbiamo più faranno pressione. Se siamo uniti vinceremo lo scontro con la dittatura con la non violenza. E’ il solo metodo perché con la nonviolenza ed uno spirito forte vinceremo”

Tra i convocati c’è la dirigenza del CNRP tra cui Sam Rainsy e la moglie, Mu Sochua e vari parlamentari che sono in esilio e tornerebbero in Cambogia al processo se il governo toglie il divieto di viaggio contro di loro.

Sam Rainsy provò a tornare il 9 novembre 2019 per guidare le proteste contro l’arcinemico Hun Sen dopo aver invitato lavoratori emigrati e militari ad unirsi a lui. Comunque non gli fu mai permesso di entrare nell’aereo della Thai Airways da Parigi.

Al processo c’erano molti diplomatici americani, Europei e giapponesi oltre a membri dell’ONU, oltre a centinaia di sostenitori fuori dell’aula del tribunale.

Dopo aver ascoltato l’accusa e gli avvocati della difesa i giudici hanno rinviato l’udienza al 14 gennaio e al 4 marzo dopo aver diviso gli accusati in due gruppi, mentre la difesa ha chiesto un rinvio del processo.

Prima del processo il rappresentante speciale dell’ONU per i diritti umani in Cambogia, Rhona Smith, ha detto che il caso è “politicamente motivati, mancante di basi legali chiare e costituisce una seria violazione dei diritti del giusto processo, così radicati nella legge dei diritti umani internazionali”.

Vedi anche  Arrestata Maria Ressa giornalista filippina di Rappler

Rhona Smith ha anche detto che i processi di massa son una strategia per intimidire e screditare coloro che parlano contro il governo.

“Non è un caso isolato. Lo spazio civico e democratico in Cambogia continua a contrarsi e restano pochissime prove del ravvicinamento politico e della riconciliazione”

Ovviamente il governo cambogiano rigetta questa denuncia del rappresentante ONU a Phnom Penh affermando che tutte le accuse sono fattuali e legali.

Si deve ricordare che contrariamente a queste 120 incriminazioni, il processo per tradimento contro Kem Sokha invece è sempre rimandato sfruttando la scusa della pandemia.

Kem Sokha fu il primo ad essere arrestato nel settembre 2017 con l’accusa di tramare per rovesciare il governo con l’aiuto del governo americano.

Ma il processo per tradimento di Kem Sokha, al momento ancora agli arresti domiciliari, iniziò a marzo ma fu bloccato e si pensa che non inizierà prima del 2024.

Dopo l’arresto di Kem Sokha ci fu lo scioglimento del CNRP, le elezioni del 2018 con il partito di Hun Sen che diventò l’unico partito in parlamento, e la repressione di tantissimi militanti, organizzazioni di base cambogiani.