Re Bhumbol Adulyadei è morto: la Thailandia è terra incognita

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Sua maestà Re Bhumbol Adulyadei è passato a miglior vita alle 3.52 di pomeriggio nell’ala Chalermphrakiet dell’Ospedale Sirijay a Bangkok. Tutta la famiglia reale era lì presente

Avrebbe dovuto compiere il prossimo cinque dicembre 89 anni.

Nono re della dinastia Chakri, Re Bhumibol salì al trono il 9 giugno del 1946 diventando il monarca che ha regnato di più al mondo. Proprio quest’anno la Thailandia ha celebrato il settantesimo anno al trono.

terra incognitaNei giorni scorsi si era avuto il presentimento che sarebbe successo qualcosa, quando i medici in un bollettino medico parlarono di una condizione non stabile. I thailandesi comprendendo ciò che non si poteva dire hanno cominciato ad affluire all’ospedale Sirijay di Bangkok a pregare e a piangere, come d’altronde in tutto il paese.

Se non ci fosse la legge draconiana di Lesa Maestà in Thailandia, forse si potrebbero discutere meglio i meriti storici di questo Re che ha vissuto il trapasso della Thailandia che è diventata il secondo centro economico del sudestasiatico.

Se non ci fosse la legge di lesa maestà, forse uscirebbe un’altra figura, molto più umana rispetto a quella che l’agiografia ufficiale vuol tramandare ai posteri.

E’ celebrato come figura di unità nazionale in un paese che ha vissuto dieci colpi di stato. La storia deciderà quale sia stato il suo reale contributo, i suoi meriti.

Ma la lesa maestà c’è e l’ansia, la paura e l’incertezza che essa crea restano forti, nel paese e fuori, dove tanti sono in esilio per quello che pensano.

Lo studioso Pavin Chachavalpongpun, che ha chiesto asilo politico in Giappone dove lavora presso l’Università di Kyoto, dice in un suo post su Facebook “Ecco la fine dell’era di Bhumibol, la Thailandia cammina ora in una terra incognita”.

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Una terra incognita dove l’ansia, la paura e l’incertezza, i conflitti tra le fazioni monarchiche e tutti i giochi di potere si potranno finalmente dispiegare.

Una delle fonti di ansia è proprio la figura dell’erede al trono Maha Vajiralongkorn. Chiunque sia stato a Bangkok sa bene che di Vajiralongkorn, principe ereditario, la gente comune non parla, ma parla bene della sorella principessa Sirindhorn. Quando si solleva il suo nome, la gente preferisce cambiar discorso o parlare appunto dei meriti di Sirindhorn e delle sue attività di beneficenza.

Di Vajiralongkorn, si conoscono le sue tre mogli ed i suoi figli, la sua vita passata spesso in Germania. Proprio a dicembre scorso, si ha il terzo divorzio da Srirasmi che, come le altre, sparisce nel dimenticatoio, licenziata con una lettera al padre.

I familiari della donna sono condannati per lesa maestà per essersi arricchiti usando il titolo reale. In relazione alle attività del principe ereditario, quali le passeggiate in bici per il re e per la regina, ci sono vari arresti e tre persone vicine al principe muoiono in carcere in circostanze non misteriose.

Ma questo è il passato di cui si può sapere di più anche leggendo i vari cablogrammi di Wilikeaks sulla Thailandia. Forse a fare più paura è l’incertezza futura per un principe che non ha mai mostrato un forte interesse per la vita del regno e che in epoche vicine è stato legato al nemico numero uno dei monarchici, Thaksin Shinawatra. Come dice Pavin Chachavalpongpun:

“Vajiralongkorn ha dimostrato negli anni poco interesse per gli affari politici e della monarchia. La sua vita è uno studio elusivo poiché i Thailandesi sanno poco delle sue idee sulla politica o della sua visione de futuro della Monarchia”.

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Laddove il padre esercitava un carisma e mostrava l’impegno a servire, il figlio è terra incognita.

Ma, come ha detto ufficialmente il Primo Ministro Prayuth Chanochoa, “Sua maestà il Re, che ora risiede nella bara reale, ha già designato l’erede al trono in accordo con la legge di successione”

Ma prima della incoronazione ufficiale deve passare il periodo di lutto nazionale di un anno da osservare in tutto il paese.

Prayuth però ha aggiunto qualcos’altro:

“Ha già accettato la sua nomina come erede al trono, ma ha chiesto tempo per il suo dolore ed ha espresso insieme tristezza insieme al popolo della nazione in questo periodo… Per la successione, desidera attendere il momento opportuno”.

La costituzione dice che è il parlamento, l’assemblea legislativa nazionale, ad eleggere il Re come capo dello stato, i cui tempi però sono decisi dal nuovo Re a cui il parlamento chiede solo di onorare quanto deciso dal padre, dopo le cerimonie di lutto nazionale.

E qui è davvero terra incognita. Cosa faranno poi i thailandesi?