Rachel Tayza e una famiglia di militari birmani in Italia

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La debole applicazione delle sanzioni europee in Italia permette a Rachel Tayza del famigerato conglomerato birmano Htoo Group di vivere e fare affari

Gli avvocati francesi William Bourdon e Lily Ravon hanno denunciato che una rampolla di una famiglia birmana, legata a doppio filo con la giunta militare del golpe birmano, vive ed opera in Italia per il conglomerato Htoo Group.

Gli avvocati francesi, secondo Justice for Myanmar, hanno chiesto sia di bloccare le proprietà del Htoo Group in quanto è sanzionato dall’Unione Europea che mandare via dal paese la rampolla, Rachel Tayza il cui vero nome è Htoo Htwe Tay Za, che gestisce per la famiglia gli affari in Italia.

rachel tayza
https://irpimedia.irpi.eu/

“Htoo Group è un nodo centrale nella rete di affari internazionale dei militari birmani fornendo finanziamenti, armi ed equipaggiamenti che aiutano e favoriscono il genocidio, i crimini di guerra e contro l’umanità. Lo fa attraverso la sua rete di oltre 60 attività nel Myanmar e a Singapore in settori di tutta l’economia tra cui le industrie estrattive. Htoo Group è stato sanzionato anche da USA, UK e Canada”.

Justice for Myanmar fa notare che la Unione Europea ha scritto:

“HG ha agito da intermediario per la fornitura di equipaggiamenti militari che sono usati contro le popolazioni civili che protestarono contro il golpe del 1 febbraio in tutto il paese e in particolare le aree con minoranze etniche”.

Gli avvocati francesi hanno presentato un dossier su Rachel Tayza alla Banca Nazionale del Lavoro di proprietà di BNP Paribas invitandola a fare qualcosa secondo le sanzioni europee contro il gruppo.

La rampolla della famiglia birmana vive e studia a Milano dove ha completato gli studi in una scuola di moda con il sostegno dei proventi del Htoo Group.

“Durante la sua presenza in Italia, Rachel Tayza ha continuato a detenere azioni ed ad agire da direttrice di almeno sette imprese tra cui quelle formatesi dopo il golpe militare e quelle con affari diretti nell’esercito birmano.

Tra questi ci sono Ayeyarwaddy Resorts and Lodges Company Limited che ha contratti di contratti di costruzione-operatività-trasferimento con Ufficio del quartier generale dell’esercito del Myanmar, sanzionato dall’UE.

Uno dei loro progetti è un progetto commerciale di durata di 50 anni di 11 ettari di suolo a Yangoon che dà ai militari ogni anno 1,65 milioni di dollari, secondo i dati della Myanmar Investment Commission rilasciati da Distributed Denial of Secrets.”

Ci sono altre imprese in cui Rachel detiene azioni e dirige dall’Italia come Pegu Wood Company Lt, una sussidiaria della Htoo Tech Company Lt e One Fibre Company Limited, sussidiaria dell Htoo Tech Company Limited, createsi dopo il golpe di stato militare del 2021.

Rachel Tayza era direttrice e azionista nella dissolta Myanmar Avia Export Company Lt che forniva all’esercito birmano forniva aerei militari e parti di ricambio russi.

Negli USA la donna è stata già sanzionata per il ruolo attivo nel HToo Group e per essere la figlia maggiore del presidente Tay Za, come lo sono stati sanzionati i fratelli Pye Phyo Tay Za e Htoo Htet Tay Za.

JFM ricorda anche che il gruppo Htoo Group ha donato nel 2017 soldi in sostegno alla campagna di genocidio dei militari birmani come sostenuto anche nelle motivazioni espresse dalla UE.

“JFM invita la UE ad imporre sanzioni sull’intera rete del Htoo Group di imprese ed individui tra cui la stessa Rachel Tayza oltre agli altri personaggi legati alla giunta e agli intermediari di armi”.

La debole applicazioni delle sanzioni da parte delle autorità italiane ha permesso a Rachel Tayza di fare affari in Italia che finanziano la illegale e illegittima giunta militare” ha detto il portavoce di JFM Yadanar Maung che ha ricordato come da tempo la donna e la sua famiglia sostengono e aiutano la guerra e i crimini dei militari birmani profittando sul sangue versato dal popolo birmano.

“Rachel Tayza deve rispondere secondo le sanzioni europee e l’Italia deve assicurare che lei e i suoi amici di affari non facciano affari di sangue sul suolo italiano”.

“L’UE e gli altri governi devono fare molto di più per bloccare l’accesso della giunta ai fondi e alle armi, attraverso sanzioni più concertate, strategiche e coordinate che coprano intere reti di aziende, e attraverso un’applicazione molto più forte.

“Per tre anni, il popolo del Myanmar ha coraggiosamente resistito al fallito tentativo di colpo di Stato dei militari.

“L’Italia e l’UE devono stare al fianco del popolo del Myanmar nella lotta per costruire un Myanmar nuovo e inclusivo, che rispetti i diritti umani e garantisca giustizia e responsabilità”.

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