Tutti gli uomini forti del re thailandese

Nelle proteste che hanno percorso in lungo e largo la Thailandia questo anno, lo slogan: “finirà con la nostra generazione” copre tutti i generi di peccato.

Il ciclo senza fine di golpe militari che interrompono la democrazia. Un governo colpito da accuse di corruzione e nepotismo. Il già capo dell’esercito con una collezione sorprendentemente grande di orologi di lusso. Il ministro che fu arrestato a Sidney per aver organizzato il traffico di eroina. La mancanza di indagini nella scomparsa e morte di dissidenti. Il re che preferisce vivere in Germania.

Le proteste contro il governo, che hanno messo in campo la critica più aperta della monarchia da decenni, avranno il loro culmine nella manifestazione di massa alla Thammasat e nella vicina piazza pubblica di Sanam Luang.

I luoghi hanno un loro significato; un massacro nel campus da parte delle forze armate nel 1976 che lasciò 45 morti, centinaia di feriti continua ad assediare il paese. Più recentemente Sanam Luang è stata inclusa nel gigantesco quanto opaco Ufficio delle Proprietà della Corona, ed i manifestanti hanno dichiarato la propria volontà di ridarlo alla gente.

Il fuoco è del tutto sulla classe politica thailandese ed i poteri che agiscono da sempre con impunità.

Tra loro ci sono, come li descrive il commentatore politico Voranai Vanijaka, una vecchia scuola di “politici/signorotti della guerra/uomini forti feudali/gangster mafiosi, tanti dei quali si trovano sia tra i partiti di governo che di opposizione”.

Voranai, che dirige il sito di notizie Thisrupt, dice che tra le miriadi di esempi i due obiettivi che la gente preferisce sono il vice primo ministro Prawit Wongsuwan, un potente ex-capo dell’esercito che fu assolto da scandali di corruzione, e rappresentante del governo Thammanat Prompao che secondo i giornali australiani Herald e The Age passò quattro anni in una prigione di Sidney per una condanna per droga.

prawit e gli orologi preziosi

Nel sedere di fronte ai poliziotti per dare la sua dichiarazione nella prigione Parramatta il 10 novembre 1993, la prima cosa che Thammanat fece registrare fu il suo legame con i reali.

Dopo essersi diplomato dalla scuola dell’esercito nel 1989 fu “comandato come guardia del corpo per il principe della Thailandia” come primo luogotenente. “Lavoravo nella famiglia del principe ereditario ad iniziare dal 1992” disse restando finché non fu impiegato per aiutare a sopprimere un conflitto politico che culminò in un massacro dell’esercito a Bangkok.

Il principe ereditario è ora Re Vajiralongkorn, ma il nome fece un rumore sordo: il giudice non fece alcuna menzione nella sua sentenza su Thammanat per il ruolo assunto nella movimentazione di 3.2 chili di eroina da Bangkok a Bondi.

Da quando lo scorso anno scoppiò lo scandalo, Thammanat non solo ha mantenuto la sua posizione ma fu nominato tra i vice di Prawit dentro il partito di governo del Palang Pracharat.

“Un politico come Thammanat Prompao, non è stato creato da questo governo in particolare” dice Voranai. “E’ un relitto di come la Thailandia lavora da decenni e decenni. Avere un politico del genere al potere non è affatto nuovo in Thailandia, e questo genere di persona diventa parlamentare semplicemente perché è l’uomo forte della sua provincia. Thammanat Prompao sarà sempre importante nella politica thailandese finché comanda la provincia di Phayao perché ha i voti.

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ministro thailandese
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E’ un difetto nel nostro sistema, o forse una macchia nel nostro tessuto culturale. Da democrazia nella sua infanzia, o niente affatto una democrazia, la gente tende a votare per chiunque sia il patrono della provincia piuttosto che votare qualcuno che darebbe loro benefici in un sistema democratico.”

Mentre Thammanat provava a nascondere un passato imbarazzante di giovane soldato, Prawit sfoggiava le sue proprietà mai dichiarate alla luce del giorno. Dopo essere stato fotografato con un orologio Richard Mille, la ricerca online scoprì le prove di altri 25 che aveva indossato in pubblico stimando che il valore combinato era di 1,75 milioni di dollari. Nessuno orologio era stato dichiarato, ma due anni dopo lo scandalo la Commissione Nazionale Contro la corruzione indagò Prawit che non ha dovuto rispondere di nulla.

“Accettarono la spiegazione di un semplice prestito di questi orologi da parte di un amico che era già passato a miglior vita” dice Voranai.

Sunai Phasuk, ricercatore thailandese di HRW, dice che da quello scandalo degli orologi, sono state fatte altre accuse di furto di terre e ricchezze nascoste contro figure importanti nel governo.

“Il merito non è un criterio prerequisito per fare parte del governo” dice Sunai.

Il primo ministro Prayuth Chanocha guidò il golpe nel 2014 e guidò la giunta per cinque anni; dopo le elezioni dello scorso anno fu invitato a restare al potere. Una delle sue promesse fondamentali fu di liberare il paese dalla politica della corruzione che prende governi eletti e dittature allo stesso modo. Sunai dice a questo punto che nessuno crede che Prayuth sia differente.

“La politica non diventa più pulita. E’ sporca come sempre e l’eredità della dittatura militare significa che è persino più difficile farli rispondere dei loro misfatti”

Prayuth e Prawit sono spesso descritti come fratelli perché sono saliti al potere attraverso la stessa fazione dell’esercito. Entrambi furono coinvolti nei golpe del 2006 e 2014 che cacciò governi eletti anche se imperfetti. L’uomo posto a capo del governo nel 2006, l’ex capo dell’esercito Surayud Chulanont, sarebbe poi stato il capofila di furto di suoli e poi sarebbe stato copiato da altre figure importanti.

Surayud aveva costruito una grande proprietà su suolo protetto nella riserva di Khao Yai Thiang che lui ridiede sotto il controllo statale dopo essere stato scoperto. Non è stato mai accusato di nulla.

“L’ha fatta franca dicendo che avrebbe ridato indietro la terra” dice Sunai. E’ la stessa cosa con i prestiti illegali, loro dicono ‘ ridarò indietro i soldi’ e non è accaduto nulla di errato. Fu il modello per gli altri che seguirono”

Non solo Surayud sfuggì alle conseguenze legale una volta che ridiede i suoli, ma divenne un membro del Consiglio Privato della Corona. Il 2 gennaio Re Vajiralongkorn lo fece presidente del corpo consultivo reale.

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Mentre le figure militari predominano nei circoli politici, sono anche presenti sempre negli affari di Vajiralongkorn.

Il suo segretario personale privato è un ex maresciallo dell’aria che è presidente di due imprese quotate, direttore di una banca, presiede il consiglio di amministrazione di otto altre imprese ed è direttore dell’Ufficio delle Proprietà della Corona.

Le proprietà di questo ufficio valgono tra 40 e 70 miliardi di dollari e sono diventate proprietà personale del re thailandesei Vajiralongkorn a metà 2018.

I manifestanti vogliono che queste siano riportate allo stato insieme ad un maggior controllo sul denaro dei contribuenti speso dalla famiglia reale.

Nel consiglio di amministrazione dell’Ufficio delle Proprietà della Corona c’è anche Apirat Kongsompong, capo dell’esercito che andrà in pensione questo mese e che è al centro di dicerie di golpe. Figlio di uno degli uomini che guidò il golpe nel 1992, Apirat è conosciuto per le sue visioni iperrealiste e destinato ad assumere una posizione importante dentro la casa reale quando lascerà l’esercito.

re thailandese Vajiralongkorn

Le sue dichiarazioni contro “chi odia la nazione” che “non può essere curato” hanno allarmato i militanti democratici.

Uno dei pericoli del dissenso è la minaccia di denuncia per sedizione. Ci sono stati dissidenti scomparsi in Laos e Cambogia che non sono state mai indagate.

Due antimonarchici furono ritrovati morti ed altri sono stati rapiti. Manifestanti e partiti di opposizione vogliono le indagini su questi casi a cui il governo finora si oppone.

La mancanza di impegno nelle indagini sulle scomparse e le morti è preoccupante, dice Sunai.

“Mostra essenzialmente che se sei contrario al governo, non sei un cittadino thai che merita di essere protetto”

Ma c’è stato qualche movimento positivo in un altro caso estremamente controverso. L’erede della Red Bull, Vorayuth Yoovdhya, avrebbe ucciso un poliziotto con la sua auto nel 2012 e vive all’estero per sfuggire alle accuse. Dopo che furono lasciate cadere le accuse, la rabbia generale spinse il governo ad indagare le agenzie responsabili del caso.

Questo prova che i manifestanti assumono la funzione di controllori che manca al sistema politico, dice Voranai di Thisrupt.

“Lavorano a controllare il potere corrotto del governo per assicurarsi che non la faranno franca con tutto quello che vogliono, che hanno fatto in cinque anni di regime dittatoriale del generale Prayuth”.

“E’ un periodo buono, questi sono dei passi in avanti. Non siamo assolutamente vicini a dove dovremmo essere, ma sono passi in avanti”

Riconoscendo che il cambiamento significativo potrebbe richiedere anni, Voranai vede nel movimento di protesta la possibilità di mettere la Thailandia sul percorso di un buon governo e alla fine dei politici di vecchio stile.

“Tutta questa gente sarà andata via nel prossimo futuro se la Thailandia vuole fare quello che gli studenti domandano. Questo è il percorso corretto”

“E’ un immenso se. La vita è rischiare, ci sono ostacoli dovunque ma se non lo prendi cosa altro rimane qui?”

Michael Ruffles, SMH